lunedì, Marzo 25

Libia: al-Serraj guarda a Mosca e ai Gheddafi

0

Elezioni entro il marzo 2018 e appello all’unità nazionale, con un ruolo anche per coloro che hanno sostenuto Muammar Gheddafi. Questo il messaggio che nel corso delle ultime ore il premier del Governo di unità nazionale libico (Gna), Fayez al-Serraj, ha lanciato, mentre a Bruxelles il Consiglio dei Ministri degli Esteri si occupava di Libia e dei migranti che mettono sotto pressione l’Unione e che proprio dalla Libia entrano in Europa.

Ieri Fayez al-Serraj, aveva annunciato che saranno convocate elezioni presidenziali e parlamentari nel marzo 2018. L’annuncio è stato dato in un discorso trasmesso dalla tv ufficiale. «Il presidente del Paese sarà eletto in modo diretto dal popolo libico», ha detto al-Serraj, spiegando che sia il Presidente sia la Camera avranno un mandato di durata massima di tre anni, o sino a quando sarà conclusa la redazione della Costituzione, poi sarà convocato un referendum.
Immediata la reazione del Parlamento di Tobruk. Il Presidente del Parlamento, Aguila Salah, fedele al generale Khalifa Haftar, ha subito respinto la roadmap presentata da al-Serraj. Salah ha detto che non consentirà lo svolgimento di alcun voto in Cirenaica, la porzione orientale della Libia che fa capo a Tobruk.

La Libia, Stato fallito dalla caduta del colonnello Muammar Gheddafi nel 2011, resta sempre più spaccata in due, tra Tripoli, ad ovest, e la Cirenaica ad est.
La Commissione superiore elettorale, ha aggiunto il Premier, lavorerà in coordinamento con le Nazioni Unite, con l’aiuto della Lega Araba, l’Unione Africana e l’Ue per la preparazione e la supervisione delle elezioni presidenziali e parlamentari.
Sul deterioramento della sicurezza nel Paese, Serraj ha spiegato che annuncerà a breve un cessate-il-fuoco e delle ostilita’ in tutto il Paese, tuttavia la lotta contro il terrorismo continuera’ come prevedono l’accordo politico libico e le convenzioni internazionali.
Al-Serraj ha proposto anche la creazione del Consiglio Superiore della Riconciliazione nazionale, composto da 100 membri, per preparare la riconciliazione e anche i meccanismi di amnistia e garantire l’atmosfera adeguata di dialogo in vista delle elezioni.

Oggi, poi, il premier, in una intervista a ‘Sputnik’, testata notoriamente vicina al Cremlino, sembra intenzionato a mandare messaggi di amicizia a Mosca (alleata con Haftar). Due importanti dichiarazioni sono da sottolineare. La cooperazione tra la Russia e l’Occidente faciliterà la risoluzione dei problemi esistenti in Libia, ha detto. «Certamente, qualsiasi cooperazione delle parti internazionali faciliterà la risoluzione di questi problemi». Il premier ha poi aggiunto che invita i sostenitori dell’ex rais Muammar Gheddafi a tornare in patria per dare una mano a risolvere i problemi del Paese. «Invito tutti i libici a tornare in Libia per tenere riunioni politiche in modo da risolvere insieme i problemi. Se ciò non accadrà, la situazione peggiorerà, il numero dei profughi crescerà sia all’interno del Paese sia nel mondo, e i libici soffriranno ancora di più», ha detto Sarraj rispondendo alla domanda se i sostenitori di Gheddafi emigrati all’estero potessero partecipare alla vita politica del Paese.
Da alcuni mesi si sta parlando di un ruolo della famiglia Gheddafi nella nuova Libia, voci che nelle ultime settimane sono divenute più insistenti, così come sembra esserci un risveglio delle forze politiche più vicine all’ex rais e ancora vicine alla famiglia.  E l’attenzione a tutto questo non sfugge a Mosca: ‘Sputnik’ pochi giorni fa aveva pubblicato un articolo dal titolo decisamente significativo, ‘L’Europa è in crisi senza Gheddafi‘ nel contesto del quale, per altro, si tessevano le lodi di Haftar come potenziale ‘governatore legittimo della Libia’, non ultimo in quanto sarebbe in grado di dialogare sia con la Russia che con gli USA, invitando la UE a prenderlo in considerazione.
In chiusura intervista, Al-Serraj,  manda due messaggi volti a tranquillizzare l’opinione pubblica interna e parlare a Mosca. «Abbiamo raggiunto significativi successi nell’aumento della produzione petrolifera: quando siamo arrivati a Tripoli nel marzo 2016 eravamo a meno di 300 mila barili di petrolio, ora ci stiamo avvicinando a 1 milione di barili al giorno, e questo è molto positivo». Proprio sul petrolio si gioca la partita Mosca-Unione Europea (Italia in primis) in Libia. E per quanto riguarda il controllo del territorio infestato dall’ISIS: l’organizzazione, secondo al-Serraj, ha perso il controllo dei territori in Libia dopo la sconfitta riportata nei pressi di Sirte; solo alcuni focolai nel deserto rimangono sotto il suo controllo.

Il Consiglio dell’Ue oggi ha ribadito il suo fermo sostegno all’accordo politico libico e al Consiglio di presidenza e al Governo di accordo nazionale di al-Sarraj, invitando tutti i gruppi armati ad astenersi dalla violenza e riconoscere le autorità affidate dall’accordo politico libico come le uniche che hanno il diritto di controllare le forze di difesa e di sicurezza della Libia. Dichiarazione che è una risposta indiretta a Mosca e Haftar.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore