giovedì, Aprile 25

M5S e Lega: la Piattaforma, la Comunicazione, il Potere, leggasi Dittatura Perché la ‘politica’ italiana oggi è tutta e solo una questione di propaganda, o se volete di ‘comunicazione’, di due uniti dal desiderio di potere, e ora ne hanno molto, e stanno portando il Paese ad un regime

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Mentre si deve assistere, devo dire con grande fastidio, alle performance di ‘trasparenze’ -lei le chiama così- di una non meglio identificata (non ne ricordo il nome, perché escludo che valga la pena farlo) ‘esponente’ M5S, il cattivo gusto e la volgarità di certi personaggi traspare in ogni loro gesto. A cominciare dalle recenti manifestazioni di ardori primaverili dei due dioscuri della politica italiana esposte a rotocalchi ‘popolari’, come si dice, ivi compreso quello della frequentazione, confesso inaspettata, del torvo della Lega, Matteo Salvini -ma in giacca e cravatta (eddai!)- con fidanzata annessa, della Scala di Milano, dopo la pausa rilassante della prima di Dumbo. Il riposo del guerriero, tra il sacro e il profano? A proposito, ha comprato lui i biglietti o li ha mesi a conto dei 49.000.000 che deve restituire?

Mentre ciò accade, benché per dirla in vernacolo di ciò non ce ne possa ‘frega’ de meno’, cade sotto un silenzio plumbeo l’intervento Decide tutto il Signore della Piattaforma sul blog di ‘HuffingtonPost di Elena Fattori, senatrice stellina un po’ ‘atipica’, anche perché laureata, che lo dico con auto-ironia riecheggia cose che ho scritto anche io più volte, e non solo io, esprimendo le mie grandi perplessità per il rapporto poco chiaro e poco tranquillizzante tra la Casaleggio & co., e la relativa misteriosapiattaformaRousseau, e ilpartitostelllino.
Non può non creare disagio, infatti, vedere che quella relazione è tutt’altro che casuale e di servizio.
È la Senatrice Fattori che lo dice, sia pure utilizzando una serie di metafore; certo, sapere che i voti di vostro figlio a scuola non sono determinati (solo?) dal suo merito, ma dalle valutazioni di un terzo esterno ed estraneo, del quale e delle modalità con cui valuta nulla si sa, non è una bella cosa.

Ciò che mi colpisce assai è che una cosa di tanta gravità, detta da una Senatrice e che per di più riecheggia cose già dette chiaramente da altri puntualmente ostracizzati dopo averle dette, cada nel più completo silenzio, non solo della stampa (con la meritevole eccezione di ‘HuffingtonPost’, che peraltro non approfondisce affatto il tema), ma anche delle altre forze politiche.

Comunque almeno, ora sappiamo ad opera di una persona che conta o contava nel partito, che le cose stanno così, e che ciò, mi si permetta questo solo commento, ciò accade in un partito i cui membri eletti (almeno quelli, gli altri non so, ma logica vuole che siano analoghi) sono a dir poco di unapresenza cultuale e di una coscienza dei problemiscadente, o almeno scarsa.
Del resto sono appunto Davide Casaleggio e Beppe Grillo a teorizzare, ed evidentemente anche a praticare, la strana idea per la quale i parlamentari non contano nulla, al punto che sarebbe meglio addirittura tirarli a sorte: sta in fatto che, in pratica, lì è così. E già questo dovrebbe fare rabbrividire, ma dovrebbe fare anche inorridire vedere e sapere che il risultato di tutto ciò è che, a quanto pare, le decisioni politiche e le fonti di informazioni politiche e operative distribuite agli stellini sono monopolio di Casaleggio, attraverso la ‘piattaforma’. Appunto, ‘distribuite’, appunto ‘monopolio’ … se non è il pensiero unico, ditemi voi cosa sia.

È lecito domandarsi, come mai una cosa del genere non sia sottolineata da nessuna altra forza politica; capisco quelli della maggioranza o dei vicini e compagni di banco, attuali e aspiranti, ma gli altri, tanto per dire il PD? Mah.

Ma ciò posto, questo spiega il perché della situazione politica attuale; meglio, spiega perché lapoliticaitaliana oggi sia tutta e solo una questione di propaganda, o se volete dicomunicazione’ e, in particolare, di abilità nel farla.

Lo rilevava in questi giorni una intervista della Signora Alessandra Ghisleri, notissima ‘sondaggista’, che faceva notare come in realtà i due dioscurigiochino un gioco tanto semplice quanto (dico io) devastante e pericoloso: sostengono cose opposte per ottenere il risultato di prendere voti da tutte le parti. Mi permetto di aggiungere: se ciò accade e può accadere, vuol dire chegli italianinon si rendono minimamente conto di quanto le varie cose proposte siano tra loro del tutto incompatibili e pertanto quanto assurdo sia continuare a sostenerli.

