martedì, Settembre 29

Lo Yemen distrutto resiste grazie a Khomeini Lo Yemen resiste al wahabismo dell’Arabia Saudita

0
1 2


Lo Yemen resta una ferita aperta nell’Arabia meridionale, l’ombra del Paese che era, un deserto umanitario. «Notte dopo notte nella capitale assediata dello Yemen, Sana’a, sento il continuo clack-clack-clack del fuoco antiaereo e il ronzio di aerei da combattimento sopra la testa. Sto scrivendo mentre sono seduto in un angolo del bagno, il luogo ‘sicuro’ più lontano dalla finestra. È quasi mezzanotte e la luce è andata via ancora una volta, il bagliore dello schermo del computer è rimasta l’unica luce», scriveva, lo scorso agosto, Mark Kaye in un’inchiesta per ‘The Guardian’.
Con un breve sguardo al perenne stato di paura e impotenza yemenita a cui si assiste dal marzo 2015, Kaye ha dipinto la nuova realtà di questa Nazione impoveritasi con onestà, offrendo contesto e colore a una guerra che il mondo ha scelto di ignorare causa la geopolitica.
«Questa campagna di Riyadh che è andata contro lo Yemen per ristabilire il controllo perduto dell’ex Presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, ha portato alla cancellazione di infrastrutture civili, militari e statali dello Yemen», ha scritto Adams Nichols, un ricercatore Shafaqna Institute for Middle Eastern Studies.
«Le forze di coalizione guidate dall’Arabia Saudita hanno portato morte e miseria in 20 delle 22 province dello Yemen; pochi angoli dello Yemen sono stati risparmiati dai bombardamenti di massa. Tale campagna è andata avanti senza alcuna forma di supervisione internazionale», ha aggiunto Nichols.

Nell’estate del 2015, l’ONU ha stimato di 2.000 vittime, in maggioranza  civili disarmati. A dicembre, Fatik al-Rodaini, dalla Relief Organization Mona, ha parlato di oltre 7.500 vittime, molti i morti per mancanza di cibo e alle strutture mediche, causa il blocco organizzato dall’Arabia Saudita.

Riaz Karim, co-fondatore della Relief Organization Mona, ed ex funzionario delle Nazioni Unite ha spiegato come lo Yemen è stato spinto oltre il punto di rottura umanitario sotto la pressione del blocco di Riyadh. «I funzionari sauditi hanno chiuso lo Yemen al mondo, impedendo che cibo, medicine e altri prodotti entrassero nel paese con l’intento di scovare ogni resistenza al loro mandato. Tale comportamento contraddice il diritto umanitario, il diritto internazionale e i diritti umani, cosa ancora più importante si tratta di una violazione della dignità yemenita. Un intero paese, un popolo è stato costretto a vivere in totale povertà per una disputa politica. Più di ogni altra cosa ciò che abbiamo trovato più deplorevole è il silenzio della comunità internazionale».
«La crisi è stata aggravata dal fatto che ottenere aiuti in Yemen e diffonderli in tutto il Paese è molto difficile. Le agenzie umanitarie come Save the Children stanno cercando di estendere freneticamente la nostra domanda, ma è quasi impossibile se non siamo in grado di ottenere forniture di soccorso nel Paese», ha scritto Mark Kaye nel mese di agosto 2015.

Decine di migliaia di bambini sono già morti per cause legate alla fame, più di un milione si trova davanti un destino simile, ha riferito Sana al-Dhafer, assistente sociale locale a Sana’a. “La fame e le malattie sono un problema reale, milioni di persone in Yemen oggi sono affamate. Centinaia di migliaia di famiglie hanno venduto tutto quello che avevano per nutrire i loro figli, e oggi sono alle strette. Oggi nel mio Paese non è rimasto nulla. Tutti noi siamo ridotti in miseria”, ci dice Sana al-Dhafer.
Le infrastrutture civili del Paese, comprese le strutture sanitarie, i mercati, i negozi e le scuole, sono stati danneggiati e distrutti dai raid aerei e dalla guerra di terra. “Per troppo tempo tutte le parti di questo conflitto sono state autorizzate dalla comunità internazionale a mostrare un disprezzo senza vergogna per la vita umana”, ha aggiunto Sana.

Al di là dell’intollerabile crudeltà della guerra, gli yemeniti dicono di sentire ancor di più il dolore del tradimento.
«Il mondo ci ha abbandonato! Non siamo altro che carne da macello. Il mondo vede solo la nostra povertà e il colore della nostra pelle; davanti alla potenza e alle ricchezze dell’Arabia Saudita siamo vittime invisibili. Ma noi non siamo poveri perché siamo pigri o negligenti, bensì la nostra nazione ha fallito il suo progetto di costruzione. Ci hanno rubato il futuro e ora il mondo consentirà che un tiranno ci schiavizzi», ha detto Hasan al-Ansi. «Ho visto la distruzione negli altipiani (province del nord), ho visto donne incinte dare alla luce bambini nati morti a causa della malnutrizione. Ho sentito bambini piangere per la fame, e padri pensare al suicidio perché non riuscivano più sopportare le sofferenze della loro famiglia. Lo Yemen ha conosciuto la povertà per un lungo periodo di tempo, ma mai come questa volta; questa miseria la vedo tutti i giorni e mi affligge», ha affermato.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore