sabato, Settembre 19

Lo strano caso del Dottor Calenda e di Mister Carlo Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 88

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Se ‘Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci’ abbiamo chiamato questo nostro appuntamento quotidiano partito lunedì 11 giugno 2018 con la immediata specificazione ‘Il racconto del Circo in cui ci troviamo. Protagonisti e spettatori al tempo stesso’, arrivato con questo ‘Lo strano caso del Dottor Calenda e di Mister Carlo’ alla Puntata numero 88 di martedì 16 ottobre 2018, un motivo pur ci sarà. In primo luogo che un appuntamento ricorrente un titolo deve pur averlo. Poi che in ogni ‘Gran Circo’ che si rispetti, come il nostro ‘Barnum’ appunto, rientra davvero di tutto e più ‘tutto’ di quello che corre per le nostre strade d’Italia, e per i nostri coacervi di Partiti, Aule parlamentari e compagini di Governo, è difficile immaginare. Tra cui uno strepitoso soggetto come Carlo Calenda, già Ministro dello Sviluppo economico dei Governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni (complessivamente oltre due anni, dal 10 maggio 2016 al 1º giugno 2018). Molti sono quelli che si agitano all’interno del fu Partito Democratico. Magari correndo per la Segreteria di un Partito che non c’è quasi più, come abbiamo anche recentemente provato a raccontare nel paradossale ‘Segreteria PD, dopo Minniti in corsa anche Nazzari. Tanto, morto per morto, meglio un morto di prestigiosu ‘L’Indro’ di venerdì 12 ottobre (2018). Anche se più che la nostra ‘penna’ occorrerebbe quella di un Balzac (Honoré de), narratore a suo tempo della ‘Commedia umana’, per tratteggiare la nostra ‘Commedia disumana’.

Così dunque il nostro Dottor Carlo si è presentato a ‘Un Giorno da Pecora’ su ‘Rai Radio1’, sempre il 16 ottobre, consegnandosi agli affilati polpastrelli di Giorgio Lauro e Geppi Cucciari per parlare di politica e soprattutto di vita personale. «La chiamano ‘il pariolino’: come mai?». «Ma che ne so, io ho vissuto a Prati e ora vivo in centro. Ai Parioli non ci ho mai vissuto, tra l’altro lo trovo un quartiere un po’ triste, un po’ spento». «È vero che ha un tatuaggio sul braccio?». «Si, teoricamente sarebbe uno squalo, siccome sono ingrassato ora pare un tonno…». «Quando l’ha fatto?». «Da ubriaco il giorno prima di sposarmi». «Come mai ha scelto di tatuarsi uno squalo?». «Ma che ne so, ero totalmente ubriaco…». «Era più ubriaco quel giorno o quando ha preso la tessera del Pd?». «Quando ho preso la tessera del Pd mi sa…». «Come andava a scuola Carlo Calenda?». «Una tragedia. Al Liceo Mamiani ho avuto prima due materie, poi quattro e poi sono stato bocciato in prima liceo. Contemporaneamente, sempre in prima liceo, ho anche avuto una figlia e sono stato sbattuto fuori casa». «Come lo disse ai suoi genitori?». «Mia madre la prese talmente bene che cambiò la serratura di casa e per un po’ andai dai mia nonna». E via dicendo, parlando come notavamo anche di politica, ma questa parte ve la risparmiamo. Al netto della eccellente bravura dei conduttori, lui che fa il simpatico dimenticandosi dei quotidiani exploit di Mister Calenda (anche se i ruoli si invertono rispetto all’originale stevensoniano) è come Silvio Berlusconi che dice la verità o Matteo Salvini che soccorre in mare un migrante: una contraddizione in termini, allora meglio la versione reale.  

Quel lunedì 11 giugno 2018 dando per l’appunto il via a questa Saga scrivevamo di «stesse tipologie umane e politiche che si ripropongono (…). Leoni (pochi, purtroppo), lenoni (molti, purtroppo), e poi funamboli di eccezionale abilità di cui la ‘Scuola italica’ è prolifica ed orgogliosa tradizionale formatrice, capaci di sopravvivere ad ogni caduta per quanto malconci possano essere stati dopo il trauma subito (o magari i ripetuti traumi), che restano in pista o si riaffacciano, magari proiettando la propria ombra dietro il ‘nuovo’ e i ‘nuovi’. E ancora: ippopotami, elefanti, pappagalli di varie specie e tipologie ma pur sempre pappagalli, affamati animali predatori ma anche avvoltoi sciacalli iene e compagnia analoga. Poche le colombe, molti i serpenti, alcuni velenosi altri semplicemente viscidi e quindi i più pericolosi, si avverte l’assenza di qualche bel cobra reale». A tirare dei primi conti dopo questo non indifferente lasso di tempo, sembra che ci siamo.

‘Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde’, Lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mister Hydeè lo straordinario racconto dello scrittore scozzese Robert Luis Stevenson, del 1886. Un notaio londinese investiga il singolare rapporto tra un suo antico amico, il Dottor Henry Jekyll, e il malvagio Mister Edward Hyde. Che sono, come praticamente ognuno ben sa dato l’impatto e peso nella memoria personale e collettiva di questa storia, la stessa persona nelle sue opposte facce: buona e malvagia, natura positiva da un lato e totalmente imprevedibile dall’altro, metafora dell’ambivalenza del comportamento umano e dell’animo umano scisso tra l’Io razionale e le sue pulsioni irrazionali. Quanto ai giorni nostri ed ai nostri protagonisti…

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’