lunedì, Settembre 28

L'omicidio stradale è legge Approvata la legge, ma ritorna la paura di possibili attentati terroristici

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Movimentata la giornata del PD che ha visto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita all’ASD di Pomezia, a pochi chilometri dalla capitale, dove ha ringraziato il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed ha invitato i parlamentari presenti a rientrare alla Camera per votare la fiducia sull’omicidio stradale, diventato pochi minuti fa legge con 149 voti a favore e 3 contrari. Il decreto appena approvato prevede pene dai 2 ai 12 anni di carcere con specifiche aggravanti rivolte a chi guida senza patente o assicurazione e per chi compie omissione di soccorso. Contemporaneamente alla visita del premier in parlamento il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin rispondeva all’interrogazione presentata dall’Onorevole Gian Luigi Gigli di Scelta Civica in merito alla maternità surrogata, sciogliendo le riserve del PD e ribadendo la sua contrarietà all’attuazione di tale pratica, che risulta tutt’ora illegale in Italia.

Dalla Camera arriva l’ok alla riforma sui contributi pubblici per l’editoria ed al decreto, inserito all’interno della legge di stabilità, che permette alle banche di appropriarsi delle abitazioni con un mutuo e di cui i proprietari saltino il pagamento di sette rate. L’approvazione del suddetto decreto a causato una forte protesta da parte dei parlamentari pentastellati che hanno bloccato la seduta portando in aula dei cartelli con scritto ‘ritirate il decreto’ e ‘la casa non si tocca’. In associazione alla presa di posizione del Movimento cinque Stelle vi è quella di Giorgia Meloni, che sul suo profilo di Facebook lancia lo slogan ‘#giùlemanidallacasa’ e fa sapere: «Fratelli d’Italia sta già presentando in tutte le Regioni italiane un ordine del giorno per chiedere alla Corte Costituzionale di intervenire contro l’ennesima infamia del Governo Renzi: il decreto che permette alle banche di toglierti la casa se non paghi poche rate del mutuo. E chiederemo in Commissione Finanze della Camera di ritirare questo provvedimento che, dopo il prestito vitalizio ipotecario e le case in leasing, è l’ultima mossa di Renzi per derubare gli italiani dell’unica ricchezza rimasta: la casa. Per noi invece è un bene sacro che nessuno può portarti via, né lo Stato né le banche». La leader di Fratelli d’Italia si trova coinvolta anche nella questione delle prossime comunali nella sua città natale, Roma, dove per moderare la discussione nata tra Guido Bertolaso, che accusa Lega Nord di aver manipolato le primarie a suo sfavore, e il segretario nazionale del carroccio Matteo Salvini, che acclama a gran voce la candidatura della stessa Meloni, in alternativa alle primarie di coalizione, si trova ad accontentare quest’ultimo dichiarando che laddove non vi fossero soluzioni concrete sarebbe pronta a scendere in campo nella corsa elettorale.

Drammatiche e confusionarie le ultime notizie legate alla morte del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, il cui cadavere è stato rinvenuto, il 3 febbraio scorso, in un canale alla periferia del Cairo. Dopo la notizia rilasciata ieri pomeriggio dall’agenzia di stampa inglese Reuters che sosteneva che dietro l’assassinio di Regeni vi fosse la mano di specialisti delle torture, che lo avevano sottoposto a raccapriccianti sevizie per sei dei sette giorni di prigionia, questa mattina la replica ufficiale del presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, che bolla la fuga di notizie come una maldicenza priva di alcun fondamento ufficiale. Dall’Italia risponde il Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni, che in un primo momento si dissocia dalle agenzie di stampa e mantiene il riserbo in attesa di notizie ufficiali e successivamente, dopo la conferma del lungo periodo di maltrattamenti fisici da parte del medico legale che effettuato l’autopsia sul corpo di Giulio, il direttore del dipartimento di medicina legale del Cairo Hisham Abdel Hamid, nel primo pomeriggio valuta il ritiro del team d’investigatori, inviato a supporto delle indagini interne egiziane, a causa della scarsa collaborazione delle stesse autorità territoriali. A rilanciare la questione ci pensa una nota ufficiale, di poche ore fa, proveniente dalla presidenza egiziana che decreta che dietro il ‘caso Regeni’ vi sia la mano del terrorismo islamico, fermamente deciso a voler mettere in difficoltà l’Egitto ed a sabotare i suoi rapporti con le altre Nazioni.

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