giovedì, Luglio 18

L'Italia contro lo spreco alimentare

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“Abbiamo perso il valore del cibo”: metà degli alimenti prodotti nel mondo non arriva mai ad essere consumato. Il tema dello spreco alimentare riguarda gli Stati Uniti, ma anche l’Europa e l’Italia registrano una dimensione molto grave, aggravata, nel nostro Paese, da un parallelo e paradossale incremento del fenomeno della povertà. Limiti logistici e strutturali, ma anche comportamenti errati nel consumo domestico e nella ristorazione collettiva sono le principali cause di una grande contraddizione che prende forma grazie ad alcuni dati Fao in base ai quali il numero di persone denutrite sulla Terra sfiora il miliardo, mentre la quantità di cibo sprecato nei Paesi industrializzati ammonta a 222 milioni di tonnellate.

Quando si parla di “spreco alimentare” bisogna distinguere tra food loss, perdite che si riscontrano durante le fasi di produzione agricola, post-raccolto e trasformazione degli alimenti, e food waste, ossia lo spreco di cibo che si verifica nell’ultima parte della catena alimentare (distribuzione, vendita e consumo finale) per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo e in assenza di un possibile uso alternativo. Secondo alcune stime dell’Osservatorio sullo spreco alimentare Waste Watchers – di cui il professore Andrea Segrè è ideatore e cofondatore – nel 2014 il fenomeno in Italia vale 8,1 miliardi di euro all’anno, anche se i dati sono sottostimati in quanto si tratta di “una percezione. Se andassimo a calcolare quanto si getta via nei bidoni della spazzatura probabilmente vedremo che quel dato è sottostimato del 30-40 per cento” come spiega il professore. Lo studio però evidenzia anche una inversione di tendenza per gli italiani così “non sprecare” sembra essere il nuovo comandamento a causa della crisi economica, ma anche “perché si mangia sicuramente peggio”. Rispetto al resto d’Europa “il nostro Paese è in linea con gli altri Stati, non si colloca né sopra né sotto”. Il problema, però “non è quantificare lo spreco, quanto fare qualcosa per prevenire” precisa il professore Andrea Segrè,

Il margine di intervento sul fenomeno è grosso infatti, ma in questo ambito il governo “non ha fatto molto finora”. L’appuntamento più importante “si terrà il 24 novembre a Bologna quando verrà presentato il Piano Nazionale di Prevenzione degli Sprechi Alimentari (PINPAS)” spiega Segrè. L’evento è considerato strategico nell’azione politica del semestre di presidenza Italiana della UE e si inserisce in un percorso che da Torino (Terramadre, Salone Slow Food – 24 ottobre 2014) intende arrivare all’EXPO 2015 di Milano per riportare al centro dell’agenda europea e della comunità internazionale il tema degli sprechi alimentari e la necessità di un quadro di riferimento comune per le politiche di prevenzione. “Lunedì sarà presentata anche la Carta di Bologna contro lo spreco alimentare, un documento già condiviso con le cancellerie europee da cui prenderà il via il negoziato internazionale che porterà alla sottoscrizione della Carta in occasione dell’Esposizione universale” spiega il professore anticipando soltanto che “saranno presi impegni molto concreti”.

Prima di questa data “il governo è stato sollecitato tramite iniziative come Sprecozero.net, la rete dei Sindaci che hanno firmato Carta Spreco Zero, mozioni e Risoluzioni presentate anche al Parlamento europeo”. La svolta però è arrivata solo l’anno scorso quando il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, durante il governo Letta, ha nominato una task force, presieduta dal professor Segrè sul Piano nazionale. Una volta caduto il governo “e cambiato il ministro sono stato nominato presidente del Comitato tecnico scientifico per l’implementazione e lo sviluppo del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti” chiarisce. Appena lanciato il piano “si attende l’intervento dell’esecutivo”. Gli ambiti di azione sono tanti, uno dei più importanti secondo il professore è quello riguardo “l’introduzione dell’educazione alimentare e ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado perché lo spreco si concentra soprattutto nelle case e deriva da comportamenti non consapevoli”.

In questo modo il governo adempie però solo ad alcuni degli impegni presi a giugno a Montecitorio esprimendo parere favorevole su una mozione di maggioranza approvata dall’Assemblea riguardo le misure per contrastare lo spreco alimentare. L’esecutivo guidato da Matteo Renzi si è impegnato sostenere strategie per migliorare l’efficienza della catena agroalimentare e a promuovere il confronto con organizzazioni, catene distributive e le industrie alimentari nazionali e straniere per ridurre gli sprechi alimentari. L’esecutivo ha deciso di promuovere, in sede europea e nazionale, l’affermazione di modelli agricoli sostenibili e la trasformazione e il riutilizzo delle eccedenze alimentari e si è inoltre impegnato a incoraggiare l’adozione di misure per ridurre gli sprechi alimentari che si producono anche a causa dei requisiti imposti dalla legislazione Ue e nazionale e ad incentivare modalità di packaging differenziato tra prodotti freschi e non. Il governo ha garantito di utilizzare i finanziamenti previsti dal Fondo per gli aiuti europei agli indigenti (FEAD) per la prosecuzione, senza soluzione di continuità, del programma di distribuzione di alimenti agli indigenti finora svolto da AGEA in concorso con le organizzazioni caritative. L’esecutivo si è anche impegnato a favorire la relazione diretta tra produttori e consumatori e coinvolgendo tutti i soggetti interessati con l’obiettivo di rendere più eco-efficienti la logistica, il trasporto, la gestione delle scorte e gli imballaggi e ad adottare iniziative per far in modo che, in sede di aggiudicazione degli appalti pubblici e privati, vengano applicati criteri premiali per chi evita lo spreco. Tra gli altri impegni anche quello di riordinare il testo in materia di distribuzione delle derrate, recuperare maggiori alimenti da destinare ai poveri e di valutare la possibilità di incrementare la dotazione finanziaria del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.

Dopo il semestre di presidenza europea, l’Italia sarà protagonista di un altro grande evento: Expo 2015 il cui tema è appunto Nutrire il Pianeta. Energia per la vita. “Sarà una straordinaria occasione. Non a caso abbiamo puntato tutto sull’Esposizione perché ci sarà la concentrazione per sei mesi sul tema cibo e poiché sappiamo che la produzione sul pianeta aumenterà col tempo (secondo i dati Fao nel 2050 la popolazione della Terra sarà di 9miliardi), la prima cosa da fare è ridurre gli sprechi” afferma il professore Segrè. Cosa si farà materialmente durante l’Esposizione “bisogna chiederlo agli organizzatori”, l’auspicio è che durante Expo “ci si assuma un grande impegno sul tema dello spreco alimentare”.

 

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