martedì, Ottobre 20

L’odio intraspecifico della sinistra bambeana

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Piuttosto che perdere faccio perdere gli altri. Possibilmente quelli più vicini a me, anzi, più sono vicini più godo, se sono parenti è il massimo.
È stato Konrad Lorenz a soffermarci con acume sul concetto di aggressività intraspecifica, molto in voga tra animali intenti a contendersi territorio e femmine, ma in fondo anche tra gli intellettuali di sinistra e seguaci. Ne troviamo tracce chiarificatrici nel comportamento dal padre di un mio vecchio paziente, che si divertiva ad azionare il macinino del caffè solo quando il vicino di casa guardava in televisione i programmi preferiti. Lo faceva apposta, scientificamente, poteva continuare per ore. Certo, così facendo il programma se lo perdeva pure il molestatore, ma vuoi mettere la goduria di fare un dispetto al vicino. È una sintesi, stringata, alla buona, ma penso rappresenti bene l’atteggiamento dei vari cervelli della sinistra più radicale, una singolare versione del modello inflazionario, dove sembrano esserci più cervelli che corpi, peccato siano questi ultimi a votare.

Conosco questo mondo, a differenza di certi inutili minchia, in fabbrica ci sono stato per davvero e dunque, avendo frequentato la realtà assai prima dei libri, credo di capire la differenza che passa tra Marine Le Pen, donna irrisolta e pericolosa, contagiata dal cuore di tenebra paterno, ed Emmanuel Macron, liberale con venature progressiste. Tendo a comportarmi secondo sani principi di buon senso. Lo stesso Gianis Varoufakis testimonia che quando la Grecia era in procinto di affondare, il neo Presidente francese, allora Ministro del Governo di Parigi, fu uno dei pochi a spingere per una soluzione ragionevole.

Confesso che quando si parla di intellettuali di sinistra la mia percezione è subito invasa dalle fattezze di Mario Bambea, la meravigliosa macchietta codificata da Corrado Guzzanti. Attenzione però, codificata non inventata, perché nella realtà quotidiana è presente in un modo così sfacciato che non bisogna scoprire l’acqua calda, basta guardarsi intorno. Non c’è nulla al di fuori dei loro deliri solitari, audaci architetture siderali del pensiero già pronte per essere esportate nel multiverso, quando i fisici ne confermeranno l’esistenza. Noi ci contiamo, perché la teoria delle stringhe predice repliche della Terra, ma con lievi variazioni rispetto alla nostra. Nell’universo dietro l’angolo vi è una sinistra simile a quella che conosciamo, con alcune eccezioni, ad esempio è composta da persone normali, che ragionano con equilibrio, esiste una copia di Nichi Vendola che quando parla lo capiscono tutti, il popolo non viene trattato come Maria Antonietta trattava i propri sudditi, Massimo D’Alema è simpatico e si muove con una barchetta a remi. Insomma questa terra da sogno è popolata di sinistri ragionevoli a cui è chiaro che, sebbene non rappresenti la soluzione perfetta, Emmanuel Macron è cento volte più salubre della sua rivale. In una delle repliche del pianeta Terra, si troverà una sinistra zeppa di persone mature, in grado di capire che quando c’è da scegliere tra due possibilità, non essendone disponibile una terza, si opta per quella più vicina all’interesse generale. Invece nella nostra terra ci sono solo presuntuosi che leggono tutto con il loro schemino da asilo, alto-basso, bello-brutto, buono-cattivo, bianco-nero, per questa ragione quando finiscono la gita nella sinistra intransigente, si lasciano sedurre da Comunione e liberazione. Mai una scelta mediata, sempre agli estremi, zone aride e deserte.

Essere di sinistra significa, o dovrebbe significare, sentire un genuino interesse verso il prossimo, quindi se uno sostiene che Le Pen e Macron sono la stessa cosa, non solo è bugiardo e cinico ma, mi si permetta lo sgarbo, è anche discretamente pirla, epiteto che rappresenta solo di striscio quello che penso veramente.

Lo stesso vale per la situazione italiana, uno viene eletto alla testa di uno dei tanti prefissi telefonici a sinistra del Pd, e naturalmente non fa un discorso di insediamento contro i fascismi o i mercanti di capitali e di uomini, ci mancherebbe, cosa volete che siano simili banalità. No, si mette a litigare col partito più prossimo, che sarà anche uno schifo ma su molte delle questioni che contano si mette almeno dalla parte giusta. Un esempio recente per rendere l’idea. Le forze dell’ordine effettuano un blitz spettacolare alla stazione centrale di Milano stringendo in una tonnara migliaia di extracomunitari. Il Governatore Roberto Maroni, che novità, palude subito all’operazione, mentre il sindaco Beppe Sala prende le distanze, precisando che il comune non era stato messo al corrente dell’azione. In fondo né Maroni e nemmeno Sala sono di estrema sinistra, ma mi pare abbiano una visione della società decisamente diversa, se qualcuno afferma di sentirsi equidistante è fuori dalla realtà, probabilmente in malafede, sicuramente bisognoso di una chiacchierata con l’anima di Antonio Gramsci. Il grande sardo riceve al cimitero acattolico di Roma, dove recentemente mi sono recato per prendere una boccata d’ossigeno, constatando che al cospetto del fondatore del Pci gli intellettuali di cui sopra sembrano cadaveri in decomposizione.

Nel famoso clone della Terra nell’universo vicino, esiste anche una sinistra estrema che qualche volta vince le elezioni e quando non le vince, cosa che sul pianeta originale capita pressoché sempre, si domanda come mai succede, e non se la prende con l’intera galassia degli elettori che non capiscono i suoi sottili ragionamenti, spesso simili a quelli di un bambino cui è stato rubato il pallone.

Abbiamo un bisogno estremo e struggente di una sinistra che si comporti con ragionevolezza, che difenda tutto ciò che deve difendere con le unghie e con i denti. Abbiamo bisogno di una formazione politica che viva per incrementare la solidarietà tra gli individui e si opponga al veleno dell’individualismo, ma prima che si impegni in quest’impresa crediamo debba testimoniare di essere in grado di vivere tali aspirazioni nella quotidianità dei rapporti con i vicini di casa, perché da soli si cade nel vizio solitario, notoriamente sterile.

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