sabato, Agosto 24

Maldive: il Paradiso perduto La dichiarazione di stato di emergenza all'ombra della Sharia ha svelato conflitti istituzionali profondi e mai sopiti del tutto. Sullo sfondo, la reintroduzione della pena di morte

0

Lo stato delle cose attuali alle Maldive ha nuovamente squarciato il velo di silenzio che avvolge questo splendido angolo di Paradiso in Terra, diventato molto rapidamente un gioiello turistico dove ogni anno, almeno un milione di turisti provenienti da ogni angolo del Pianeta si addensa e sbarca dagli aerei per essere proiettato su spiagge coralline tra le più belle del Mondo intero. Le giovani coppie di sposi in viaggio di nozze oppure le più attempate unioni matrimoniali che vogliono “premiarsi” della loro fedeltà, da tempo trovano nelle Maldive le risposte più sognate e desiderate per le loro circostanze intime e familiari. Scendere dalla scaletta dell’aereo nell’Aeroporto della Capitale, Malé (non proprio, è situato sull’Isola di Hulhulé, nel Nord dell’Atollo di Malé, vicino all’isola della Capitale) e poco dopo ritrovarsi in una struttura ricettiva con piscine, spiagge splendide e sabbia che sembra polvere finissima di cristalli è la sospirata frattura rispetto al solito tran tran quotidiano. Il che fa assumere al viaggio un aspetto ulteriormente fascinoso ed esotico.

La proclamazione dello stato di emergenza ha sorpreso un po’ tutti, l’attenzione dei media italiani ed internazionali s’è trovata “spiazzata” rispetto alla iconografia stereotipata che ritrae le Maldive come la cartolina che gira un po’ in tutte le agenzie turistiche del Mondo.
Rispetto a queste categorie interpretative “solite”, l’atteggiamento autocratico ed autoritario del Presidente in carica, Abdullah Yameen , è apparso “alieno” se parametrato con la dolce e serena immagine delle Maldive. Come spesso accade, guardando le cose con maggior cognizione di causa e nel dettaglio, se ne trae una differente visione.

Altrettanto grande sorpresa ha destato nell’opinione pubblica globale la constatazione della reiterata opera di intimidazione del Presidente nei confronti della Corte Suprema che aveva “osato” disporre il rilascio dei vertici delle opposizioni politiche. Persino il Capo della Polizia Abdullah Nawaz è intervenuto a gamba tesa nella guerra istituzionale tra Presidente e Corte Suprema, affiancandosi al primo e contrastando la seconda: «Abbiamo le prove delle transazioni in favore di Abdulla Saeed e Ali Hameed». Da qui all’arresto dei componenti della Corte Suprema incriminati, il passo è stato breve. Con i due giudici è stato poi arrestato anche l’ex presidente Maumoon Abdul Gayoom accusato a sua volta di aver corrotto dei parlamentari «per far cadere il governo e creare dissenso tra le forze armate». Dopo l’arresto dei due giudici, gli altri tre Membri della Corte Suprema hanno ritirato la loro stessa sentenza con cui la settimana precedente avevano ordinato la scarcerazione di nove leader antigovernativi e il reintegro di 12 deputati dell’opposizione.

La frattura istituzionale è profonda, soprattutto perché coinvolge i due principali vertici della società maldiviana, il Potere Esecutivo ed il Potere Giudiziario. E questo dissidio profondo si incunea in un verticismo nella forma politica e di governo delle Maldive che è tutta inscritta nella Sharia, aspetto che non bisogna tralasciare di menzionare. Anzi, aspetto che non bisogna affatto tralasciare di menzionare. La Sharia, infatti, è la Legge di riferimento che regolamenta e tiene insieme la coesistenza sociale, politica ed etno-antropologica maldiviana.

L’Alto Commissario per i Diritti Umani Principe Zeid Ra-ad al-Hussein  ha affermato alla testata The Irish Indipendent che le restrizioni governative «creano una pericolosa concentrazione di potere nelle mani del Presidente». L’Ambasciatore delle Maldive presso il Governo Britannico Ahmed Shiaan, ha subito confermato che la situazione alle Maldive resta stabile dopo la proclamazione dello stato di emergenza e che i turisti non sono affatto toccati da tali provvedimenti e soprattutto in relazione a quanto sta accadendo nella Capitale: «Il Governo delle Maldive considera prioritaria la sicurezza del Turismo. Ciò non muterà nei prossimi giorni» ha affermato in un dialogo con la testata The Indipendent. Continuando a gettare acqua sul fuoco, ha aggiunto: «L’impasse tra l’Esecutivo ed il Potere Giudiziario è sfociato nella dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Presidente. Questa è correlata con il solo Potere Giudiziario. Non coinvolge in alcun modo la libertà di movimento, di viaggiare o la libertà di espressione, oppure il diritto ad un avvocato o altri tipi similari di diritti. Non vi sono coprifuoco o niente di simile. Tutto ciò è solo finalizzato a risolvere una impasse costituzionale. Ora le cose sono tornate alla normalità e tutti i temi sono stati oggi risolti».

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore