mercoledì, Agosto 5

Licio Gelli: un massone re, oggi assassino Bisogna iniziare a scremare le Sentenze e dare il giusto peso alle parole. Licio Gelli è uno stragista? per me no!

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Sin da piccoli, dopo i primi passi, oltre a dire le prime parole, quello che ci viene insegnato è ‘le Sentenze si rispettano e non si commentano’, quasi ad incutere un timore, una paura, un senso del cattivo nei confronti di un Grande Potere: la Magistratura.
Se commenterai una Sentenza verrai travolto dalle tenebre. Ma per cortesia, finiamola con le bufale. Una sorta di qualcosa di impronunciabile che, guai o attento a quello che dici, patirai le pene dell’Inferno.
Noi non siamo liberi di esprimere un commento o un’opinione su qualcosa deciso da altri esseri umani? Anche se Giudici? Non possiamo giudicare chi ha giudicato e semmai, come più volte è successo, ha anche sbagliato?
Un alto Organo Giudicante di uno Stato Democratico che in un clima esoterico e crudele ci viene dipinto come Assoluto ed Intoccabile. Un Organo che dovrebbe aiutarci e giudicare nelle nostre controversie, sembra che ne dobbiamo avere timore.

Quello che dice un Magistrato non si commenta! E perché? Perché non commentare vuol dire rispetto, secondo alcuni, sembra voglia dire terrore, anzi Strategia del Terrore. I nostri nonni hanno sempre parlato della negata libertà di parola ed espressione durante il Fascismo, è questo invece lo chiamiamo: RISPETTO.

Proprio in questi giorni la questione Giustizia in Italia è un tema che sta condizionando la tenuta del Governo a seguito della Legge sulle Prescrizione che il Consiglio dei Ministri ha al vaglio.
Ma di Giustizia discutiamo oggi, di una Giustizia lenta ed antica ed a volte non giusta.

E visto che oltre al Coronavirus in questi giorni sulle homepage delle testate è comparsa una foto in bianco e nero di un ‘vecchio signore’ che saluta, legato ai diversi accadimenti dello Stato italiano, è giusto parlarne e spiegare qualcosa in più.

Oggi parliamo di un personaggio che è vissuto fino a 96 anni, in una piccola località della Toscana in Provincia di Arezzo, Castiglion Fibocchi, un posto che ormai nella parlata comune è dipinto come eterno. Come quando si parla dei luoghi per identificare un’organizzazione: si dice Viale dell’Astronomia, Botteghe Oscure, Piazza del Gesù, Via Nazionale e Castiglion Fibocchi, fortezza di Villa Wanda, una dimora antica è splendente nei suoi colori giallini sulle colline aretine.
Chi conosce questi termini ha capito da subito in cosa ci stiamo addentrando con questo articolo.

Personaggio di grande longevità, ovviamente anagrafica, ma anche mentale, un personaggio che ha occupato pagine di giornali dal Fascismo ad oggi, che è diventato a volte più dello Stato, contribuendo alla nascita lessicale di ‘Stato nello Stato’, e, non ultimo, essendo privilegiato, facendo si che una Legge ad hoc potesse essere licenziata per e contro la propria presunta attività: la Legge Anselmi.

Qualche giorno fa la Magistratura, e precisamente la Procura di Bologna, dopo ben 40 anni -avete letto bene, quaranta anni- ha notificato quattro avvisi di fine indagine per la Strage del sabato 2 Agosto 1980 alle ore 10:25 alla Stazione di Bologna.

Tra gli esecutori dell’atto criminale, Paolo Bellini, ex Avanguardia Nazionale che avrebbe agito in concorso con i mandanti, finanziatori o organizzatori Licio Gelli (Loggia P2), Umberto Ortolani (Loggia P2), Federico Umberto D’Amato (direttore dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’interno) e Mario Tedeschi (direttore della rivista ‘Il Borghese), oltre che in concorso con gli ex Nar (Nuclei armati rivoluzionari) già condannati, Giusva Fioravanti e Valeria Mambroe Gilberto Cavallini.
Gelli, Ortolani, D’Amato e Tedeschi sono deceduti.

Depistaggio ed azione sovversiva sono i reati. Strage dove morirono 85 persone e 200 feriti, dove ancora oggi, proprio sul quel Binario 1 è simbolo di ricordo e dolore un orologio che a seguito di una forte esplosione di un ordigno nella sala di attesa, si fermò alle ore 10:25.

L’attentato è definito come il più grave atto terroristico dal Dopoguerra ad oggi della strategia degli anni di piombo, insieme alla Strage di Piazza Fontana a Milano e Piazza della Loggia a Brescia.

Parliamo di Licio Gelli. Il Venerabile, il Grande Vecchio, il Massone, il Potere Ombra ed occulto, l’esoterico di Stato, colui che attraverso un Loggia Massonica denominata Propaganda 2, per gli amici P2, ha condizionato lo Stato Italiano e non solo, dal dopoguerra ad oggi e, azzarderei a dire, forse anche a domani.

Segretario particolare del deputato democristiano Romolo Diecidue, poi divento dipendente della Permaflex, la fabbrica di materassi. Dopo qualche anno lascia la Permaflex e acquista una quota azionaria della fabbrica di materassi Dormire, in società con la Lebole. E’ in questo momento che Licio Gelli fa da intermediario per l’acquisto della Lebole da parte dell’ENI. In una nuova società con la Lebole adesso Gelli controlla il 5% del pacchetto azionario e amministra una finanziaria specializzata in import-export con la Romania.

Ma facciamo un passo indietro. Qualche mese fa, alcune Procure italiane, titolari di inchieste per stragi di Mafia e, precisamente la Procura di Firenze, contestarono il reato che Silvio Berlusconi potesse essere uno dei mandanti ed in concorso dell’attentato attraverso autobomba che Maurizio Costanzo subì nel 1993, a Roma, in Via Fauro.

Le Sentenze non si commentano, Signori perdonate, ma le stronzate SI. E’ questa è una delle poche libertà che nel nostro Paese ci resta.

Che Berlusconi possa divertirsi con qualche signorina, nessun si sente di escluderlo, che abbia potuto fare qualche regalino di favore nella sua carriera, potrebbe anche essere, che si è fatto qualche lifting è evidente, ma che sia uno dei mandanti per uccidere Maurizio Costanzo penso che anche i più estremi uomini di sinistra come Stalin lo escluderebbero.

Quindi ogni tanto è giusto commentare anche le Sentenze.

Quindi Licio Gelli è uno stragista; per me no!
E non vi fidate perché posso assicurarvi che per tanti non lo è. Non si può fare un ‘Elenco’, altrimenti sarebbero molte migliaia in più di quelli iscritti negli elenchi della P2.

Siamo tutti Massoni ogni volta che qualche esponente di una classe dirigente stringe un accordo, raggiunge un risultato o incrocia le mani, è un Massone, un uomo da Grembiulino o devoto al Grande Architetto dell’Universo.
Mario Draghi è un massone, l’ex Premier Mario Monti è un massone e tanti altri, tutti definiti tali.

La discrezione che FederPetroli Italia investe nelle proprie attività e la delicatezza e privacy nei propri rapporti, qualche tempo fa portò a dire, da parte di qualcuno che voleva essere più presente mediaticamente, ‘la FederPetroli Italia, una P2 petrolifera’, immaginando chissà quale trama occulta nel business dell’Oil & Gas.

Vi immaginate il ridicolo che durante una riunione in qualche Compagnia Petrolifera ci presentiamo tutti con grembiulino e cappuccio, sicuramente invece che un Vertice sulla Libia, sembrerebbe molto più una puntata della Prova del Cuoco o di MasterChef e, poi con i cappucci si potrebbe giocare al Carnevale, visto anche il periodo.
Certo Montecitorio di questi tempi sarebbe il luogo più adatto, ma questo è un discorso a parte…per il Carnevale intendo!

Licio Gelli un attentatore, un omicida, un Signore che è riuscito attraverso forze delle Autorità Palestinesi, Brigate Rosse, Destra Estrema e personaggi del Mondo Rosso estremista di un tempo, ad essere ago della bilancia e deus ex machina della morte di 85 persone.

Licio Gelli è stato come un uomo di vertice aziendale, o un rappresentante di qualche organizzazione, ed è riuscito a creare quel cerchio magico composto da più di mille e mille nomi.Un Signore dalla spiccata capacità organizzativa. Chiariamoci, non un Santo!

Se vogliamo tradurre il lessico e traslarlo in tempi più moderni e di oggi, un Business Club, un circolo dove confluiscono gli interessi di tanti, dove si fanno business e dove si fanno SOLDI.
Quello che manca adesso, adesso si fanno solo chiacchiere.

Non lo sto beatificando, non lo sto giustificando e che, sia chiaro, il mio grande rispetto per le Famiglie di quei morti e feriti alla Strage di Bologna. Sia chiara la mia ferma condanna per i veri mandanti ed esecutori di stragi ovunque, ma c’è sempre un limite.

