giovedì, Ottobre 17

Magistratura, CSM: è l’ora delle pulizie a fondo, a casa tutti Mattarella non dovrebbe limitarsi indire elezioni per i membri togati del CSM: questo organismo è ormai inquinato e va interamente sostituito, anche se manderà a casa persone degnissime

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Correnti, contro correnti, contrari alle correnti che fondano correnti, ‘cani sciolti’ che si dimettono perché improvvisamente … sciolti, politicanti più o meno intriganti che si autosospendono, politicanti più o meno intriganti che approvano la correttezza del povero autosospeso attaccato proprio dai suoi colleghi (e meno male!) e così via: tra sigle incomprensibili (Unicost, MI, A&I, ecc.) e facce stravolte e barbute.
In una corsa folle all’autoreferenzialità, alla volgarità, all’indifferenza per le regole e per il baratro che ci aspetta … tanto loro se la caveranno sempre. Sono di domenica le battute irresponsabili di un certo Alberto Bagnai, in predicato (cioè, scalpitante) a divenire Ministro delle politiche UE, che dice peste e corsa dell’Istituzione con la quale dovrebbe lavorare e trattare (e grazie alla quale potrebbe prendere uno stipendio!), e Matteo Salvini che alza sempre la posta per provocare gli stellini per farli saltare: l’importante è domani, la settimana prossima non c’è, i nostri figli nemmeno … i loro sì, ma sono già sistemati all’estero.

Lasciando così la strada aperta e libera e chi vuole mettere le mani, per tornare all’inizio, nella giustizia intesa come Magistratura, a chi vuole controllare la Magistratura per renderla un braccio armato del potere del momento, che aspira ad essere il potere di sempre.

Una manovra perfetta, che sembra preparataa tavolinoda uno stratega esperto, da un Carl von Clausewitz borgataro della strategia politica di basso livello, quella che fa arretrare il Paese, e danneggia i cittadini ‘buoi’, ai quali si fa credere di stare creando l’Eden, ma a proprio esclusivo vantaggio.

Eh sì. Qualche tempo fa parlavo, un po’ stupefatto e un po’ scandalizzato, delle cene costosissime di una associazione privata dedita a darsi da fare per lagiustizia giusta’ (un ossimoro cretino e ambiguo), cene alle quali partecipavano allegramente ‘alti’ magistrati, politici, e ‘uomini importanti’. Facevo notare che solo il fatto che avessero, le cene, quella partecipazione, facevano apparire molto sospetta la loro stessa organizzazione e ancora di più i partecipanti, magistrati.

Tanto più che l’obiettivo, anzi, gli obiettivi erano, a giudicare da quanto dicevano loro stessi, quelli della separazione delle carriere e l’abolizione della obbligatorietà dell’azione penale, oltre, naturalmente alla segretazione totale delle intercettazioni, anzi, magari, alla loro soppressione.

Pensate solo a quest’ultimo punto: senza le intercettazioni rese pubbliche in particolare attraverso i documenti con i quali i Magistrati comunicano agli indagati per cosa sono indagati (oltre che, naturalmente, da qualche delinquente che le fa illegittimamente circolare e … non viene mai individuato) tutto quello di cui sto parlando, noi non lo sapremmo, noi comuni cittadini, non ‘guardoni’ indaffarati a creare problemi, no: noi semplici cittadini, alle spalle dei quali, quindi, tutto quel verminaio avrebbe continuato tranquillamente a svolgersi (e magari, continuerà puntualmente a svolgersi) non ne avremmo saputo nulla.

Parliamoci chiaro, cosa preferite: sapere cosa succede dietro le quinte o restare fessi e contenti abbindolati da chi, invece, sa, agisce e fa i propri interessi? Io ho una risposta semplice semplice e scusatemi se è banale: preferisco sapere e poi separare con la mia testa la verità dalle menzogne, e magari sputare in faccia a qualcuno di coloro se ne incontro. Anzi (e questa è una cosa che si potrebbe e dovrebbe correggere, servendo così e solo così l’interesse delle persone e della ‘verità’), preferisco saperla in maniera ufficiale. Vorrei, cioè, che invece di proibire di rendere pubbliche certe cose -che poi equivale a renderle note solo a pochi- quando se ne diffondano fossero proprio i Magistrati, anzi, un ufficio ad hoc dei Magistrati, a dire pubblicamente ciò che è vero e ciò che non lo è, insomma: la verità; dovrebbe essere il loro mestiere, no?
Oggi, purtroppo, non è così, perché le notizia ‘filtrano’ per canali illeciti o leciti, ma interessati, e quindi nessuno è in grado di sapere cosa ci sia di vero e cosa no, favorendo così le notizie false. I tribunali segreti o secretati sono propri dei regimi totalitari o aspiranti tali … e in Italia mi pare che di aspiranti ce ne sono parecchi e tutti al Governo, compreso l’avvocato che ‘non sapete come sono fatto’.

