domenica, Dicembre 15

Lo Sri Lanka preda del terrorismo internazionale Per il Governo di Colombo, l’azione terroristica della cellula jihadista locale National Thowheed Jamath è parte di una pianificazione globale più estesa

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Ore di sofferenza, carne ferita e morte. Bombe che esplodono anche nel day after successivo alla catena di attentati della Pasqua 2019, tensione, lacrime, turisti in fuga. Lo Sri Lanka è di colpo diventato ‘Il Paradiso perduto’. Quella che si profilava diventare sempre più ‘La perla dell’Oceano Indiano’, meta sempre più ambita del turismo internazionale, oggi è tutta nelle mura scheggiate delle Chiese colpite dalla tempesta di pezzi di metallo e schizzi di sangue che oggi campeggiano nei video e nelle foto che girano all’impazzata in tutto il Mondo.

Ieri un’altra esplosione, un furgoncino è saltato in aria prima ancora che gli artificieri riuscissero a disinnescarlo, sempre a Colombo, la Capitale cingalese. In questo frangente un cronista italiano è rimasto ferito. Ritrovati 87 detonatori nei pressi della principale stazione autobus, il che dimostra ulteriormente quanto fosse estesa, premeditata e pianificata l’ondata di esplosioni che ha squassato lo Sri Lanka ed il suo mondo cristiano nell’intorno di tempo delle festività pasquali. Il bilancio delle vittime e dei feriti attualmente consta di 321 morti e 500 feriti. Anche il bilancio degli stranieri periti a causa delle esplosioni è aumentato, ora siamo a 39 vittime e 28 feriti. Holch Polvsen, patron milionario del sito di e-commerce Asos ha visto tre dei suoi quattro figli perire nelle esplosioni che hanno colpito i grandi alberghi in Sri Lanka. Di loro rimane una foto postata su Facebook che li ritrae di spalle, sereni a bordo piscina.

Il coprifuoco è stato revocato nella giornata di ieri. Successivamente il Governo centrale ha deciso di ripristinarlo dalle ore 20:00 alle 04.00 a.m. del mattino dopo. In ogni caso, permane il blocco dei collegamenti web e soprattutto dei social. Nelle ore a cavallo delle esplosioni della Pasqua del 21 scorso, giravano come trottole foto e video di esplosioni, corpi smembrati che venivano via via raccolti dal personale medico ed infermieristico intervenuto sui luoghi degli attentati. Soprattutto, le forze di intelligence cingalesi -oggi fortemente criticate per non aver saputo tener fronte a questa catena di attentati ed esplosioni- hanno voluto vietare la circolazione di eccessive informazioni che potessero intralciare le indagini oppure la diffusione di vere e proprie fake news, dato che nelle esplosioni sono state coinvolte anche figure molto note nel mondo dello spettacolo dello Sri Lanka, vi è stata persino la necessità di un attore di mostrarsi in video e smentire fosse morto nel corso degli attentati, come si era -appunto- affermato nel web. Le critiche che oggi colpiscono i vertici governativi cingalesi ed i servizi di sicurezza sono diventate particolarmente caustiche dopo aver appreso la notizia relativa al fatto che fonte di intelligence straniera aveva avvertito i colleghi dello Sri Lanka circa il reale ed imminente pericolo di attentati nei luoghi di culto, una informazione fatta giungere a Colombo già l’11 aprile scorso, quindi in largo anticipo rispetto alla catena di esplosioni che si sono verificate il giorno 21 aprile. Al vertice delle critiche e delle urla disperate dei congiunti di morti e feriti vi è l’attuale Presidente Maithripala Sirisena, il Primo Ministro Ranil Wickremesinghe ma anche i vertici della Polizia, dell’Esercito e soprattutto dei Servizi di Intelligence.

Secondo fonti governative i kamikaze sono stati 7. 24 sono gli arresti disposti ed eseguiti nelle ore successive agli attentati, quasi tutti attuati da un solo membro alla volta a parte l’attentato allo Shangri-La Hotel dove gli attentatori sono stati due. Gli esecutori degli attentati -secondo quanto affermavano le Autorità cingalesi- risultano essere di nazionalità straniera e fin da subito si è pensato che l’intera organizzazione che ha pianificato sia la locale National Thoweed Jamath ma con una direzione guidata da una rete più estesa di carattere globale. Oggi, infatti, l’Isis ha rivendicato l’attentato.

Ora vi sono diverse aree tematiche complesse che si prospettano per il Governo di Colombo: calmierare la potenziale ondata montante di odio nei confronti della comunità musulmana cingalese non solo da parte della minoranza cristiana locale; in secondo luogo verificare l’estensione e la tipologia delle falle che si sono evidentemente manifestate nei servizi di intelligence cingalesi nonostante gli avvertimenti giunti in precedenza rispetto agli attentati. Fa specie che una Nazione che abbia visto svolgersi una vera e propria guerra durata 29 anni e condotta contro la componente separatista delle cosiddette ‘Tigri Tamil‘, circa un trentennio fatto di attentati la cui esperienza è risultata estremamente innovativa ed utile per lo stesso Stato Islamico che ha appreso innovazioni e creatività tecnologica pioneristica da parte delle ‘Tigri Tamil’ e che poi è stata successivamente applicata in Siria e Iraq, si sia fatta cogliere così manifestamente impreparata. Parte delle critiche che partono oggi dalla popolazione cingalese, così drammaticamente ferita in casa propria, è proprio l’ipotesi che il Governo in carica sia intrinsecamente debole e probabilmente le falle nei servizi di intelligence possano essere scaturite da qualche fenomeno legato alla corruzione, una piaga endemica della società cingalese ma soprattutto annidatasi dovunque risieda una qualche forma di potere, economico, politico e militare.

Le prossime ore ed i prossimi giorni ci diranno quanta parte della verità sarà stato possibile riscontrare in questo drammatico scorcio di tempo pasquale così profondamente ferito in Sri Lanka ma anche nella comunità cristiana mondiale, le cui pene sono state evidenziate dallo stesso Papa Francesco durante i riti e le omelie delle celebrazioni della Santa Pasqua 2019.

Lo Sri Lanka è un territorio che ha grande rilevanza non solo acquisita recentemente in ambito turistico internazionale (in specie dopo la fine della guerra contro le ‘Tigri Tamil’) ma soprattutto per la lotta che si svolge sullo sfondo, in termini di egemonia, tra India e Cina, per quanto riguarda la posizione strategica nell’Oceano Indiano sia dal punto di vista commerciale sia dal punto di vista di predominio militare.

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