venerdì, Novembre 15

Malaysia: elezioni, tatticismi ed operazioni d’immagine per mantenere il potere In vista delle elezioni del 9 maggio, il partito di potere rinnova con volti giovani i propri candidati nella speranza di mantenere il proprio primato nel Paese

0

Il partito di governo del Barisan Nasional BN sta facendo sempre più appello a volti nuovi per le elezioni del prossimo 9 Maggio, nel tentativo di rinvigorire l’appoggio dei propri sostenitori. Le liste dei candidati delle varie coalizioni che afferiscono al Barisan Nasional mostrano una grande maggioranza di volti nuovi, ciò per alcuni è il segno che la coalizione di 13 partiti dove primeggia Umno non intende affidarsi solo ai soliti e già noti nomi della scena politica nazionale dove in molti si son già fatti conoscere nel proprio operato al governo del Paese. Il Capo del Barisan Nasional di Kelantan, Mustapa Mohamed, in tal proposito ha chiarito i motivi della scelta: «Mettendo insieme coloro che hanno già accumulato esperienza con una iniezione di volti freschi giovani ed energici porterà aria nuova e assicurerà che il Barisan Nasional continui a mantenere la propria rilevanza e maggioranza nel Kelantan».

Lo Stato Nord Orientale di Kelantan è stato conquistato dall’opposizione federale del Partito Islamico SeMalaysia PAS fin dal 1990. Le prossime elezioni vedranno lo sforzo ed il tentativo del Barisan Nasional di riconquistarlo con 28 nuovi candidati per i 45 posti disponibili nella rappresentanza parlamentare locale, una certa crescita rispetto ai 25 nuovi volti che furono candidati sia per il Parlamento nazionale sia per quello dello Stato locale in occasione delle ultime votazioni del 2013. Attualmente il Barisan Nasional detiene 12 scranni nel Parlamento locale nel Kelantan contro i 31 del Partito Islamico SeMalaysia PAS. I partiti dell’opposizione Parti Keadilan Rakyat e Parti Amanah Negara hanno un seggio a testa. Per gli esperti di cose di politica malese, però, non si tratta solo di riprendersi i propri voti e magari vincere. A Sud, nello Stato di Johor, dove il Barisan
Nasional detiene fortemente il proprio ruolo di guida, la coalizione ha preannunciato di voler presentare 32 nuovi candidati per il Parlamento nazionale. Ciò significa più della metà dei 56 posti disponibili nell’Assemblea Nazionale dei quali 37 sono controllati dal Barisan Nasional.

Per gli analisti, il Barisan Nasional nello Stato di Bohor è preoccupato a proposito dell’opposizione politica locale poiché si teme che sia stata sottostimata la competitività politica e il desiderio di acquisire posizioni rilevanti nella scena politica da parte della forte e grande componente cinese dell’elettorato, del Bersatu ,Partito degli Stati Indigeni Malesi, e di Muhyiddin Yassin, tutte componenti che hanno via via acquisito sempre più spazio nell’elettorato rurale locale in termini di seggi conquistati nella rappresentanza parlamentare. Il Bersatu è il Parti Pribumi Bersatu Malaysia fondato dall’ex Premier Mahatir Mohamad con l’ex vice Primo Ministro Muhyiddin Yassin. Nello Stato di Selangor, guidato dal patto di opposizione federale del Pakatan Harapan PH, il Barisan Nasional sta per presentare liste con un tortale di 57 volti nuovi che si affacciano per la prima volta in assoluto in una competizione elettorale sia per il Parlamento locale sia per quello nazionale. Molti di essi sono giovani professionisti che –si spera- potrebbero attrarre la fiducia degli elettori delle masse cittadine evolute dello Stato più ricco del Paese. Nel Selangor, non a caso, i vertici del BN affermano che se si vuole conquistare la fiducia soprattutto delle aree rurali e periferiche ci si deve presentare con la crema delle candidature della scena politica nazionale.

Gli Stati più piccoli di Melaka e Negeri Simbilan stanno seguendo strategie similari. Il Barisan Nasional spera insomma di attrarre i voti delle fasce rurali ma anche quelle delle fasce di età più giovanili perché si ritiene che i volti giovani si ammantino di maggior immagine di speranza in un futuro più fresco e inclusivo, meno statico e cristallizzato come potrebbe indurre –invece- un partito che da lungo tempo è alla guida del Paese e che non si è rinnovato nelle proprie file vedendo solo riconfermati quelli della solita e ritrita nomenklatura di partito. Bisogna però aggiungere e chiarire che i volti noti sono comunque prevalenti, a tutt’oggi, a livello di rappresentanza parlamentare acclarata e istituzionalizzata. Si tratta di una classe politica maggioritaria che ormai prevale da più di quaranta anni nella Malaysia. Il fatto che gli analisti abbiano colto la necessità di “rinfrescare” l’apparato del partito maggioritario a livello nazionale non è quindi una ipotesi peregrina ma è frutto di attento studio dei flussi di voto e circa la appetibilità di immagine della classe politica a livello popolare.

In ogni caso, il Primo Ministro Najib Razak , il quale è anche noto esponente del Barisan Nasional confederazione politica di sigle e partiti della quale è anche Presidente, ha assunto principi cardine molto chiari in vista delle ormai prossime elezioni. Uno di questi assunti includono la presenza dell’ex Vice Primo Ministro Puad Zarkashi e parimenti la conferma dei ruoli già detenuti in loco negli Stati di Johor e Negeri Sembilan. Le “esigenze” della compagine politica di governo nelle sue rappresentanze più illustri e note contrastano, quindi, con la logica “consigliata” dagli analisti di rinnovare i volti dei propri ranghi con volti nuovi che –in questo modo- diventerebbero solo delle cartoline pubblicitarie per attrarre i voti delle classi rurali e dei giovani del Paese sia a livello nazionale sia a livello locale. Bisogna anche tenere conto del fatto che –tra le rappresentanze politiche di opposizione- non vi sono molte alternative valide sia a livello numerico (è tutto da verificare il “peso” degli elettori all’opposizione) sia per la tipologia che essi rappresentano, dove pure non mancano frange politiche estremiste che potrebbero risultare particolarmente simpatiche a fondamentalismi sia politici sia religiosi. Il che rappresenterebbe un bel problema per la Malaysia da sempre in lotta con tutto ciò che è al di fuori del moderatismo sia in ambito religioso sia in ambito politico e di governo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore