giovedì, Ottobre 1

Londra: i black cabs diventano elettrici

0
La Gran Bretagna è pronta alla svolta green. E se tra le principali cause di inquinamento c’è il traffico, perché non adeguare alle nuove tecnologie anche il trasporto pubblico? Ed ecco che si pensa alla mobilità elettrica. La London Taxi Company, produttrice dei famosi black cabs, ha aperto un nuovo impianto per taxi elettrici a Coventry. Si tratta della prima struttura di questo tipo nel Regno Unito dedicata alla costruzione di veicoli elettrici ed è costata un investimento di 325 milioni di sterline.
Secondo la società che li gestisce, creerà 1000 posti di lavoro e avrà una capacità produttiva di 20mila veicoli all’anno. Ma non si produrranno solo black cabs, ma anche furgoni elettrici. Ma l’obiettivo è chiaro: dare una svolta alla lotta all’inquinamento, essere i precursori e puntare a vendere questi prodotti anche all’estero.
Ma occhio ai costi, che con la Brexit potrebbero lievitare: infatti metà delle parti che serviranno ad assemblare i black cabs arrivano da fuori la Gran Bretagna. E con l’uscita dalla Ue le cifre per produrli potrebbero salire almeno del 10% rispetto a quanto preventivato. A dirlo un rapporto della PA Consulting, ma il governo di Londra che ha già contribuito allo sviluppo della nuova fabbrica con 16,1 milioni di sterline dei fondi regionali per la crescita non sembra avere paura di questo. Ma è tutto il Paese che ci crede: il Ministero dei Trasporti ha stanziato infatti 64 milioni di sterline come incentivo per i tassisti. 24

(video tratto dal canale Youtube di CNBC International)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.