mercoledì, Novembre 25

L’ISIS sbarca nelle Filippine: combattimenti, ostaggi e morti

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Le milizie ISIS hanno  sequestrato Padre Chito Suganob, sacerdote presso la cattedrale di Nostra Signora dell’Aiuto dei Cristiani di Marawi, e molti altri cristiani, secondo quanto afferma Edwin de la Pena, vescovo di Marawi. «Hanno minacciato di uccidere gli ostaggi se le forze governative non allentano la presa e sono richiamate dai loro vertici militari», hanno affermato dalla Presidenza della Conferenza Episcopale delle Filippine. «Chiediamo vivamente ad ogni filippino di pregare ferventemente per Padre Chito e gli altri ostaggi».

Non mancano i detrattori e i critici contrari a Duterte, per i quali la proclamazione della Legge Marziale  per la durata di due mesi nell’Isola meridionale di Mindanao, grande come l’intera Corea del Sud e la seconda più grande di tutto l’Arcipelago delle Filippine, sarebbe una misura eccessiva. Per l’Unione Nazionale degli Avvocati del Popolo, un gruppo di legali operativi nell’ambito dei Diritti Umani, la decisione giunge «come un colpo di martello, una reazione a colpo duro», che potrebbe «aprire una fiumana di violazioni incontrollate ai Diritti Umani e numerosi altri abusi».

Il raid dell’Esercito regolare aveva lo scopo di catturare Isnilon Hailon, un leader del fronte Abu Sayyaf, noto per gli atti di pirateria, banditismo e per il sequestro oltre che le decapitazioni di ostaggi occidentali. E’ stata posta una taglia ed è attivamente ricercato dagli Stati Uniti.

I gruppi terroristici Maute e Abu Sayyaf hanno invocato l’alleanza con l’ISIS e hanno mostrato tutta la loro più fiera opposizione alle forze regolari delle Filippine.

Duterte aveva ripetutamente affermato che il Mindanao  -regione impoverita dalla guerriglia locale composta da separatisti e ribelli marxisti-  era a rischio di ‘contaminazione’ da parte dell’ISIS, sopratutto da parte di combattenti provenienti da Iraq e Siria. Il portavoce dell’Esercito regolare delle Filippine ha chiesto alla popolazione di non allarmarsi, in quanto si tratterebbe di azioni condotte dal fronte Maute volte a guadagnare punti agli occhi dell’ISIS, che finora non ha riconosciuto il gruppo.

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