domenica, Gennaio 19

Lo Zimbabwe e la sua corsa alla salvezza

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Il governo dello Zimbabwe sta riscontrando sempre più difficoltà per far fronte alla crisi economica. Reperire i fondi necessari a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici è un’impresa per il Paese, dove non mancano le rivolte. Violentissima quella di pochi giorni fa, organizzata dai tassisti, contro il caro vita, degenerata in sassate e gas lacrimogeni. Nel frattempo, nella capitale Harare è in scorso uno sciopero dei lavoratori della pubblica amministrazione, tra cui insegnanti, medici e infermieri, per il ritardo degli stipendi. A fronte dei disordini e dei notevoli disagi il governo dello Zimbabwe ha in ogni caso assicurato che i dipendenti pubblici riceveranno i rispettivi stipendi entro metà mese.


Intanto il Paese è in attesa di iniziare i colloqui con alcuni istituti di credito, per eliminare gli arretrati di debito. 
Senza il sostegno del Fondo monetario internazionale e degli istituti di credito occidentali, lo Zimbabwe è costretto a destinare l’82 per cento della spesa pubblica sui salari, che al momento è l’emergenza primaria.

La crisi economica dello Zimbabwe deriva da anni di isolamento internazionale, in gran parte attribuito al mandato del Presidente Robert Mugabe, contro cui non mancano proteste e rivolte, desiderose di destituirlo, perché incapace di far fronte alla crisi economica.

(Video tratto dal canale Youtube: africanews)

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