mercoledì, Novembre 25

Malaysia, arresti e lotta dura all’ISIS

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Non solo in Indonesia ma anche in Malaysia si combatte con particolare intensità contro il rischio ISIS su più livelli. Da una parte attraverso le vie dei Servizi di Intelligence e delle Forze Armate sul proprio territorio, in modo da avere una “mappaturaquanto più possibile precisa delle unità operative, di quelle ritenute dormienti e delle attività di proselitismo. Non si esclude anche l’appoggio esterno di componenti estremiste autoctone che possano fiancheggiare lo Stato Islamico sia 1) offrendo proprie unità, quindi già addestrate e mature per la guerriglia o nell’applicazione di tecniche militari non convenzionali, come accaduto –tanto per fare un esempio- col fronte Moro in territorio filippino, che si è pubblicamente schierato a favore dello Stato islamico nell’arco dei Paesi Sud Est Asiatici che si affacciano tra il Golfo del Bengala fino al Mar Cinese Meridionale passando per il Tropico del Cancro, sia 2) pianificando attività terroristiche nel proprio Paese.

Si opera, però, anche su un piano più latamente culturale e il “caso” indonesiano –da questo punto di vista- è eclatante, in quanto è la Nazione musulmana più popolosa al Mondo, una delle maggiori potenze economiche mondiali, ed esercita grande attrattività nei confronti dell’ISIS che -in ogni modo- ha cercato di attrarre su sé la maggior quantità possibile di miliziani stranieri da mandare nel macello della guerra tra Siria e Iraq. Le attività di ‘filtro’ e controllo sono state certamente pervicaci e molto utili ma a tutto questo bisogna anche accostare una fase di acculturazione, nell’ambito della fraseologia e delle dinamiche islamiche che parte dalle scuole elementari, la principale agenzia di socializzazione subito dopo la famiglia. Sia in Indonesia sia in Malaysia, le principali agenzie pubbliche nazionali hanno cercato di agire in modo tempestivo, poiché –sia nelle scuole sia nelle moschee- cercare di comunicare un messaggio che vada contro le sirene incantatrici dell’ISIS quando i giovani sono già nel “gruppo dei pari” (adolescenziale e post-adolescenziale) può essere già troppo in ritardo alle dinamiche di cui sopra.

Non è caso strano, infatti, che da Malaysia, Indonesia e dalle Filippine siano comunque partiti in cospicue quantità potenziali miliziani che si sono votati al combattimento nelle file dello Stato islamico o a immolarsi in qualità di kamikaze che, come si sta verificando con mano negli ultimi tempi, in sempre maggior quantità sono mandati a morire non solo in Siria e non solo a Mosul per cercare di contrastare l’avanzata delle truppe della coalizione internazionale che sta martellando l’IS con bombardamenti a tappeto (anche indiscriminati nei confronti dei civili, come la cronaca crudamente ci mostra) e attraverso cecchini e soldati di varia estrazione e provenienza.

Proprio in questi ultimi giorni in Malaysia nove sospetti affiliati ISIS sono stati arrestati durante uno dei raid più estesi condotti in cinque Stati interni, come peraltro confermato dall’Ispettorato Generale della Polizia IGP nel corso di conferenze pubbliche tenutesi alla presenza dei media locali e internazionali. Secondo quanto affermato in pubblico dall’Ispettore generale della Polizia Khalid Abu Bakar, la Branca Speciale Bukit Aman Divisione specializzata nella Lotta al Terrorismo, è stato anche sventato un attentato pianificato con l’utilizzo di un grosso quantitativo di bombe ed esplosivi che avrebbe dovuto essere condotto contro la stazione di Polizia Tapah nello Stato di Perak.

Tra gli arrestati dell’operazione ultima condotta dalle Forze di Polizia malesi in contrasto all’ISIS c’è un insegnante di scuole elementari, un tecnico della Puspakom, un proprietario di attrezzature per veterinari e due addetti privati alla security. Secondo i resoconti della Polizia malese i sospetti sono stati identificati in operazioni multiple condotte a Selangor, Perak, Kedah, Kelantan e Johor nei giorni dal 15 al 21 Marzo scorsi. Il primo degli arresti in oggetto è stato condotto lo scorso 15 Marzo su un ragazzo di 27 anni, un tecnico Puspakom di Klang. Si ritiene sia parte di Gagak Hitam (Corvi Neri) una cellula terroristica che lo scorso anno condusse un attacco contro il nightclub Movida. Sempre la Polizia malese ritiene egli fosse anche veicolo di raccolta fondi e loro spedizione a favore del famoso miliziano Mohamad Wanndy Mohamad Jedi che generalmente si dà per operativo in Siria.

La seconda serie di arresti ha riguardato un 37enne insegnante di Scuole Elementari a Ipoh, Perak e una 39enne guardia giurata di Kulim, Kedah lo scorso 16 Marzo. L’insegnante ha ammesso di diffondere gli insegnamenti della Jihad salafita attraverso Facebook proprio allo scopo di reclutare ulteriori miliziani da inviare nelle zone di guerra dove è operativo l’IS. La guardia giurata ha espresso la chiara volontà di andare a combattere a fianco dello Stato Islamico in Siria. Poiché aveva fallito in questo scopo allora ha pianificato di unirsi ad una cellula dello Stato Islamico operativa nelle Filippine meridionali. Gli altri due sospettati –un membro di uno staff di un ristorante e un veterinario di 28 anni proprietario di un negozio specializzato sono stati successivamente arrestati a Perak lo scorso 17 Marzo. Il dipendente del ristorante stava pianificando un attacco alla stazione di Polizia di Tapah attraverso esplosivi reperiti attraverso il sostegno di un gruppo fiancheggiatore dell’ISIS in Indonesia. Secondo la Polizia malese questi ha legami diretti con un’altra cellula ISIS a Poso, Indonesia ed è molto attivo nel reclutamento di nuovi potenziali miliziani, compreso lo stesso veterinario titolare del negozio. Il sesto arresto è quello di un meccanico di Kuala Krai, Kelantan, effettuato lo scorso 20 Marzo. Anch’egli operativo nella raccolta fondi da inviare a miliziani malesi che fiancheggiano l’ISIS in Siria. I restanti tre sospetti, una guardia privata di 46 anni, un lavoratore di 20 che opera in un cybercafè ed un lavoratore presso un residence di 24 anni, sono stati arrestati a Kota Baru, Kelantan, Segamat e Lota Tinggi, Johor, rispettivamente. La guardia giurata si ritiene sia un reclutatore mentre gli altri sono variamente legati ad una cellula ISIS in Malaysia.

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