lunedì, Luglio 22

Macron-Merkel-Juncker incontrano Xi: prove generali di messa alla porta dell’Italia La gaffe del biliardista che ha agito da solo, sbeffeggiando l’Europa. Il gioco può farsi duro, si deve temere la cacciata dell’Italia dall’Europa. La riunione di Parigi di oggi sarà la prova generale

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Tra una gaffe e l’altra, il nostro Paese si avvia felicemente all’isolamento completo. Il che potrebbe anche non essere necessariamente un male, specie nella testa convulsa di certi sovranisti di risulta, ma lo è per l’Italia come Paese e certamente per l’Italia come Paese europeo, perché le gaffe sono solo la prova della incapacità di essere al livello degli altri. Anzi, per essere precisi e non fare arrabbiare i sovranisti di accatto dei quali siamo da un po’ strapieni, il nostro problema è che non siamo più, attraverso chi ci governa, all’altezza del nostro altissimo livello culturale, politico, di buon gusto, di ironia e di intelligenza.

Quando il nostro maestro di biliardo decide di mettersi di mezzo a mediare e risolvere, ecco che i guai già non pochi si moltiplicano: ‘parlerò con questo e con quello’, poi ci parla mezz’ora si e no! Il biliardista, infatti, parte lancia in resta per Bruxelles dove parlerà con Emmanuel Macron e spiegherà a tutti la geniale scelta di essere i primi sulla Via della Seta, anzi, di voler essere i leader sulla via in oggetto, per non parlare del modo mirabile in cui gli parlerà del TAV.

Eccoci qui. Preciso subito, per essere coerente con quanto ho già scritto. La scelta di proporsi sulla Via della Seta non è male, anzi, potrebbe essere una iniziativa ottima, se fosse gestita con intelligenza, cautela e … competenza. Su quest’ultima, mi perdonerete, ho i miei dubbi e se i dubbi fossero fondati, la Via della Seta potrebbe diventare un incubo. Ma voglio avere fiducia che non sarà così.

Però, un minimo di senso delle proporzioni non guasterebbe: noi siamo l’Italia, il Paese più bello del mondo, ma anche il più indebitato d’Europa e quello meno capace di sviluppo economico. Come si può pensare di mettersi a fare i leader? con stati come la Germania e la Gran Bretagna. Senso delle proporzioni, dunque, ma se ne vede assai poco. Poi, è sgarbato, oltre che stupido, dire che noi facciamo i leader, suvvia ma che credete di essere sulla via Pal?

Inoltre, e la cosa non va trascurata, noi facciamo parte dell’Europa Unita, che una parte consistente dei nostri governanti cerca in tutti i modi di distruggere, ma, allo stato dei fatti, ne facciamo parte e, certamente sulla Via della Seta l’interlocutore realmente interessante non sarà l’Italia, e, quanto a questo, nemmeno la Germania o la Francia o la Gran Bretagna, ma l’Europa.

Del resto è evidente a chiunque sappia leggere e scrivere che al mondo è in atto un riassetto generale, nel quale la grande potenza economica, gli USA, stanno cercando di contenere la grande potenza economica della Cina. In questa lotta durissima, ciò che appare evidente a tutti è che si combatte e si combatterà senza esclusione di colpi e cioè senza rispettare le regole del commercio internazionale. In una situazione del genere, i due contendenti hanno ben chiara una sola cosa: devono combattersi e terzi incomodi non ne vogliono e quindi cercano di ‘colonizzare’ il resto del mondo. Se l’Europa si disunisce, diventa terreno di conquista dei due contendenti, per di più con la possibilità che intervenga un terzo, tanto ‘silente’ per ora, quanto importante in prospettiva: la Russia.
Quest’ultima sul piano economico è relativamente poco forte, e quindi gioca la sua partita sul piano militare: basta guadare quello che fa in Siria. E infatti gli USA di Donald Trump cercano (la mancanza di fantasia anche nella politica internazionale è, certe volte, disarmante) di ripetere la politica di Ronald Reagan: costringere la Russia ad una rincorsa sugli armamenti, nella speranza che la Russia si sveni al punto da … perdere il confronto e lasciare mano libera agli USA e Cina.
Ma oggi non è più l’epoca di Reagan e di Michail Gorbaciov, la Russia sta entrando anch’essa, seppure più lentamente della Cina, sul mercato, e non è detto che, pericoli di guerra a parte (e scusate se è poco), sia così facile metterla in un angolo, anche perché con la Cina la Russia ha ancora dei rapporti non di secondario livello.
E dunque, la cosa peggiore che si possa fare è sfasciare l’Europa.

E infatti, ecco perché dico la gaffe del biliardista (o meglio del suo capo, Giggino) che ha agito da solo, ma lo ha fatto sbeffeggiando l’Europa, per cui Macron con un bel sorriso ha comunicato che l’incontro con Xi non sarà solo della Francia ma anche della Germania e … della UE.
E qui il gioco può farsi duro, ma duro assai. Non so quante volte lo ho detto e ripetuto, ma il mio timore non è l’uscita dell’Italia dall’Europa (io sono convinto, che perfino i nostri governanti non pensano ad una cosa del genere se non altro per paura) ma la cacciata dell’Italia dall’Europa.

Si suol dire che l’uscita dell’Italia dall’Europa sarebbe un disastro per l’Italia, ma anche per l’Europa. È vero, certo, chiaro ed evidente. Ma, oggi è così: immaginare che gli altri Paesi europei non si diano da fare per disinnescare una mina del genere è non solo ingenuo ma sciocco e frutto di idiozia culturale ed economica. L’unica domanda da porsi è: quanto ci metteranno gli altri a predisporre gli strumenti necessari a ridurre i danni di una nostra messa alla porta? io sarei molto cauto e, secondo me, la riunione di Francia e Germania più Jean-Claude Juncker con Xi Jinping sarà la prova generale, anche perché Xi ha bisogno dei porti italiani, ma molto meno dell’Italia, anche se è andato a comprarsi un po’ di aranciate a Palermo!

In questa situazione e con questi problemi, fa ridere, o meglio fa piangere, vedere che ancora il biliardista va a chiedere a Macron di discutere del TAV. Il meno che potesse accadere, ed infatti è accaduto, era che Macron lo mandasse al diavolo e (attenti, attenti, non è un caso) in modo molto sgarbato.

Il biliardista, spiazzato rilascia una dichiarazione che, permettetemelo, a me sembra le cose che fanno i bambini quando gli togli la caramella: «riteniamo che l’Italia stia dando un grande contributo proprio perché nel Memorandum abbiamo inserito richiami ai principi europei, abbiamo ottenuto varie modifiche in modo da trasmettere da subito, a un partner che può diventare strategico come la Cina, delle premure che sono connaturate al nostro sistema, sensibilità interna, che ci deriva dall’appartenere a un ordinamento sovranazionale da tempo qual è l’UE». Ma si rende conto di quello che dice?

Avete inserito richiami all’UE, ma scherziamo? Noi siamo l’UE, guai se non lo facessimo e non lo avessimo fatto. Poi abbiamo trasmesso delle «premure che sono connaturate al nostro sistema …», che diamine significa, ma vi rendete conto che così ci prendono in giro? A parte il fatto che alla Cina interessa l’Italia per scaricare merci a Genova e mandarle in giro per l’Europa … senza TAV? Svegliatevi, accidenti! E poi, per chiudere in bellezza, l’ordinamento sovranazionale, ma che dice Presidente? che dice?

Se è sovranazionale lei non conta nulla. Si rende conto? E, a proposito, l’amico di Matteo Salvini (deve avere litigato con Putin perché non gli ha regalato il lettone … bah!) ha dichiarato che sostiene l’annessione da parte di Israele del Golan, una catastrofe … che facciamo, zitti e mosca (l’assonanza non è un caso)?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.