mercoledì, Maggio 22

Maldive: crisi solo in Parlamento? Sebbene la separazione tra residenti e turisti sia marcata, pochi sembrano aver recepito quello che sta accadendo nei palazzi della capitale Male. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Bagnoli, professore associato all'Università Bicocca di Milano, e Sara Poli, gestore della “Maldive Inn Yonder Reatreat Guesthouse”

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Se da una parte il turismo di lusso continua a vivere di vita propria, all’interno dei palazzi istituzionali la recente crisi politica nazionale sta rovesciando lo scenario istituzionale. Tutto è iniziato lo scorso 1 febbraio, quando la decisione della Corte Suprema aveva ordinato il reintegro nel Parlamento di 9 oppositori politici, precedentemente arrestati, tra cui l’ex Presidente Mohamed Nasheed, in esilio in Sri Lanka, e l’ex Vicepresidente Ahmed Adeeb. La risposta del Primo Ministro Abdulla Yameen non si è fatta attendere: proclamazione di stato d’emergenza nazionale per 15 giorni e arresti arbitrari.

Nella notte del 6 febbario, Maumoon Abdul Gayoom, ottantenne ex presidente e attuale leader dell’opposizione, è stato arrestato nella sua residenza nella capitale Malè e sospeso, a tempo indeterminato, dal Parlamento. All’alba dello stesso giorno la polizia ha messo agli arresti anche il presidente della Corte Suprema Abdulla Saeed e il giudice Ali Hamid. Oltre all’arresto sommario, il capo della polizia Abdulla Nawaz ha accusato i due magistrati di essere stati pagati milioni di dollari per emettere la sentenza di scarcerazione. «Abbiamo le prove delle transazioni in favore di Abdulla Saeed e Ali Hameed», ha detto il capo della polizia. L’ex presidente Maumoon Abdul Gayoom invece, è stato accusato di aver corrotto dei parlamentari «per far cadere il governo e creare dissenso tra le forze armate».

Dopo gli arresti dei giudici della Corte, sono continuate le intimidazioni ai magistrati per cancellare la decisone di scarcerazione e riabilitazione parlamentare per i 9 leader dell’opposizione e i 12 deputati. Le continue minacce hanno portato i tre membri della Corte a ritirare la sentenza, e a non prendere ulteriori misure in contrasto con le decisioni governaitve

La notizia dello stato d’emergenza e degli arresti degli oppositori politici ha suscitato forti reazioni da parte delle associazioni per i diritti civili, preoccupati di un escalation totalitaria e di una pericolosa forzatura della Costituzione del Paese. Tra questi, South Asians for Human Rights (SAHR) che in un documento pubblicato dal quotidiano The Hindu, si è detta «particolarmente preoccupata dalle azioni totalitarie e anti democratiche» del Presidenet Yameen che, secondo l’associazione, «in passato è stato più volte accusato di corruzione e violazione dei diritti umani».

Oltre ad avere conseguenze sulla società locale e autoctona, questa crisi istituzionale porta con sé il rischio di avere delle ripercussioni sul settore turistico, essenziale per l’economia dell’arcipelago. Le 1.190 isole che fanno parte delle Maldive, sono abitate da 350.000 persone, di cui il 100% di religione islamica. Circa 80 di queste isole sono adibite a villaggi turistici e, di recente anche con guesthouse, che ospitano ogni anno circa 600.000 stranieri – metà tedeschi e un quinto italiani – che contribuiscono al 28% del Pil, al 60% della valuta e al 90% delle entrate statali.

Sebbene lo stato d’emergenza abbia creato molte preoccupazioni, il turismo, per ora, sembra non risentirne, anzi, secondo Sara Poli, gestore della ‘Maldive Inn Yonder Reatreat Guesthouse’, “nelle isole non si percepisce niente di quanto è accaduto”. “Per ora la nostra guesthouse rimane piena, e lo sarà anche nei prossimi periodi, sono stati gli ospiti i primi a commentare la situazione dicendo che non ci credevano per quanto fosse impercettibile, l’hanno scoperto da i social”.

Non è tutto vero di quel che si legge sui giornali”, continua Sara, “c’è movimento di polizia ma niente militarizzazione. Per i turisti, anche nella capitale, rimane tutto tranquillo, anche perchè l’aeroporto, sebbene sia della capitale, è in un’isola a sé stante, quindi lontana da ogni tipo di avvenimento, c’è stato un po’ di terrorismo mediatico”.

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