lunedì, Ottobre 26

L’Indonesia propone il suo ‘brand’ di Islam moderato nel Mondo

0
1 2


Bangkok – Mentre l’ISIS radicalizza le proprie posizioni e la visione dell’Islam, l’Indonesia ne propone la sua versione pacata, inclusiva e ‘moderata’. Non si tratta di un semplice contraltare rispetto a quanto lo Stato Islamico va facendo nel territorio di mezzo tra Siria e Iraq. L’Indonesia, infatti, è una delle più grandi Democrazie nel Pianeta, è il Paese musulmano più popoloso al Mondo, è nel Gotha delle economie globali e mantiene in essere il dialogo ed una visione strategicamente inclusiva al proprio interno, preservando etnìe e forme religiose differenti, anche il Cristianesimo.

Spesso viene utilizzato come idealtipo immaginifico del modo di procedere indonesiano, un grande dipinto patriottico che campeggia nella Capitale Jakarta dove il Padre Fondatore della Patria Sukarno, tiene tra le braccia il corpo insanguinato di un combattente patriota colpito a morte dalle forze di occupazione coloniale olandese negli Anni ’40. Ebbene, attraverso la camicia insanguinata dell’eroe martire caduto per l‘Indipendenza del suo Paese, ciondola una catenina alla cui estremità vi è una croce. Questo è il dipinto stesso della cultura indonesiana moderna, il collante patriottico ha tenuto insieme il Paese nei confronti dell’usurpatore straniero, oggi l’Indonesia protegge il proprio vasto e popoloso territorio mantenendo in essere una convivenza etnico-religiosa ampia e che si pone oggi come un vero e proprio ‘brand’ da esportare in tutto l’Islam mondiale. Il dipinto è del 2006 ed è diventato il simbolo di una iniziativa globale condotta dalla gioventù indonesiana confluita in Nahdlatul Ulama, la più grande organizzazione islamica di massa al Mondo che si propone di reinterpretare la legge islamica che proviene fin dal lontano dal Medioevo in modi che si adattino meglio alle norme e leggi del Ventunesimo Secolo. Tra altre cose, propone ed auspica il riesame profondo di elementi della legge islamica che dettano i rapporti tra musulmani e non-musulmani, la struttura del governo e le proprie convinzioni, gli scopi e le condotte di guerra.

I principali leader dell’ala giovane di Nahdlatul Ulama, nota come Ansor, dicono che gli elementi basici e caratterizzanti della Shariah, che i musulmani considerano Legge Divina, sono stati finora profondamente manipolati da gruppi estremisti o radicali come lo Stato Islamico in Siria e Iraq oppure dal gruppo di estremisti di Al-Qaeda per giustificare attacchi terroristici in tutto il Mondo, volta per volta quegli elementi interpretativi sono stati travisati ed evocati per spingere psicologicamente e materialmente a partecipare attivamente ed in prima persona unendosi ai combattimenti aspri e duri in Medio Oriente o altrove, insomma, si afferma che si tratta di elementi vistosamente distorti dai movimenti estremisti che cercano di trasformare l’Islam in un’arma politica. H. Yaqut Qoumas, presidente di Ansor – in un incontro pubblico con la stampa locale e di area – ha affermato che: «La prospettiva islamica classica è dominata da opinioni che collocano i non-musulmani nell’idea stessa dei nemici o, nella migliore delle ipotesi, li dipinge come figure sospette non degne di fiducia». Ha poi anche aggiunto che: «Fiqh ovvero il corpo giurisprudenziale che applica la Shariah alla vita quotidiana, rifiuta esplicitamente la possibilità dei non musulmani nel poter godere di diritti uguali e pari con i musulmani nella sfera pubblica, compreso il diritto di occupare determinate posizioni e cariche».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore