domenica, Ottobre 25

Lotta aperta contro ISIS field_506ffb1d3dbe2

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Bangkok – L’Ambasciatore iracheno in Indonesia, Abdullah Hasan Salih ha chiesto con insistenza agli indonesiani di non andare in Iraq ad aggregarsi con le truppe dello Stato Islamico, dato che si è venuti a conoscenza del fatto che decine di indonesiani attualmente si stanno unendo al gruppo radicale islamico per combattere contro le truppe regolari irachene.

«Secondo le informazioni a nostra disposizione attraverso le fonti governative, vi sono 53 indonesiani che hanno fatto ingresso in Iraq ed è probabile che tre almeno di essi sul totale abbiano perso la vita», ha affermato l’Ambasciatore Salih in un incontro con i media locali tenutosi lo scorso Mercoledì.

L’Ambasciatore ha anche chiarito che qualsiasi indonesiano che si sia aggregato alle forse dell’ISIS  può essere considerato come un cooperante attivo del movimento il cui fine ultimo è quello di distruggere l’Iraq. E così non vi è alcuna garanzia che essi possano far ritorno in Indonesia da vivi.

«Invitiamo vivamente, quindi, i giovani indonesiani così come i giovani di tutte le Nazioni del Mondo a considerarci come uno Stato sovrano». Più oltre ha aggiunto: «Noi consideriamo tutti coloro che sostengono una organizzazione che combatte contro la nostra Nazione come colui che sostiene la distruzione del Paese».

Le truppe dell’ISIS hanno preso molte regioni del Nord dell’Iraq fin dagli inizi di Giugno scorso ed hanno dichiarato la nascita di un califfato islamico la cui area comprende anche il Nord della Siria. Secondo quanto affermato dall’Ambasciatore Salih, attualmente l’ISIS controlla il 41 per cento del Paese.

I dati presentati dal Governo iracheno circa il coinvolgimento di cittadini indonesiani nelle file dell’ISIS si sono rivelati più grandi di quelli segnalati dall’Agenzia Nazionale Contro il Terrorismo BNPT ad Agosto.

In un report pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia Nazionale Contro il Terrorismo, il Capo dell’Agenzia, Ansyaad Mbaai ha affermato che 34 ex terroristi indonesiani hanno poi cominciato a far parte dell’ISIS.

Per limitare un eventuale maggiore coinvolgimento di cittadini indonesiani all’interno del gruppo ISIS, l’Ambasciatore Salih ha affermato che l’Ambasciata dell’Iraq a Giacarta non rilascerà più visti con eccessiva facilità a tutti coloro che affermano di andar a far visita in Iraq ma –in realtà- è molto facile presupporre che vadano ad ingrossare le file dei componenti locali dell’ISIS. Bisognerà avere una motivazione ben chiara come potrebbe essere per questioni di lavoro. I visti saranno rilasciati solo ad esponenti ufficiali indonesiani e per i professionisti specializzati che lavorano o hanno già lavorato in Iraq.

L’Ambasciatore Salih ha affermato che l’Indonesia è una delle 89 Nazioni che annoverano propri cittadini che si sono autonomamente arruolati a fianco dell’ISIS in territorio iracheno. Ma ha anche rilanciato: l’Indonesia può svolgere un ruolo molto importante sullo scacchiere a sostegno dell’Iraq nella sua strenua lotta contro i miliziani dell’ISIS.

Il Ministro ha poi aggiunto: «L’Indonesia ha una grande influenza di livello internazionale ed è un Paese credibile nella sua  lotta a sostegno della vera e propria guerra innescata contro l’ISIS».

Ed infine ha aggiunto che la credibilità ed affidabilità dell’Indonesia sono elementi che si sono via via rafforzati nel tempo, in questi ultimi frangenti, anche e soprattutto a causa della lotta apertamente innescata contro i componenti dell’ISIS.

 

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