lunedì, Maggio 27

Lotta per la rinascita field_506ffb1d3dbe2

0

Hery-Rajaonarimampianina1

Il nuovo Presidente Henry Rajanarimampiania non ha perso tempo per imprimere una svolta radicale alla politica del Madagascar, martoriato per oltre un decennio da instabilità, rischi di guerra civile e di colpi di stato che hanno distrutto i tessuti sociale ed economico del paese.

Il nuovo corso si basa sull’apertura agli avversari politici in netto contrasto del precedente clima di scontro, la lotta contro la corruzione, la restaurazione dei Valori Democratici, la riappropriazione dello Stato in mano a potenti lobby mafiose malgasce e una politica nazionale per interrompere il saccheggio delle risorse naturali compiuto da multinazionali europee e asiatiche in connivenza con la mafia politica locale.

Promesse fatte da Rajanarimampiania durante la cerimonia di investitura alla Presidenza avvenuta presso la capitale Antananarivo il 24 gennaio 2014 , a cui sono immediatamente seguiti i fatti.

Il Presidente Rajanarimampiania in 10 giorni è riuscito a conquistarsi la fiducia della Comunità Internazionale riaprendo vitali canali di finanziamento.

Con la partecipazione del Presidente Rajanarimampiania al Ventiduesimo summit dell’Unione Africana, il Madagascar viene reintegrato tra i paesi membri dopo la sospensione avvenuta nel 2009 a seguito della rivolta della popolazione e dell’esercito contro il Governo del Berlusconi Africano: l’imprenditore Mark Ravalomanana che portò al potere del DJ ed ex sindaco di Antananarivo Andry Rajoelina e la creazione del Governo Transitorio.

Il reintegro presso l’Unione Africana coincide con quello all’interno della Comunità Economica dell’Africa del Sud ottenuto grazie ad un paziente lavoro diplomatico per ristabilire i rapporti con il Sud Africa, potenza regionale e membro del BRICS.

Il 30 gennaio scorso Haleh Bridi Direttore della Banca Mondiale in Madagascar ha annunciato un finanziamento di un milione di dollari per lo sviluppo economico del paese.

Probabilmente queste aperture sono state decise dopo la vittoria elettorale del fronte politico del ex Presidente Andry Rajoelina elezioni a forte contenuto nazionalista e anti occidentale.

Sul piano politico Rajanarimampiania (ribattezzato Presidente Henry dai media internazionali a causa della nota difficoltà di scrivere i cognomi malgasci), è intenzionato a formare un Governo che rifletta la riconciliazione nazionale inglobando ministri e tecnocrati dell’opposizione.

Una mossa a sorpresa che ha spiazzato l’avversario Jean Louis Robinson, il delfino della famiglia Ravalomanana. La sconfitta elettorale registrata al secondo turno il 20 dicembre 2013, spinse la ex moglie di Mark Ravalomanana, Lalao Ravalomanana ha sporgere denuncia di elezioni fraudolenti presso la Corte Elettorale Speciale.

Denuncia rigettata dall’Organo di Controllo che ha giudicato le elezioni libere e trasparenti. Giudizio condiviso dagli osservatori stranieri dell’Unione Europea e dell’Unione Africana.

L’apertura all’opposizione tende ad evitare un pericoloso confronto politico e a distruggere 4 anni di politica di Marc Ravalomanana basata su atteggiamenti vittimistici per aver subito un “colpo di stato” (come quest’ultimo definisce la sollevazione popolare del 2009) e per essere stato “ingiustamente” accusato di corruzione e svendita delle risorse naturali a favore di multinazionali Francesi e Cinesi.

L’apertura all’opposizione per il momento non significa l’amnistia e la riabilitazione politica del Berlusconi Africano. Il Presidente Henry rimane evasivo sul ritorno del ex Presidente Ravalomanana e smentisce le notizie di un incontro avvenuto ad Addis Abeba durante il summit della Unione Africana. Amnistia e riabilitazione di Ravalomanana rappresenta il  grosso rischio di sollevare dannose e inopportune proteste popolari oltre che una palese violazione della giustizia.

Il nuovo corso politico sembra essere una strategia studiata con l’ex Presidente Andry Rajoelina che controllerebbe ancora le sorti politiche del paese. Il Presidente Henry ha categoricamente smentito le insinuazioni di alcuni media nazionali e regionali che individuano la sua politica come una netta rottura con Rajoelina.

