venerdì, Agosto 23

L’ultimo grido del Commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana Il Commissario Piero Benvenuti, un uomo che lascia il suo scettro, non senza ‘parlar franco’ al Governo, indicando il nuovo Consiglio di Amministrazione come ‘imperfetto’

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Dopo gli ultimi fatti occorsi all’Agenzia Spaziale Italiana, di cui in queste settimane siamo stati attenti a riportare i dettagli necessari, ci lasciamo trascinare dal discorso che il Commissario Piero Benvenuti ha fatto al suo pubblico, qualche ora dopo l’indicazione governativa del futuro Presidente Giorgio Saccoccia.

Cercheremo di essere molto franchi nel raccontare quella conversazione di una trentina di minuti svoltasi nell’auditorium dell’Agenzia, con un uomo solo al microfono, a tratti con qualche accenno di commozione, e senza il suo staff accanto, ma soprattutto senza il sub-commissario che non è stato mai nominato.
Un uomo che lascia il suo scettro.

L’Indro’ ha mostrato molte preoccupazioni sulla nuova composizione organizzativa del vertice dell’Asi, ma le nostre perplessità non hanno mai stimato nessuna opinione qualitativa. Per adesso, solo di funzionamento: infatti, ancora a Palazzo Chigi non si è fatto trapelare nulla sul ‘se’ o ‘come’ si dovranno formalizzare interventi esterni all’Agenzia per la composizione remunerativa del Presidente, ovvero se Saccoccia si dimetterà o meno dall’Agenzia Spaziale Europea per diventare capo dell’ente governativo italiano, che riporta in qualche modo all’unità internazionale.
Ma anche Benvenuti ha usato un’espressione molto significativa per definire il nuovo Consiglio di Amministrazione: ‘imperfetto’. Nel senso, sia chiaro a noi che lo riportiamo, non che non siano perfetti i membri scelti dal Governo, ma solo perché ne manca ancora una figura, quella di estrazione del Ministero di Economia e Finanza.
C’è chi sostiene che il cda sarà comunque nei pieni poteri, chi invece pensa che funzionerà a tre quarti. Del resto, se il quarto consigliere serve o no, si vedrà proprio dalle decisioni che prenderà il direttorio. E qui la Corte dei Conti potrebbe dire la sua, perché l’insediamento dovrebbe avvenire in tempi piuttosto rapidi e il prossimo Comint non si svolgerà prima di fine maggio.

Onestamente -e non sappiamo perché- ci torna alla mente una frase del taccuino di Ennio Flaiano del 1954: «La situazione politica in Italia è grave ma non è seria».

Bene, il capo di gabinetto del Miur e Piero Benvenuti -stando a quanto ha affermato il commissario uscente- si sono parlati circa la data del passaggio dei poteri, perché il prossimo mercoledì 14 aprile ci sarà un consiglio straordinario di Esa e, per quella data, sembra tecnicamente impossibile che funzionerà il nuovo presidio. La questione, a noi osservatori sembra non da poco, perché per quanto Benvenuti possa essere evidentemente all’ultimo atto ufficiale, conserverà comunque le sue funzioni direttive prima di ritirarsi in campagna, come lui stesso ha detto. E qualunque sua decisione avrà il necessario valore, in un ambiente dove, ora più che mai vige un’aria di competizione, visto l’avvicinarsi a gran velocità della riunione ministeriale in cui si stabilirà la nuova politica spaziale europea. Una manovra che vale circa 13 miliardi € che interesserebbe l’Italia per più del 15%.

Benvenuti ha parlato del suo «breve periodo di commissariamento». A noi il periodo da novembre ad ora per un’amministrazione straordinaria non ci sembra troppo corto, se pensiamo che alla fine il cambio di potere non è avvenuto per particolari dissesti o fatti gravi, così come è accaduto in passato. Ma le sue parole non sono state pronunziate invano, visto che al centro dello speach c’è stata la precisa posizione di una persona che avrebbe voluto restare in carica fino a fine anno. Fino almeno alla conclusione dell’incontro che si svolgerà a novembre 2019 a Siviglia, dove si deciderà di finanziare e attuare in maniera sostenibile ed efficiente i programmi di scienza ed esplorazione, applicazioni, accesso allo spazio, Ricerca & Sviluppo e Sicurezza Spaziale; un argomento quest’ultimo veramente primario visto che implica la protezione delle infrastrutture e la meteorologia, la difesa planetaria dagli oggetti vicini alla Terra ed i detriti spaziali, la sicurezza del traffico aereo e navale e il delicato capitolo delle comunicazioni satellitari.
Roba, insomma, da giocarci il futuro.

Ma nella sua esposizione, Benvenuti ha letto poi un documento da lui stesso presentato al Governo in cui di fatto si è domandato il perché il suo curriculum non sia stato preso in considerazione per un suo insediamento alla presidenza. Noi de ‘L’Indro’ non lo sappiamo e onestamente poco ci appartiene, ma se non ricordiamo male, è stato proprio il nostro Esecutivo a imporre Benvenuti a commissario di Asi. Perché questa questione a due resa così pubblica? Fa bene alle nostre istituzioni e alla loro credibilità?

In realtà oggi si palesa un problema sostanziale, se è vero che gli stakeholder hanno chiesto un prolungamento del presidio di Asi da parte di Benvenuti fino a fine anno per completare il processo di preparazione della Ministeriale. «E questo», ha detto il commissario ormai per poco al Sottosegretario Giancarlo Giorgetti e al Ministro Marco Bussetti, «indipendentemente dalle capacità indiscusse del presidente e del nuovo cda». Un cda che lui stesso, però, ha definito imperfetto!

Mah!

È sostanzialmente credibile che «l’acquisizione dei dati pregressi chiederà indubbiamente del tempo creando incertezze nei rapporti internazionali», interrompono o rallentando un processo già avviato; è la parola di uno scienziato designato dal Governo per reggere un momento critico. Mica la nostra. Ma ci sono state anche altre frasi che trascriviamo con lo scrupolo benedettino: «L’iniziale scarsa conoscenza del nuovo presidente nei confronti dell’Asi richiederà un notevole sforzo di apprendimento e di autodifesa dalle pressioni interne».

«Le asce di guerra sono state già disotterrate», ha detto poi Piero Benvenuti alla sua platea. Diavolo. Ci aspetta una vera e propria ‘Guerra dei Mondi’ dove il regista non sarà Steven Spielberg ma probabilmente l’intero Comint, che dovrà gestire una situazione difficile in un momento storico ed economico in cui ogni momento tende a modificare se stesso e impone la massima competenza.

E se il Commissario ha offerto una sua collaborazione o un affiancamento, per questioni forse esclusivamente giuridiche, nessuno ha mostrato di apprezzare. Quindi Benvenuti torna a casa e il nuovo Esecutivo affronterà senza influenze commissariali il nuovo percorso che l’attende.

Noi a questo punto interrompiamo il racconto.

Non riportiamo tutte le proposte che Benvenuti ha fatto per cambiare la legge 7-2018 che ha creato il comitato interministeriale. Non entriamo in questi dettagli che potrebbero affondare la lama di burro nel tecnicismo di un dispositivo che al momento sta funzionando secondo la volontà di un parlamento sovrano.

Noi speriamo solo che lo Spazio, se non nel cuore, resti nella mente di chi in questo momento ne sta azionando il suo complesso sistema di leveraggio. Tutti quelli che vi lavorano e l’intera Italia che ne trae continuamente i servigi, di questo asset non ne possono fare a meno. A meno, almeno, di non arrivare rapidamente alla desertificazione industriale, informatica, tecnologica e organizzativa, dipendente dalle altre Nazioni ed esposta alla volontà di altri Paesi, più forti e più organizzati.

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