Ancora. Che la magistratura e i processi funzionino molto a rilento è un fatto risaputo. Che deriva da tre motivi.
Uno, facilmente ovviabile: le procedure troppo complicate e la mancanza di personale esecutivo in grado di farle funzionare; a ciò possono ovviare il Parlamento riformandole (ma occorrono persone molto competenti per farlo bene!) e il Governo. Che aspettano?
Le parti nel processo, specie in quello civile, dove sono gli avvocati quelli che spesso hanno il massimo interesse a prendere e perdere tempo: non facciamo i santarellini fingendo di non saperlo. Lo sappiamo benissimo e a ciò si può ovviare sia riformando alquanto le procedure, sia stabilendo semplicemente che rinvii non se ne danno e basta: punto. Gli avvocati (e, fateci caso, quelli a cui nei prossimi giorni verranno affidate le decisioni da prendere in materia sono tutti, ripeto, tutti avvocati o sedicenti tali!) si ribellerebbero. Bene, si ribellino, se non sono in grado di organizzarsi in studi efficienti (e quindi con molti avvocati di molte specializzazioni) cambino mestiere. Se ne risultasse che i costi di fare cause diventassero eccessivi, beh forse sarebbe un modo per ridurre la smania processuale che caratterizza questo Paese, in cui il mio vicino mi fa causa perché il mio cane ha fatto pipì davanti al portone. Esistono altri mezzi di risoluzione delle controversie e molto spesso, spessissimo, molto più efficaci ed economici.
Pensate che un governo e un Parlamento di avvocati cambierà qualcosa in materia? Io penso di no: ma se strilliamo, qualcosa potrebbe cominciare a cambiare.
Terzo punto: mi duole dirlo, me ne dispiace, ma anche i Magistrati dovrebbero metterci del loro edarsi una smossa’.
Senza scandalismi, ma è certo che non è che siano (almeno non tutti, diciamo) dei fulmini di attivismo: forse è venuto il momento, nello sconcerto generale, di darsi una mossa, appunto. Posso solo dire che conosco al massimo due Magistrati: ebbene ogni vola che li cerco al telefono (per fare due chiacchiere, tranquilli!) o sono in udienza o in camera di consiglio e finiscono talvolta alle dieci di sera. Per dire che ci sono Magistrati che, per dirla in linguaggio comprensibile a Salvini e Di Maio, si fanno il m …, così e altri un po’ meno: beh, troviamo un compromesso! E non mi dite che non si può fare.

Si potrebbe cominciare da questo scandalo osceno e, a costo di lavorare di notte e interrogare gli imputati a frustate, giungere a una sentenza in pochi giorni: giorni non anni!

Sorvolo sulle correnti, che sono diventate una schifezza. Non se ne può fare a meno, perché non si può impedire alle persone di pensare e di raccogliersi per coincidenza di idee. Ma di idee non di posti. E qui solo il CSM e Sergio Mattarella possono qualcosa. Posso solo dire una mia opinione personale: senza politici il CSM funzionerebbe molto meglio.

Quanto al decidere quali reati perseguire e quali no, rinvio a quanto dicevo sopra: si usa moltissimo nei regimi totalitari.

Il clou delle proposte che prima o poi verranno sul tappeto, sarà la separazione delle carriere dei Magistrati, con la creazione di un ruolo dei pubblici ministeri e un altro dei giudici. Come si fa in America? Sì, ed è una cavolata senza limiti; e infatti i neri vengono condannati a morte e i bianchi assolti. I nostri Pubblici Ministeri sono sempre dei giudici, hanno, cioè, la mentalità e la formazione di persone super partes, non hanno interesse a mandare molte persone in galera (per confermarsi il posto, magari elettivo, come piacerebbe a Salvini), ma neanche interesse solo al proprio ufficio: pensano anche a favore dell’imputato (o se preferite, delle parti) perché sono abituati a giudicare. Tanto è vero che il nostro sistema prevede esplicitamente che cambino periodicamente funzione: da PM a giudice giudicante, dal penale al civile, proprio per non perdere la mentalità corretta e per non crearsi posizioni di potere. Purtroppo non sempre questa regola viene rispettata e questo è un grave errore. Correggibile dal CSM, non ci vuole niente. Poi, per carità, tranquilli, i super-magistrati anti-mafia li lasciamo tutti lì, ma gli altri girano, che gli fa bene.

Ciò detto, personalmente, sono dell’opinione che il Presidente Mattarella non avrebbe dovuto e non dovrebbe limitarsi ad indire le elezioni per i membri togati del CSM: questo organismo è ormai inquinato e va interamente sostituito, anche se manderà a casa persone degnissime, ma ci sono dei momenti in cui nelle case le pulizie si fanno a fondo, e questo è uno di essi; fossi Mattarella, dico, li chiamerei uno a uno al Quirinale, gli offrirei un buon caffè, da bere mentre firmano un foglio … coraggio che ‘mamma aspett’a te’.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.