Ma il fatto concreto è e resta che, quale che ne sia il motivo, i due crescono proprio nellediversità profondissime e grazie ai contrasti. E del resto basterebbe osservare, per convincersene, gli insulti e le minacce che si lanciano in questi giorni, anche solo a proposito del Convegno sulla famiglia.

Se ben capisco, la signora Ghisleri sostiene che i due, grazie alla propaganda, riescono ad attirare elettorato perché ciascuno sente dire ciò che vuole e può sempre sperare di avere almeno qualcosa che desidera. Ma, prima o poi, i contrasti arriveranno ad un massimo ed esploderanno, con la conseguente caduta del Governo, forse con vantaggio del PD.
Mi permetto di non essere interamente d’accordo, come, del resto, ho già scritto più volte.

I due si alimentano vicendevolmente proprio della loro diversità, ma anche della loro lotta per prevalere l’uno sull’altro. Ma questa lotta è solo apparente. Non perché non abbiano effettivamente idee (vabbè, si fa per dire) diverse, ma perché entrambi hanno un cemento fortissimo che il unisce, il potere e, inoltre, uno strumento che pochi politici nella storia hanno mai avuto simile, il cinismo, specie Luigi Di Maio.

Entrambi sanno, per ora, perfettamente che, separati, nella migliore delle ipotesi, potrebbero governare con partiti che li obbligherebbero a scelte diverse, e specialmente meno populiste e più responsabili.
Sia Salvini, che oggi come oggi avrebbe a che fare con un Silvio Berlusconi certamente più debole, ma comunque decisivo. E Berlusconi e i suoi (specie i suoi), cinismo a parte dove sono sicuramente maestri, sarebbero meno propensi a lasciare libero campo a Salvni, portando l’Italia fuori dell’Europa e in una possibile crisi ancora più grave, e quindi Salvini non potrebbe più, come oggi, fare il bello e il cattivo tempo. Specie, detto incidentalmente, ‘cattivo’, in senso letterale: penso a quel bambino ridotto brutalmente a cracker e tonno, in presenza di tutti i suoi compagni e nel silenzio dei ‘maestri/e’ … che vergogna!
Dall’altra parte, Di Maio, oltre a dovere mettere severamente in discussione il proprio potere interno al partito (e, falegnameria a parte, Di Battista è sempre pronto, e per di più ha il dente avvelenato), dovrebbe contrattare con un pasticcio come l’attuale PD, ma comunque un partito esperto e teso (almeno in teoria) a guardare a parte del Paese di cui gli stellini non vogliono sapere nulla, né saprebbero occuparsi: i più deboli, cui gli stellini pensano a parole regalando pochi soldi. Inoltre, il potere diminuirebbe moltissimo.

I due, oltre che dal cinismo, sono uniti dal desiderio di potere, e ora, contrasti più o meno apparenti a parte, di potere ne hanno molto, e stanno rapidamente portando il Paese ad un vero e proprio regime, attraverso la frenetica acquisizione a ‘fedeli’ di ogni posto di potere possibile.

Infine, i due sanno benissimo che la chiave per potere davvero istituire un regime in questo Paese potranno acquisirla solo dopo aver potuto scegliere anche il Capo dello Stato. Sarà, io temo, allora e solo allora che i due andranno allo scontro decisivo che lascerà a terra definitivamente uno dei due: le diarchie non hanno mai funzionato nella storia.

Per ora, hanno sempre e avranno ancora di più nei prossimi anni, il capro espiatorio bello che pronto e con la testa già sotto la mannaia: l’Europa, cui addosseranno la colpa di qualunque insuccesso. Appena ieri Salvini sbraitava contro l’Europa che non protegge i prodotti agricoli italiani con le etichette di provenienza … una delle poche cose che l’Europa fa, ma poi, lo ricordate quando sbraitava contro l’Europa che stabilisce la dimensione delle vongole italiane?

Certo, se l‘Europa esistesse e battesse un colpo, molte cose cambierebbero. Ma siamo ancora ai giochetti alle spalle l’uno dell’altro: basterebbe il doppio gioco francese sulla Libia, che mira solo a sottrarre all’Italia un po’ di petrolio … è così che l’Europa rischia di autodistruggersi, sollevando anche da ogni fatica i due dioscuri, che si troveranno la frittata già bella e pronta.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.