lunedì, Settembre 28

L’Onu impone nuove sanzioni alla Corea del Nord

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Passando alle questioni più strettamente europee, precisamente al tema dell’immigrazione, va detto che oggi sono proseguiti i lavori di smantellamento di una parte della ‘giungla’ di Calais, la più grande baraccopoli di Francia, ma le demolizioni si scontrano con il rifiuto dei migranti di abbandonare il campo. Mentre la Commissione europea ha annunciato un nuovo programma (finanziato con circa 700 milioni di euro per due anni) per permettere la mobilitazione rapida di finanziamenti comunitari, aiuti e interventi di protezione civile da dispiegare all’interno del perimetro dell’Ue per affrontare la crisi umanitaria dei profughi lungo le arre di confine. Secondo una bozza di documento dalla Commissione, anticipata dal quotidiano britannico Guardian, i Paesi membri sono invitati a rimuovere ogni controllo alle frontiere interne per salvare Schengen e impedire la fine della zona di libero movimento. Il documento Ue sarà pubblicato alla vigilia del summit di emergenza Ue-Turchia del 7 marzo.

In Spagna il leader socialista chiede la fiducia per governare. Pedro Sánchez ha esposto il suo programma di governo alla camera, dove oggi è cominciato il dibattito. Sánchez non ha la maggioranza assoluta per ottenere il voto di fiducia ed essere nominato primo ministro. Bisognerà aspettare la seconda votazione, venerdì, per verificare se raggiungerà almeno la maggioranza relativa. Un vero percorso ad ostacoli, visto che il premier uscente spagnolo e leader del Pp Mariano Rajoy, che ha aperto questa mattina il tempo delle repliche al discorso di investitura di Sanchez, ha ribadito che i 123 deputati popolari – su 350 totali – voteranno contro il candidato premier socialista. Il primo voto del parlamento sulla candidatura di Sanchez è previsto questa sera a maggioranza assoluta. Il secondo venerdì sera, a maggioranza semplice. Dopo quello di Rajoy è previsto l’intervento del leader di Podemos Pablo Iglesias.

In Brasile ordinato il rilascio del vice presidente di Facebook per l’America latina, il giorno dopo il suo arresto per aver rifiutato di consegnare messaggi WhatsApp alla polizia che indaga su una vicenda di traffico di droga. Il giudice Ruy Pinheiro ha ritenuto la detenzione di Diego Dzodan a San Paolo una misura ‘estrema’. Facebook, che possiede la popolare applicazione di messaggistica WhatsApp, nega in un comunicato ufficiale di aver tentato di ostacolare la giustizia.

Per finire, oggi l’ex premier portoghese Antonio Guterres, che a fine dicembre ha lasciato la guida dell’UNHCR, ha lanciato la sua candidatura alla successione di Ban Ki moon. Sale così a sette il numero finora degli aspiranti al posto di Segretario Generale dell’Onu: gli altri nomi in lizza sono Srgian Kerim della ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Vesna Pusic della Croazia, Igor Luksic del Montenegro, Danilo Turk della Slovenia, Irina Bokova (UNESCO) della Bulgaria e Natalia Gherman della Repubblica di Moldova. 

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