martedì, Novembre 12

Come mai i monaci del monte Athos impediscono l’accesso alle donne? La particolarità di questi monasteri è che vietano l'accesso alle donne poiché i monaci sostengono che la loro presenza li indurrebbe in tentazione

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Alle pendici del Monte Athos sono situati i venti monasteri dell’Agion Oros, la Sacra Montagna, dove, da secoli, vivono dei monaci ritenuti i guardiani dell’ortodossia cristiana in netto contrasto con i dogmi della chiesa cattolica.

La Repubblica monastica del Monte Athos ha un’origine antichissima. Secondo la mitologia classica, il suo nome deriverebbe da uno dei giganti che presero parte alla guerra contro i dei dell’Olimpo e, altre fonti popolari narrano, invece, che queste zone furono attraversate dalla Madonna, che rimase talmente colpita dalla bellezza suggestiva e dalla natura incontaminata di questo luogo, che espresse il desiderio di farvi costruire un santuario per tutti quei fedeli che volevano pregare e meditare nel silenzio assoluto. Per questo motivo, il monte Athos è stato dedicato alla Vergine Maria.

Questo luogo sacro, oggi, è abitato da circa duemila monaci ed è diventato la meta preferita di tutte quelle persone che sentono la necessità di ritrovare se stessi e la spiritualità perduta.

La Repubblica monastica del Monte Athos è, quindi, la dimora di eremiti ortodossi, la cui regola fu approvata dall’Imperatore d’Oriente Costantino, e recentemente è stata protagonista di una ribellione da parte dei monaci, che si sono asserragliati all’interno dei monasteri, per contrastare i tentativi di irruzione della polizia. I monaci, da sempre rispettosi di una rigida etica, hanno infranto le regole pacifiche della non violenza, lanciando pietre e bottiglie molotov alla polizia.

Tutti i monasteri, presenti alle pendici del monte, costituiscono una Repubblica, governata da un Parlamento formato da venti rappresentanti, uno per ciascun monastero, da un Governo quadrumviro e da un Primo Ministro, chiamato ‘Protos’.

Inoltre, la Repubblica è ha statuto speciale e, qui, vige la completa autonomia fiscale e doganale e un regime di sicurezza, che ha il compito di mantenere l’ordine e la disciplina non solo fra i monaci, ma anche fra coloro che visitano il posto. Ogni monastero è guidato da un abate, eletto a vita dai propri monaci, che è tenuto a prendere le decisioni più consone per l’intera comunità.

Sopravvissuti agli attacchi dei crociati latini e dei mercenari ottomani, al tentato saccheggio da parte delle milizie del Terzo Reich e alle vicissitudini della moderna Repubblica ellenica, i monasteri del monte Athos rappresentano tuttora una continuazione dei fasti di Bisanzio. Ma non tutti sanno che la particolarità di questi monasteri è che è vietato l’accesso alle donne, poiché i monaci sostengono che la loro presenza li indurrebbe in tentazione, e dato che il Monte Athos è dedicato alla Vergine Maria, questa è l’unica presenza femminile consentita.

Negli anni questo divieto è stato duramente criticato dal Parlamento Europeo che l’ha definito come una violazione della parità tra i sessi e della libertà religiosa dei cittadini e delle cittadine, senza però riuscire a modificare la situazione.

Anche se per molti può sembrare ingiusto e discriminante, questa regola vige dal 1046 e vieta l’ingresso non solo alle donne, ma anche agli animali di sesso femminile, tranne ai gatti per cui viene fatta un’eccezione. Le leggende narrano che il divieto è stato infranto solo una volta da una donna, che travestita da uomo, riuscì ad entrare in contatto con i monaci, ma poi fu scoperta ed immediatamente venne cacciata dal convento. Si tratta dell’unico luogo al mondo totalmente proibito alle donne, che possono solo contemplarlo da lontano, tanto da doversi tenere ad una distanza pari a 500 metri.

La Chiesa cattolica ha chiesto più volte alla comunità di porre fine a questa discriminazione, ma il Consiglio dei monaci ha sempre rifiutato questa proposta. Oggi, i monaci del Monte Athos temono che la pace e la tranquillità del loro santuario sia a rischio a causa di una nuova legge, approvata la settimana scorsa dal Parlamento di Atene, che consente ai greci di cambiare identità sessuale, già all’età di 15 anni, attraverso una sentenza semplificata del tribunale, e sono fermamente convinti che ciò che è avvenuto consentirà alle donne di dichiararsi uomini in modo da guadagnare il diritto di accedere alla penisola.

Durante il dibattito in Parlamento, il Primo Ministro Alexis Tsipras, ha invitato i deputati a sostenere la decisione presa, dichiarando: «Siamo di fronte a coloro che non hanno voce o la cui voce è soffocata. A questo proposito, le donne devono avere il diritto di accedere ai luoghi di culto, senza essere discriminate solo perché donne».

Ma solo 171 membri del Parlamento su 300 l’hanno votata e coloro che hanno espresso parere contrario, come i  politici conservatori, hanno dichiarato che «non ha senso far prendere a degli adolescenti una decisione così importante».

Quindi, anche se l’accesso ai monasteri è consentito solamente agli uomini, l’unico modo per poterli visitare è quello di ottenere un permesso speciale. Prima di arrivare sul monte sacro, infatti, i visitatori devono fare richiesta del ‘Dhiamonitirion’, un particolare visto per il soggiorno e la visita del luogo. Il permesso vale quattro giorni e per poterlo ottenere bisognerà pagare 30 euro. Sulla montagna sacra ogni giorno sono ammessi pochissimi visitatori ed il permesso non viene concesso a tutti, infatti, bisogna dimostrare che la visita deve essere svolta per motivi particolari, come ad esempio lo studio, la ricerca di una rinnovata spiritualità ecc.

Coloro che riceveranno il visto potranno vivere appieno la vita monastica, trascorrendo anche la notte in uno dei venti monasteri. I monaci, infatti, anche se accolgono pochi visitatori, sono molto ospitali verso coloro che professano di avere una profonda spiritualità. Chi lo desidera può abbandonare, per qualche giorno, le sue normali abitudini e adattarsi alla vita degli ortodossi, per i quali il tramonto coincide con la mezzanotte e le prime luci dell’alba con l’ora della prima preghiera mattutina. Il pranzo avviene verso le 11.00 e la cena verso le 17.00. Tutti i visitatori dovranno accettare queste regole e mangiare al tavolo dei monaci, i cui pranzi e cene di solito non durano più di 15 minuti.

Il Monte Athos, però, può essere raggiunto solo con delle imbarcazioni, dato che non esistono strade che arrivino fino a questo luogo. Il traghetto proviene dalla città di Ouranopoli ed arriva fino al porto di Dafni, da dove una corriera porta alla minuscola capitale, Karyè.

Per poter accedere ai vari monasteri, occorre fare affidamento agli stessi mezzi di trasporto utilizzati dai monaci, ovvero i battelli, che collegano i monasteri alla costa, visto che i sentieri non sono spesso praticati perché considerati troppo impervi e pericolosi da percorrere. Infine, se si decide di visitare la località solo in barca, senza attraccare, esistono due tipi di escursioni che si possono compiere. La classica porta alla scoperta della parte occidentale della penisola greca, mentre la seconda permette di ammirare il lato orientale e dura tutta la giornata.

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