sabato, Settembre 21

L'Iran conquista Bruxelles

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Bruxelles – Martedì gli Eurodeputati della Commissione Affari Esteri hanno discusso con il Ministro degli Esteri iraniano Mohamed Javad Zarif,  il futuro delle relazioni Ue-Iran dopo l’accordo sul nucleare che ha segnato la fine di un lungo periodo di sanzioni e ha dato un nuovo impulso ai rapporti diplomatici. Dinanzi a loro Zarif ha dichiarato che «l’Iran vuole ora lavorare con l’Europa per ridurre le preoccupazioni e le tensioni nella regione», aggiungendo che «abbiamo entrambi bisogno di conquistarci la fiducia reciproca».
«Possiamo andare orgogliosi del successo diplomatico ottenuto sulla questione del nucleare» ha esordito aggiungendo che «esso va ora applicato alla situazione nella regione per vedere se riusciremo a ridefinire le sfide e le opportunità che abbiamo davanti a noi»«Nel complesso  questo dovrebbe portare ad una soluzione positiva per tutti», ha concluso.

Ma gli Eurodeputati non sono stati altrettanto ottimisti mettendo in rilievo lo scarso rispetto dei diritti umani dell’Iran e il suo coinvolgimento nel conflitto siriano. «Nei due anni e mezzo della presidenza di Rouhani», ha esordito un Eurodeputato del PPE (Partito Popolare Europeo), Lars Adatkusson, «sono stati impiccati almeno 2300 iraniani e tra questi alcuni predicatori sunniti». Il britannico conservatore Charles Tannock ha anche ricordato che in Iran sono ancora in carcere svariati blogger e giornalisti.

Ma Zarif ha replicato che «i diritti umani non verranno usati per motivi politici: non sarà la frusta dei diritti umani che intendiamo utilizzare contro gli oppositori politici», ha detto. Un altro britannico del gruppo dei Socialisti e Democratici, Richard Howitt -che è stato incaricato dal Presidente Elmar Brok di redigere una relazione sulla strategia Ue-Iran dopo l’accordo sul nucleare- ha ricordato che «veniamo da una situazione di 15 anni di sanzioni senza alcun dialogo con l’Iran ed è naturale che ci sia scarsa fiducia da ambo le parti ed è quindi a questo che si deve ora lavorare: ricostruire la fiducia reciproca».

Un altro Eurodeputato del PPE, Arnaud Danjean, ha riconosciuto che l’incontro con il Ministro degli esteri iraniano Zarif ha aperto un dialogo onnicomprensivo e approfondito che ha permesso di discutere di interessi politici reciproci con tutto l’arco costituzionale del Parlamento europeo. «Che ci piaccia o meno l’Iran è ora un attore di primaria importanza e se pure vogliamo criticare o meno il regime dobbiamo renderci conto che è ora necessario affrontare un dialogo geopolitico con questo grande Paese in una regione che nessuno ora può ignorare». Ed ha concluso che «bisogna quindi aprire le porte all’Iran diplomaticamente, economicamente e politicamente».

Il Ministro iraniano ha, però, avuto l’ultima parola: l’Iran, ha detto, vuole lavorare con la comunità internazionale ed è pronto a collaborare con l’Europa per ridurre dubbi e tensioni nella regione. «Credetemi non siamo soltanto noi quelli che devono riconquistare la vostra fiducia ma abbiamo entrambi bisogno di riacquistare fiducia gli uni verso gli altri!».

La sera prima dell’incontro con gli Europarlamentari, Zarif aveva avuto un lungo colloquio a livello politico con l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Federica Mogherini. «Abbiamo avuto in passato l’opportunità di incontrarci molto spesso anche di recente», ha detto Mogherini in un incontro congiunto dinanzi alla stampa, «ma sempre nell’ambito dei ‘Negoziati per un Piano d’Azione Globale’ mentre quella di oggi è la prima visita ufficiale a livello bilaterale tra Iran e Unione europea e questa è la prova del successo dei negoziati sull’accordo nucleare».

«Una visita destinata ad aprire nuovi spiragli di cooperazione bilaterale tra l’Iran e il blocco europeo», ha aggiunto l’Alto Rappresentante, che sarà utile non solo ad aprire questi spiragli ma che servirà a preparare la visita che la Commissione europea si accinge a compiere a Teheran. «Una data non sono ancora in grado di annunciarla», ha detto Mogherini «ma la primavera ci pare una buona data per visitare l’Iran insieme ad altri vicepresidenti della Commissione europea e ad altri commissari per esplorare i vari settori di cooperazione tra l’Unione europea e l’Iran»«Riteniamo che questa visita possa essere utile sia per le istituzioni sia per i cittadini di entrambi. Abbiamo forti legami culturali e storici, abbiamo molti interessi comuni e se anche ci sono alcuni settori in cui non andiamo probabilmente d’accordo riteniamo che il coordinamento e la cooperazione siano essenziali», ha aggiunto.

 

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