mercoledì, Luglio 17

L’Iran nella crisi siriana

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Dopo oltre quattro anni di guerra e più 250.000 vittime, nonché 7,6 milioni di sfollati all’interno del Paese e oltre 4 milioni di persone in fuga verso altri Paesi -il più grande disastro umanitario del mondo, senza precedenti nella storia recente, hanno rimarcato ieri i Ministri degli Esteri della UE-, nella crisi siriana si è aperto un nuovo capitolo: l’Iran ha già sul campo centinaia di truppe a difesa di Bashar al-Assad, Presidente della Siria, e si preparerebbe a inviarne molte altre. L’operazione rischia di peggiorare l’ostilità con l’Arabia Saudita, che da anni supporta le fazioni ribelli contro il regime di Damasco: un conflitto sotterraneo che assomiglia a una corsa per il dominio regionale, in un Medio Oriente lacerato da tensioni etniche tra arabi e persiani, e settarie tra sunniti e sciiti. Per il petrolio e la sua posizione strategica, poi, è un’area che resta di primaria importanza per superpotenze come Stati Uniti e Russia, Francia e Gran Bretagna: questi Paesi hanno già intrapreso azioni militari, ufficialmente contro l’ISIS, lo Stato Islamico dell’Iraq e Levante. In realtà le potenze regionali e le superpotenze straniere sembrano combattere ognuno per i propri interessi geopolitici, correlati al mantenimento del regime di Assad, o alla sua caduta.

È di ieri il pronunciamento del Consiglio dei Ministri degli Esteri UE: nel sostenere come unica soluzione possibile al conflitto la via politica, e confermando che Assad non può essere un partner nella lotta contro l’ISIS, la dichiarazione finale del vertice afferma: «L’UE si impegnerà attivamente con i principali attori regionali quali, Arabia Saudita, Turchia, Iran, Iraq e i partner internazionali, nel quadro delle Nazioni Unite, per costruire le condizioni per una transizione pacifica e inclusiva». come dire che la UE, parte in causa nell’accordo sul nucleare, invita l’Iran a scegliere un percorso alternativo, politico e non militare.

 

Per comprendere il ruolo dell’Iran nelle dinamiche della crisi siriana, abbiamo incontrato Michele Brunelli, Docente di Storia e Istituzioni delle civiltà musulmane e asiatiche presso l’Università Statale di Bergamo.

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