mercoledì, Ottobre 28

Londra cade, ma se non fosse terrorismo?

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Altro elemento da tenere in considerazione è sicuramente l’uso di un coltello come azione di supporto e rinforzo alla già conosciuta strategia del tir lanciato sulla folla.
È possibile spiegare questa scelta in almeno due modi. Il primo è che essendo un Suv più piccolo e meno potente di un tir, l’attentatore volesse implementare la sua azione offensiva con l’uso di un’arma bianca.
Il secondo è, invece, legata ad una forma di imitazione dei precedenti attentanti la cui matrice può essere stata vista in televisione.
In questo caso, l’attentatore potrebbe non avere un legame con gruppi terroristici di matrice islamista, ma ne potrebbe aver letteralmente copiato la tecnica per scopi ad oggi ancora ignoti.

L’uso della doppia tattica non è l’unica particolarità su cui dover porre l’attenzione, come si è detto il luogo ha già delle sue peculiarità.
Sarebbe la prima volta che il terrorismo dello Stato Islamico colpisce un simbolo del potere politico, le cui ripercussioni, in un momento di così grave crisi politica e tattica, non gioverebbero certo al progetto del Califfato universale.
Tuttavia, non è la prima volta che vediamo colpiti luoghi estranei alla logica terroristica, in questi casi normalmente l’attentatore risultava legato all’IS con una conversione rapida e (probabilmente) non sincera. L’esempio lampante è il caso di San Bernardino, in California, dove il luogo dell’attentato coincideva con il simbolo del risentimento della coppia di attentatori. Anche in questo caso potremmo trovarci di fronte ad un caso del genere, dove il simbolo del potere politico è anche il simbolo di un pregresso risentimento personale dell’attentatore il quale, radicalizzatosi o meno, prende spunto dallo Stato Islamico per ottenere la sua vendetta.

A distanza di poco più di dodici ore manca ancora una rivendicazione del Califfato, attualmente in grave difficoltà a Mosul, dove rischia di perdere il suo centro di potere ideologico, il luogo dove è nato lo Stato Islamico con il discorso di Al Baghdadi nel giugno 2014.
Le tempistiche dell’attentato sembrano coincidere con quelle tipiche degli altri eventi terroristici, dove le difficoltà affrontate dall’organizzazione terroristica in Medioriente portano a colpire, come diversivo, il Vecchio Continente. Londra e le sue forze armate sono impegnate proprio in Iraq in un delicato intervento militare a supporto delle truppe irachene che tentano di liberare Mosul dalla morsa dei terroristi, non è errato supporre che l’attentato, qualora riconosciuto come matrice islamista, sia da imputarsi proprio a questa partecipazione militare in Medioriente.
Meno credibile è, invece, la possibilità che quello a Londra, fosse una sorta di omaggio morboso agli attentati di Bruxelles dello scorso 22 marzo. Lo Stato Islamico, ma anche la stessa Al Qaeda, non hanno mai tenuto in grande considerazione l’agenda dei pregressi attentanti terroristici così da rendergli omaggio in giorni simbolici.

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