lunedì, Luglio 22

Lo spazio italiano della Cina Non è un fulmine a ciel sereno la collaborazione. Né la paternità può essere attribuita alla gestione di questi ultimi quattro mesi dell’ente spaziale italiano

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Nella missione presidenziale cinese a Roma, si è parlato anche di spazio: nel Memorandum appena firmato dal capo del Governo italiano e dal Presidente Xi Jinping, al punto 16 delle ‘Intese Istituzionali’, il vice-Direttore della China National Space Administration, Zhang Jianhua, e il commissario straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana, Piero Benvenuti, hanno sottoscritto un protocollo sulla cooperazione relativa alla missioneChina Seismo-Electromagnetic Satellite 02’ (CSES-02).

Il programma è ambizioso, viene da lontano e si avvia a una nuova definizione del percorso di collaborazione scientifica intrapreso molti anni fa in materia sismica, partendo da bisogni di sicurezza ambientale e di monitoraggio dei territori.
Fu da queste esigenze che si sono basate delle indagini molto moderne sulle
correlazioni esistenti tra eruzioni vulcaniche e gli effetti meccanici e termici delle deformazioni causate da terremoti. Alcune ricerche, in particolare, si sono fondate sui processi elettromagnetici, presumendo che in questi ambiti si potessero individuare le responsabilità della distorsione e la rottura delle rocce generanti i tanto temuti episodi tellurici. E infatti, una catalogazione di rilievi su disturbi elettromagnetici, su emissioni di gas e su perturbazioni termiche hanno dato visione di congruenza, ma hanno pure portato a comprendere che i sensori piazzati a terra in reti di monitoraggio sarebbero stati insufficienti ad una diagnostica precisa.
E in
agosto 2013 già l’ASI -il cui Presidente era Enrico Saggesee l’agenzia cinese firmarono un primo documento che avrebbe portato alla realizzazione del programma CSES, dedicato al monitoraggio dell’ambiente elettromagnetico, di plasma e di particelle della Terra, da un’altitudine di circa 500 km.
Il
progetto fu approvato dal Parlamento italiano e dal MIUR quale ‘finanziamento premiale di specifici programmi’, con un decreto del 9 agosto 2012, seguendo cronologicamente DEMETER, il satellite lanciato nel 2004 dall’agenzia spaziale francese, CNES, quale prima missione specificamente disegnata per lo studio dei disturbi indotti nell’alta ionosfera dalle emissioni sismo-elettromagnetiche.

Dunque, un interesse specifico e trasversale alle dinamiche terrestri e alla possibilità di prevedere delle catastrofi che, se pure inevitabili, la loro intercettazione potrà limitare gli effetti dannosi.

Il primo CSES è stato lanciato il 2 febbraio 2018, dalla base cinese Jiuquan Satellite Launch Center, in Mongolia, nel deserto del Gobi: un satellite di 730 kg. basato sulla piattaforma CAST2000, in orbita eliosincrona con inclinazione di 98°.

Pertanto, da quanto elencato, l’accordo tra i due Paesi, paragonabili come dimensioni a Davide e Golia, non è un fulmine a ciel sereno. Né la paternità può essere attribuita alla gestione di questi ultimi quattro mesi dell’ente spaziale italiano; quanto al CSES-02. oggetto del documento appena siglato, il satellite è grosso modo gemello del primo e sarà posizionato sulla stessa orbita con una strumentazione sostanzialmente analoga. Non sarà, però, una vera e propria duplicazione. La missione appena ratificata continuerà a osservare l’evoluzione nel tempo di processi legati all’attività sismica che possano essere identificati come precursori di terremoti, con due satelliti che passano sulle medesime zone della Terra a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro.

Il contributo italiano a questa nuova pianificazione –in cui non ravvediamo attività industriali ma di laboratorio- consiste nella progettazione, realizzazione, test e consegna del rivelatore di particelle, nella collaborazione alla realizzazione del rivelatore di campo elettrico e nell’esecuzione di test in camera al plasma.

Sotto l’aspetto organizzativo, la missione continua a far parte di un programma di collaborazione tra le due agenzie spaziali e per l’Italia, con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, insieme a diverse università italiane -Roma Tre, Tor Vergata, Trento e Perugia.

Questo accordo rientra, nelle parole, del premier Giuseppe Conte, che in un contesto più ampio ha assicurato: «Non è in gioco la nostra linea euro-atlantica». Però, alcuni dei più blasonati quotidiani dell’Inghilterra conservatrice hanno parlato di una sfida pericolosa tra il nostro Paese e gli Stati Uniti, oltre che l’Unione Europea e il giornale francese di tendenza liberale ‘Les Echos’, con il suo titolo ‘L’Italie sera bientôt la porte d’entrée des routes de la soie en Europeteme che l’Italia possa costituire la breccia della Cina in Europa.

Noi abbiamo parlato di un accordo spaziale e non entreremo in questo dibattito. Anzi, ci aspettiamo che sia la diplomazia italiana a dimensionare lo spessore dell’intero Memorandum.
Riteniamo, tuttavia, che proprio la materia che ci sta a cuore e che trattiamo sistematicamente ogni lunedì debba far valutare aspetti molto strategici di uno scenario mondiale che non ha tanto confini fisici quanto restrizioni ideologiche e interessi di parte. È a questo mondo che non vogliamo appartenere.

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