mercoledì, Agosto 5

Razza bianca, la destra e le baby gang di sinistra Gli esseri umani non sono tutti uguali, il loro livello di evoluzione non potrà mai essere omogeneo, alcuni rimangono attardati sulla strada dell’evoluzione, e questi sono in gran numero in politica

0

La spiegazione è più semplice di quanto sembri. Il genere umano è composto di individui, ossia singoli soggetti, che stanno all’intera popolazione mondiale come la particella sta all’onda. Solo che, a differenza delle particelle, gli esseri umani non sono tutti uguali, il loro livello di evoluzione non potrà mai essere omogeneo.

Per tanti che camminano spediti ve ne sono diversi altri che rimangono attardati sulla strada dell’evoluzione, Purtroppo molti, troppi di coloro che rimangono indietro fanno attività politica, soprattutto nei partiti della destra populista, presente in forze anche all’interno del centrodestra (ma quelli di sinistra, moderata ed estrema, ultimamente sono molto invidiosi), ed è naturale che la loro visione della società, i loro programmi e i loro comportamenti siano adeguati allo stadio evolutivo cui sono giunti.

Dunque non si capisce lo scandalo per le parole del candidato leghista in Regione Lombardia, Attilio Fontana, a proposito di razza bianca. Tanto rumore per nulla, si direbbe. Certo ci sarebbe da chiedersi come fa uno così a essere in testa nei sondaggi, ma basta farsi una passeggiata in alcuni distretti della regione per capirlo, soprattutto in quelle zone dove la Lega, sfruttando paure, egoismi e, non di rado, pura e semplice ignoranza, è riuscita a dissotterrare, esasperandola, la legge della caverna, in cui si viveva per cacciare selvaggina nonché per difendere donna e territorio.
Altrove però, come a Milano, dove è più rischioso giocarsi la carta della preistoria, bisogna stare attenti, forse per questo al candidato predetto, la sua parte politica aveva subito imposto di tagliarsi la barba, bisognava eliminare ogni rimando alla caverna oppure, viste le uscite, a quella parolina di cinque lettere, preceduta dall’aggettivo ‘povero’, che usano volentieri a Milano in casi simili. Sul titolo da attribuire al soggetto ci sarà comunque dibattito, soprattutto nella sinistra estrema, che prende subito cappello quando qualcosa di destra appare all’orizzonte, poi però fa di tutto per farla vincere, con argomenti che, visti da fuori, Fanno venire voglia di menare le mani.

I fascismi corrono su tre binari sicuri. L’assuefazione, la sottovalutazione, l’ottusità della sinistra. I primi due agiscono in dosi omeopatiche, non eccitano i nostri meccanismi d’allarme, per la semplice ragione che non ne raggiungono la soglia di accesso. La politica vera serve invece ad amplificare tali segnali, renderne intelligibili ai cittadini tutti i pericoli, quindi dovrebbe essere predittiva. Quando non lo è, meglio se cambia mestiere. Per questo motivo la sinistra, tutta la sinistra, a cominciare quella che osannava la designazione del candidato che si opporrà a quello del Pd in Lombardia, per farlo perdere, è moralmente responsabile di ciò che accadrà in questa e in altre regioni nel futuro vicino. Tutte le volte che, nei prossimi mesi o anni, vi sarà una lesione dei diritti di chicchessia, dobbiamo avere chiaro che la responsabilità è di tutti i partiti di sinistra, nessuno escluso.

La percezione comune è che le risse a sinistra, emotive e violente, simili a quelle generate dalle baby gang, sono un crimine contro quei cittadini che chiedono equilibrio e attenzione al bene comune, prima che alle frustrazioni di persone piccole, che in genere fuori dalla politica fanno ridere o si avvicinano a Comunione e liberazione.

I fascismi, lo ripetiamo, si sono spesso fatti strada anche grazie all’incoscienza della sinistra, che da sempre oscilla tra martiri come Gramsci e Matteotti, da una parte, e massimalisti irragionevoli, dall’altra. L’impressione è che i primi siano stati sepolti per sempre mentre i secondi, come i tardigradi, sopravvivono anche ai cataclismi.

Forse non tutto l’uomo bianco è da salvare, dunque meno lavoro per il candidato leghista alla regione Lombardia.

PS:  Il tizio della razza bianca si è scusato asserendo che il suo era un semplice ‘lapsus’, senza rendersi conto -ma questa è la cultura destra-, che secondo le categorie psicanalitiche ha complicato alquanto la sua situazione.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore