sabato, Dicembre 14

Londra: l’attacco era ‘altamente probabile’

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Ieri, esattamente a distanza di un anno dagli attacchi di Bruxelles, mentre la capitale belga commemorava i morti di allora, a Londra un uomo prova compiere l’ennesima strage. A bordo di un Suv Hyundai quattro ruote motrici percorre a folle velocità il Westminster Bridge, che conduce verso il Parlamento, e investe decine di persone. Poi scende dall’auto e si avventa contro gli agenti di sicurezza in servizio all’esterno della Camera dei Comuni. Il bilancio provvisorio è di 5 morti (tra questi l’attentatore) e  circa 40 feriti, tra cui alcuni molto gravi.
Scotland Yard, che aveva subito definito il fatto come azione ‘terroristica’, nella conferenza stampa di tarda sera si è detta convinta di aver accertato l’identità del killer, che sembra aver agito da solo, ma ritiene prematuro divulgarla, sta lavorando per collegare l’attentatore alla formazione ispiratrice dell’azione, ha parlato dipista islamista’, senza però accennare ipotesi su di un gruppo particolare.

Il livello di allerta terrorismo a Londra eragrave‘, che comporta ‘l’alta probabilità’ di un’attentato, sin dall’agosto del 2014. Più alto di ‘grave’ è solo il livello ‘critico’ che significa che un attacco è ‘imminente’. Lo scorso 7 marzo, Uk Office for Security and Counter-Terrorism (Osct), sostenendo che «an attack is highly likely», un attacco è altamente probabile, aveva lanciato la campagnaCounter Terrorism Policing che, con lo slogan ‘don’t worry, don’t delay, just act’, invitava la popolazione a segnalare alla Polizia tutti i fatti che potrebbero sembrare sospetti. Richiamando gli attacchi che si sono registrati nelle principali città europee, OSCT sottolineava l’importanza delle segnalazioni per prevenire gli attentati.

L’attacco fino a questo momento non è stato rivendicato da alcuna organizzazione jihadista. Piuttosto ha scatenato sulla rete la gioia dei sostenitori di Isis, come rivela l’organizzazione Usa ‘Site‘ specializzata nel monitoraggio dell’attività jihadista sul web, che pubblica una delle tante foto che girano sul web dove si vede una foto del Parlamento con il Big Ben in fiamme e la scritta «Presto la nostra battaglia sulla vostra terra. Non e’ ancora iniziata. Vi siamo addossso. Dovete solo attendere». ‘Site’ sottolinea che finora nessun sito, agenzia comeAmaqo qualsiasi fonte legata ad Isis abbia attribuito la paternità del gesto ad alcun gruppo.

Secondo i dati Osct  elaborati, meno di un anno fa, dell’International Center for Counter-Terrorism (Icct) dell’Aja, che, su incarico della presidenza olandese dell’Ue, ha condotto un’indagine per valutare il fenomeno dei foreign fighters in Europa, il fenomeno tracciato dall’indagine nel Regno Unito è importante ma non è tra i Paesi al vertice della criticità. Circa 700-760 individui sono partiti dal Regno Unito per la Siria o l’Iraq a partire dal 2011, 315 dei quali si trovano tuttora in zona di guerra; più della metà sono tornati e circa 70 sono morti. La maggioranza si è unita all’Is e ha la cittadinanza britannica; l’età prevalente è compresa tra 18 e 30 anni, anche se è in calo progressivo. Quasi tutti sono musulmani. Anche se non si riscontra una motivazione unica alla base della scelta, alcuni studi indicano che molti foreign fighters hanno origini dell’Asia Meridionale e spesso hanno avuto accesso all’Università.

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