Osservatori regionali concordano nell’individuare il nuovo corso con la possibilità di attuare le riforme ostacolate dalla Comunità Internazionale durante il Governo di Transizione, attraverso l’apparente uscita di scena di Rajoelina.

Le dimissioni di due Ministri considerati uomini di fiducia di Rajoelina sarebbero inserite nel processo di lotta contro la corruzione piuttosto che in una conflittualità contro l’ex Presidente Ad Interim.

Al momento non si registrano intenzioni da parte dell’Unione Europea di sostenere il Paese. Parigi si è trincerata dietro a messaggi di congratulazione obbligati dalle logiche della diplomazia internazionale. La Francia rimane diffidente e teme che la volontà di riappropriarsi delle risorse naturali e di lottare contro la mafia politica malgascia danneggi direttamente gli interessi delle multinazionali francesi ottenuti proprio grazie a manovre di connivenza con il Governo del Berlusconi Africano e alla corruzione.

Nonostante le manovre francesi, il 24 gennaio, l’Olanda è stato il primo paese europeo a riprendere gli aiuti bilaterali con il Madagascar, allocando un milione di euro attraverso il suo ente di collaborazione economica: “Centro per la Promozione delle Esportazioni dei Paesi in Via di Sviluppo”. Il consistente finanziamento rientra all’interno di un piano d’azione triennale studiato per il paese africano per rilanciare agricoltura ed industria.

Segnale inquietante di probabili complotti internazionali proviene dall’attentato avvenuto proprio durante la cerimonia di investitura Presidenziale. Due vittime e quaranta feriti il bilancio di un attentato di chiara matrice terroristica.

I mandanti non avevano l’obiettivo di colpire il neo Presidente ma di seminare il terrore tra la popolazione. Le granate sono state gettate sulla folla di spettatori che partecipavano alla cerimonia Presidenziale alla fine del comizio.

L’attentato non è stato rivendicato. Le inchieste della polizia si stanno concentrando su alcune testimonianze che individuano l’attentatore con un uomo sulla quarantina di razza bianca. Un indizio che potrebbe aprire una pista internazionale o quanto meno regionale. La polizia sospetta che i mandanti dei questo attentato siano gli stessi di quello avvenuto nel settembre 2013 presso l’abitazione del Presidente della Corte Elettorale Speciale.

L’attentato ha creato una ondata di indignazione nel Paese. Le due vittime sono due fratellini, il primo dei quali deceduto sul colpo e l’altro sabato scorso presso l’ospedale HJRA di Antananarivo secondo il referto medico redatto da Jean Claude Razafimahandry.

Il Presidente Henry ha rifiutato di strumentalizzare l’orrendo crimine colpevolizzando l’opposizione.

Oltre ai tentativi eversivi il Presidente Henry deve riconquistare la fiducia della popolazione.

Il quinto sondaggio effettuato da Afrobaromètre, pubblicato il 30 gennaio scorso, rivela che le istituzioni malgasce sono profondamente screditate presso la metà della popolazione. Il 40% nutre diffidenza sulle capacità di Magistratura, Esercito e Polizia di servire imparzialmente la Costituzione e la Nazione.

Solo le istituzioni comunali sembrano salvarsi. Il 61% degli intervistati afferma di aver fiducia nell’operato dei Consiglieri Municipali considerati più attenti ai bisogni della popolazione.

Il Presidente Henry Rajanarimampiania può contare su un solido alleato per il nuovo corso politico nel paese, la Banca Africana per lo Sviluppo, l’unica Istituzione internazionale che non si é fatta influenzare da considerazione politiche durante gli anni della crisi Malgascia, sostenendo il paese con progetti di cooperazione bilaterali mirati ed efficaci.

Lunedì 27 gennaio è stato inaugurato il nuovo bacino idrico a Manombo che permette di irrigare 15.000 ettari di produzione di riso. Un progetto di cui hanno beneficiato 21.000 contadini.

In occasione dell’inaugurazione il rappresentante della Banca Africana per lo Sviluppo ha annunciato lo stanziamento di 77,2 milioni di euro per risolvere problemi urgenti legati alla sicurezza alimentare, la gestione istituzionale e il miglioramento delle infrastrutture dei trasporti.

La Banca Africana per lo Sviluppo dal Duemila si sta imponendo come l’unico partner credibile per il Continente Africano, in quanto si dissocia dalle logiche neo coloniali delle Cooperazioni Europea, Americana e Cinese, concentrandosi sul reale sviluppo del Continente di cui ne fa integralmente parte.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore