giovedì, Ottobre 17

Ludopatia e nuovi casino: il pugno di ferro del Governo Una serie di aumenti fiscali per gli operatori del gioco d'azzardo, che entrano in vigore insieme al divieto generale di pubblicità al gioco d'azzardo contenuto nel Decreto Dignità

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Non c’è che dire, l’esecutivo a guida M5s-Lega ha davvero fatto della lotta al gioco d’azzardo uno dei punti cardine del proprio mandato. Il governo italiano ha infatti iniziato il nuovo anno introducendo una serie di aumenti fiscali per gli operatori del gioco d’azzardo, che entrano in vigore insieme al divieto generale di pubblicità al gioco d’azzardo contenuto nel Decreto Dignità.

A partire dal 1° gennaio, i concessionari di iGaming sono soggetti ad una tassa del 25% del reddito lordo proveniente dalle attività di casino online e bingo, con un aumento del 5%, mentre le tasse sulle scommesse online a quota fissa sono passate dal 22% al 24% degli introiti lordi.

Gli operatori di scommesse sportive terrestri, nel frattempo, pagheranno ora una tassa del 20% sugli introiti lordi, in aumento rispetto al precedente tasso del 18%. Anche gli sport virtuali sono soggetti a una nuova imposta sul reddito lordo del 22% (la tassazione precedente era pari al 20% degli introiti lordi).

A tutto ciò si aggiungono anche una serie di aumenti delle tasse pagate sui divertimenti con macchine a premi (Amusement with Prizes o AWP) e terminali per videolotterie (VLT). L’aliquota fiscale delle AWP è aumentata di 1,35 punti percentuali, raggiungendo il 18,85%, mentre i VLT saranno tassati sul 6,75% delle entrate dopo un aumento di 1,25 punti percentuali. Anche i tassi di pagamento al giocatore sono stati modificati, con i pagamenti delle AWP ridotti al 68% delle puntate, mentre per le VLT la nuova percentuale è del 84%.

Le nuove aliquote fiscali sono state approvate alla fine del mese scorso come parte del bilancio del Paese per il 2019, insieme ad ampi piani di spesa fino al 2021. L’obiettivo è quello di ridurre il deficit del Paese al 2,04% del Prodotto Interno Lordo italiano, rispetto all’obiettivo originario del 2,4%.

Le conseguenze per i nuovi casino in Italia

Il giro di vite nei confronti degli operatori di gioco online non ha tardato a far percepire i propri effetti. Nel 2018, il governo aveva messo in vendita tramite l’ADM (Agenzia Dogane e Monopoli, ex AAMS) 120 nuove licenze per il gioco a distanza in Italia; di queste, solo 70 sono state effettivamente assegnate. Come spiega NuoviCasinoItalia, i parametri definiti dall’AAMS/ADM affinché i nuovi casino online possano ottenere una licenza sono piuttosto restrittivi.

L’aumento dell’imposta coincide con l’introduzione di un divieto generale sulla pubblicità del gioco d’azzardo, il cosiddetto Decreto Dignità, che vieta agli operatori del gioco d’azzardo di promuovere i propri servizi attraverso la pubblicità e gli accordi di sponsorizzazione. Mentre gli accordi di sponsorizzazione esistenti saranno autorizzati a svolgere il loro corso, agli operatori sarà impedito di rinnovare le partnership. Per i nuovi operatori di scommesse e casino online, invece sarà impossibile ottenere nuovi contratti di sponsorizzazione.

La Commissione Europea, che in origine aveva respinto la proposta di bilancio presentata dal governo di coalizione del Paese, ha accettato le proposte di revisione. Queste sono state approvate dal Senato e dalla Camera dei deputati italiani negli ultimi giorni del 2018.

Gli aumenti delle imposte dovrebbero avere un impatto significativo sugli utili del mercato italiano, sia per gli operatori che per i fornitori. Playtech ha già rilevato che è probabile che il suo utile rettificato al lordo di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni per il 2019 diminuirà di circa 25 milioni di euro.

Ludopatia: un problema reale

Se da un lato misure restrittive di questo tipo possono dissuadere gli operatori di gioco online dall’effettuare forti investimenti in Italia, dall’altro è pur sempre vero che la diffusione endemica del gioco sta portando a conseguenze sociali potenzialmente molto serie.

Come ricorda TermometroPolitico, quasi il 4% della popolazione italiana ha mostrato un approccio di tipo compulsivo verso il gioco d’azzardo. I fondi messi a disposizione dal Governo hanno permesso a varie regioni di avviare una serie di Piani di attività contro il gioco d’azzardo patologico (GAP) per cercare di arginare un fenomeno che sta crescendo troppo rapidamente.

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