domenica, Agosto 25

Libra nel mirino di Trump Le ragioni dell'ostilità del governo nei confronti della moneta digitale targata Facebook

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Libra, la moneta digitale messa in cantiere da Facebook, non è vista positivamente dall’amministrazione Trump. Per lo meno, è questo il messaggio trapelato dal recente incontro, organizzato dal governo, a cui hanno preso parte i rappresentanti di tutti colossi dei social media, fatta eccezione per Twitter, Google e Facebook. Nei confronti dei quali il presidente statunitense ha scagliato pesanti critiche, tacciandoli di parzialità per la devozione con cui prenderebbero sistematicamente di mira i post contenenti opinioni in linea con quelle della Casa Bianca.

Nello specifico, Trump si è addirittura spinto a dichiarare che i suoi collaboratori sono già stati attivati per elaborare un disegno di legge finalizzato a tutelare la libertà di espressione sui social network, messa in pericolo dall’atteggiamento persecutorio perpetrato da Facebook e soci. Al vertice erano invece presenti personalità molto attive sui social network in ragione delle loro posizioni politiche, quali le cantanti Joy Villa, Lynnette Hardaway e Rochelle Richardson,l’attivista anti-abortista Lila Rose e il fondatore di Project Veritas Jams O’Keefe. Nonché Harmeet Dhillon, avvocato di prestigio assoldato dai conservatori per la difesa in alcune importanti cause legali.

In realtà, l’affondo di Trump si concentrava non tanto contro la  faziosità dei giganti di internet, quanto nei confronti di Libra, il progetto relativo alla creazione della moneta digitale targata Facebook che ha spalancato le porte per l’introduzione di una serie di valute parallele patrocinate da Amazon e dalle altre grandi imprese hi-tech. A margine dell’incontro, il magnate newyorkese ha infatti dichiarato che «non sono un fan di bitcoin e altre criptovalute, che non sono soldi e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla. Allo stesso modo, Libra, la ‘moneta virtuale’ di Facebook, avrà poco sostegno ed affidabilità. Se Facebook e altre società intendono trasformarsi in banche occorre che ottengano preventivamente l’autorizzazione per espletare le funzioni spettanti agli istituti di credito e si conformino alle regole bancarie, esattamente come fanno le altre banche, sia nazionali che internazionali». Ma soprattutto, Trump ha rimarcato che «negli Stati Uniti abbiamo solo moneta reale, ed è più forte che mai. È di gran lunga la moneta dominante nel mondo, e sarà sempre così. È chiamata dollaro statunitense!».

Di fatto, le monete digitali che Facebook e le altre grandi aziende operanti nel settore dell’alta tecnologia si apprestano a introdurre si candidano a imprimere una forte accelerazione al processo di sganciamento dal dollaro intrapreso da Russia e Cina, e si configurano pertanto come una pericolosa sfida al predominio del ‘biglietto verde’.

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