Torniamo sempre al Medio Oriente, dove questo famoso vecchietto ha stretto accordi e rapporti che persone, ormai di una certa età, di quei luoghi, ancora ricordano. Non meno la Diplomazia che ha reso il Vecchio Venerabile un Diplomatico munito di passaporto e rappresentante di Paesi Sudamericani.

Licio Gelli è considerato nell’immaginario collettivo come un brutto e cattivo Grande Vecchio della Storia d’Italia, un uomo di trama e di cospirazione. Principalmente coinvolto nello scandalo del Banco Ambrosiano e nella morte del banchiere Michele Sindona. Ma anche nel ritrovamento del corpo del banchiere Roberto Calvi a Londra impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri.

Dopo anni la Procura di Roma iniziò un procedimento contro Licio Gelli e una ventina di altre persone, accusate di cospirazione politicaassociazione per delinquere ed altri reati. Dopo un’inchiesta durata quasi dieci anni, nell’ottobre 1991, il giudice istruttore presso il Tribunale penale di Roma chiese il rinvio a giudizio. Il processo durò un anno e mezzo e con sentenza in data 16 aprile 1994, la Corte pronunciò una sentenza d’assoluzione di tutti gli imputati dal reato di attentato alla Costituzione mediante cospirazione politica perché il fatto non sussiste. L’appello, proposto, fu rigettato, e il 27 marzo 1996 la Corte d’appello confermò la sentenza assolutoria.

Sicuramente se in questo momento, fossi viso a viso con voi Lettori sono sicuro che la domanda che mi verrebbe rivolta sarebbe una ed una sola, però vi dico che non è importante sapere cosa faccio o cosa sono o dove sono e chi frequento, ma bensì iniziare a scremare le Sentenze e dare il giusto peso alle parole, un Assassino è un Assassino e non c’è misura che tenga, ma evitiamo inutili bufale, almeno dopo 40 anni, nel rispetto di vittime e parenti.
Condanniamo gli assassini e non i presunti, ma facciamolo velocemente. Se condanniamo chi è morto, prendiamo solo gloria ma non Giustizia.

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Sull'autore

Michele Marsiglia è presidente della FederPetroli Italia. Da più di 20 anni si occupa di progetti strategici nell’Oil & Gas internazionale. Oltre agli studi Economici Aziendali, durante la Crisi Asiatica del 1997 perfeziona la propria esperienza alla Borsa di New York (New York Stock Exchange) sulle analisi dei principali Mercati Finanziari internazionali con particolare riferimento agli strumenti derivati Futures, scambiati sulla piazza merci di Chicago. Inizia la sua carriera negli Approvvigionamenti Strategici in Outsourcing, approdando dopo alcuni anni all’Agip Petroli (oggi ENI Group) per poi gestire alcuni processi di sviluppo per importanti Raffinerie e Società Petrolifere. Da anni la sua figura è chiamata a rappresentare aziende dell’indotto industriale per Agreement strategici e di Relazioni. Fondamentale il suo coinvolgimento in Libia e in parte del Medio Oriente con particolare riferimento ai nuovi giacimenti di petrolio e gas Offshore e Onshore. Fu l’unico membro con FederPetroli Italia a relazionare in Audizione alla Camera dei Deputati con l’allora A.D. di ENI Paolo Scaroni sulla delicata situazione della nascente crisi libica nel 2011 e la verifica degli Asset Strategici nel paese nordafricano. Ha dato vita nel 2009 a “Operazione Trasparenza” iniziativa per spiegare nel nostro paese che cosa vuol dire Petrolio e Gas. E’ Consulente di Direzione ed Advisor Board per i Rapporti Istituzionali di importanti aziende petrolifere e del Non-Oil. Docente in diversi corsi di specializzazione (post diploma e post-laurea) con collaborazioni in diverse Università. Membro di Comitati Scientifici negli Organismi di studio geopolitico, da anni affronta le tematiche del Medio Oriente e del Continente Africano focalizzando l’interconnessione delle dinamiche economiche, politiche e del dialogo interreligioso nonché esperto delle nuove tecniche di ricerca petrolifera attraverso il Fracking, sviluppate principalmente negli U.S.A. È chiamato come relatore a conferenze e seminari in ambito internazionale, oltre ad essere presente con propri articoli e pareri tecnici sulla principale stampa nazionale e straniera. Complessivamente è autore di numerose pubblicazioni (papers, articoli), il suo nome appare spesso in articoli pubblicati sui principali media internazionali e nazionali, è spesso ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche. Definito da tanti un’abile lobbista, in realtà ha sempre dichiarato: ‘’….prendo caffè in giro per il Mondo e stringo mani…...tutto qui’’.