sabato, Agosto 15

L’Italia dei camici e delle task forces Fontana è ‘sereno’ della sua ‘donazione’; Giuliano Amato si sveglia dal ‘letargo Costituzionale’ e straparla di poteri parlamentari; il virus forse non esiste. E’ l’Italia ‘indistinta’ di Mauro

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Parlavo ieri di sfiducia. Del fatto, secondo me di una gravità enorme, per cui la gente, quella che i nostri amati politicanti chiamano la ‘gente comune’ (perché loro, invece, sono speciali) non si fida di loro e di ciò che fanno. Anzi, meglio, non credono affatto né che ciò che dicono di fare lo faranno davvero, né che ciò che fanno sia davvero destinato a dare i risultati magnificati, né, specialmente, che lo facciano nell’interesse del Paese e non nel proprio o prevalentemente nel proprio. Inutile illudersi, è così, e non è un caso che sia così, ma specialmente a ‘loro’ (stavo per usare la splendida espressione di Fortebraccio, ‘lorsignori’) che noi ci fidiamo o meno non ‘gliene può fregare di meno’, al massimo cercano di capire se li voti e come possono ottenere il tuo voto.

Solo per dire di una banalità, anche da ridere: ieri ho chiamato la segreteria del PD (una volta una sede di efficienza e di entusiasmo collaborativo impareggiabile) per chiedere una copia o un link del discorso di fine scorsa settimana (‘Radicalità per ricostruire’) di Gianni Cuperlo … a parte che sono caduti dalle nuvole, mi hanno detto con sussiego che loro non forniscono i recapiti. Poco male, farò a meno di leggerlo, tanto lo ha letto De Angelis e lui conta, io sono la gente comune. Poi, come talvolta accade, essendo l’interessato una persona seria, ha provveduto lui stesso: ma siamo alle solite, se aspetti la burocrazia! Comunque ora ce l’ho … lo leggo e ne parliamo domani!

Ma, ecco per andare su cose più serie. Improvvisamente esce dal lungo letargo dorato alla Corte Costituzionale Giuliano Amato per sentenziare che sulla suddivisione del fondo di rinascita (chiamatelo voi ‘recovery fund’ … a proposito: ‘fand’ non ‘faund’, come molti giornalisti pronunciano!) occorre coinvolgere il Parlamento. Ma, obietto sommessissimamente, la Costituzione non stabilisce che il Parlamento esercita il potere legislativo e il Governo quello esecutivo? E dunque, certo, il Parlamento (cioè i cittadini) va informato, ma non ha compiti di decisione, non si tratta, in altre parole, del solito assalto alla diligenza della legge finanziaria. Sbaglio? Pare di sì, o almeno che Amato dice così e chi sono io per contestare! Ma … perché lo dice, su quale fondamento tecnico giudico? Poi scuoto la testa e ricordo: ah cavolo, già, a fine 2021 si deve eleggere il Presidente della Repubblica. Vuoi vedere che questa uscita dalla naftalina è finalizzata a fare circolare il suo nome, hai visto mai?...nell’interesse del Paese e delle gente comune, naturalmente. Giusto per conoscenza dei Lettori: anche io sono candidato alla Presidenza o, se tutto manca, al posto di Amato alla Corte se lo eleggono al Quirinale!
E puntualmente, la proposta diventa un ircocervo: la task force a pochette, al Parlamento due commissioni una per camera e una sarà diretta da Renato Brunetta, berlusconiano, ma amico di Renzi e non nemico di Conte. E così, oltre a metterci tre anni a decidere una spesa, tutti potranno cercare di metterci bocca e notorietà.

Mentre in Lombardia il Presidente, Attilio Fontana, si arrampica sugli specchi dicendo che sarebbe assurdo essere perseguiti per avere fatto una donazione, dimenticando di dire che non è perseguito per quello, ma per il piccolo particolare dei soldi all’estero, poiscudati’. Alle solite è un politicante, quindi si dichiara preventivamente innocente, anzi, sereno. Fateci caso, ogni volta che li si accusa di qualcosa, loro sonosereni’, beati loro, qua di serenità, a parte Letta, poca se ne vede.
Ma tant’è, questa è la politica, naturalmente nell’interesse del Paese, anzi della gente comune. Stai fresco.

Per fortuna c’è Ezio Mauro (uno dei membri del direttivo della OsGG, della quale non sono né sarò mai socio, ovviamente) che scopre che l’Italia è un Paese ‘indistinto’ e che, da quel grande giornalista che è, prende tutti in contropiede e li mette davanti alle proprie responsabilità (si dice così in politichese), affermando la sorprendente tesi per cui quella del Governo attuale è una alleanza di comodo. Ma tu guarda, meno male che c’è lui: ora attendiamo la chiosa pensosa di Paolo Mieli.

Intanto, sotto voce, si comincia a capire che la soluzione Autostrade non è esattamente quello che si era previsto, non certamente nei tempi e, probabilmente, nemmeno nella modalità. E tanto per cominciare a mettere le mani avanti, si comincia a parlare di soluzione non prima del 2021, pare non direttamente a spese dello Stato (nazionalizzazione), ma ‘sul’ mercato (che in sé è cosa buona e giusta, ma non lo si era detto, forse per tranquillizzare gli stellini?) evitando così che si possa parlare di esproprio dello Stato ai Benetton, e poi previo accordo dei soci attuali, alcuni dei quali protestano. Vedremo che ne diranno i Benetton, ma insomma tutto è ancora in alto mare. Al solito: chiacchiere infinite, stracciamenti di vesti a decine e soluzionia babbo morto’.

Ma nel frattempo continua la campagna sotterranea per convincere gli italiani che il virus non esiste. Stavolta Alberto Zangrillo se ne resta a casa sua, al San Raffaele, dove nel frattempo è stato ricoverato Alex Zanardi, ma parlano altri per dire che i bambini sono molto meno facilmente infettati dal virus. Che, detto così, significa tutto o niente. Anzi, sicuramente niente, ma sarà inteso come tutto, e cioè per dire che a scuola non c’è rischio … e allora perché buttare un miliardo dalla finestra per comprare i banchi ‘semovibili’ tipo autoscontro?

E già che ci siamo, torniamo alla scuola, dove un altro giornalista, immagino anch’egli iscritto al predetto OsGG, Curzio Maltese ricorda lalezionedi Giorgio Caproni che spiegava che in classe a scuola, lui spesso fingeva di non ricordare qualcosa per stimolare la partecipazione dei ragazzi. Bene, ottima cosa e giusta. La cosa mi colpisce solo perché, nel mio piccolo, anche io, sia pure all’Università, facevo spesso cose del genere. Maltese non lo dice, ma glielo suggerisco io: per fare bene il docente, più che studiare pedagogia o fare esperienza sui poveri studenti, come vuole la signora Lucia Azzolina (quella degli imbuti), bisognerebbe studiare recitazione.
Sì, fare lezione è come recitare un atto unico; o meglio, se fai così crei tensione e attenzione e quindi comprensione. Se ti siedi alla cattedra, metti gli occhialini, apri il libro e leggiucchi e spiegucchi un po’, gli studenti si addormentano, puoi essere anche Einstein non ti stanno a sentire. Mi viene voglia di consigliare alla sedicente Ministro della Pubblica Istruzione, invece di organizzare corsi di pedagogia noiosissimi, di mandare i futuri professori a seguire un corso di arte drammatica, che so da Gigi Proietti o uno come lui.
Ma poi, mi colpisce, nell’articolo di Maltese, una frase che sembra scritta da me, che sto ripetendo questa cosa da mesi: «Potrebbe essere l’occasione di usare le nuove risorse economiche per compiere una rivoluzione del sistema scolastico, di cui potranno godere le generazioni a venire. A partire dalla impellente ristrutturazione degli edifici scolastici, per affiancarsi poi a un solido gruppo di validi pedagogisti» … ecco, io propenderei per Proietti.
E infine conclude, e sottoscrivo: «Con tutto l’affetto per Lucia Azzolina, occorre un Ministro dell’Istruzione di vero spessore».
Ecco, tolto l’affetto e sostituito il ‘vero’ con ‘un minimo di’, sottoscrivo. Ma tanto la signora è tutta presa, al Ministero dove ci sono corridoi lunghissimi e larghissimi, dalla sue gare di corsa con i banchi ‘semovibili’, pare che sia prima in classifica, finora.
Legenda: OsGG : Ordine speciale dei Grandi Giornalisti.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.