domenica, Novembre 17

Libra: tutte le incognite che pesano sulla valuta digitale targata Facebook Attorno al progetto di Zuckerberg vige grande scetticismo

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Il processo relativo all’entrata in vigore di Librala nuova valuta digitale messa in cantiere dall’apparato dirigenziale di Facebook, potrebbe verosimilmente subire una clamorosa e forse definitiva battuta d’arresto. È quanto si evince dallo scetticismo generale, quando non dall’aperto ostruzionismo, suscitato dal progetto promosso dall’azienda guidata da Mark Zuckerberg.

Contro Libra hanno infatti preso posizione ministri delle Finanze, governatori delle Banche Centraleparlamentari e esperti economici di tutto il mondo, i quali si sono detti preoccupati da un lato per il suo possibile impiego a fini criminali. Una tesi, quest’ultima, avvalorata dalle conclusioni espresse in uno studio focalizzato sulle crpitovalute condotto dalla University of Technology di Sidney, secondo cui circa la metà delle transazioni effettuate in Bitcoin – per un ammontare complessivo di 76 miliardi di dollari all’anno – attiene ad attività illegali.

Un altro punto critico, strettamente connesso al primo, riguarda le complesse modalità di applicazione nei confronti di Libra delle leggi in materia; le tecnologie relativamente nuove e in continua evoluzione su cui si basa Libra potrebbero rendere obsoleto il quadro normativo attualmente in vigore. Occorre pertanto assicurarsi che le leggi siano al passo coi tempi, come hanno affermato sia il presidente della Commissione bancaria del Senato Mike Capo (repubblicano) che il governatore della Federal Reserve Jerome Powell.

Ma soprattutto, gran parte dei timori suscitati da Libra riguardano le ripercussioni che la nuova moneta digitale potrebbe produrre sulla stabilità del sistema finanziario globale e di ogni singolo Paese. Specialmente alla luce della proiezione globale garantita dal suo veicolo‘: con i suoi oltre 2,4 miliardi di utenti, Facebook potrebbe infatti garantire a Libra una diffusione planetaria e porsi così nelle condizioni di assurgere a potenziale strumento di manipolazione finanziaria in grado di colpire o comunque sottrarre terreno alle principali valute mondiali, a partire da euro e, soprattutto, dollaro.

Donald Trump, non a caso, è stato tra i primi a richiamare l’attenzione sui rischi che comporta l’introduzione di una valuta come quella patrocinata da Facebook, dichiarando apertamente di non essere «un fan di bitcoin e di altre criptovalute, che non sono soldi e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla. Allo stesso modo, Libra, la moneta virtuale di Facebook, avrà poco sostegno ed affidabilità. Se Facebook e altre società intendono trasformarsi in banche occorre che ottengano preventivamente l’autorizzazione per espletare le funzioni spettanti agli istituti di credito e si conformino alle regole bancarie, esattamente come fanno le altre banche, sia nazionali che internazionali». Ma soprattutto, Trump ha rimarcato che «negli Stati Uniti abbiamo solo moneta reale, ed è più forte che mai. È di gran lunga la moneta dominante nel mondo, e sarà sempre così. È chiamata dollaro statunitense!».

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