domenica, Dicembre 8

Libia, serve una tavola rotonda

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L’atteggiamento italiano nei confronti del caso libico è molto negativo, il vostro Governo agisce come se la Libia rappresentasse soltanto un giacimento di gas”, la fonte, vicinissimo a Ahmed Gaddaf al Dam (cugino dell’ex Presidente libico Muammar Gheddafi) e membro della famiglia Gheddafi, preferisce rimanere nell’anonimato. Ha deciso, diversi anni fa, di non occuparsi di politica, dice, anche se abbiamo motivo di credere un suo coinvolgimento governativo dall’Egitto, dove abita. Facciamo fatica a convincerlo a parlare “sono pochi i giornalisti affidabili, quelli italiani ancora meno. La Libia è il mio Paese ed è importante per l’Occidente comprendere la situazione, in modo che non continui a ripetere gli stessi errori. Di quali errori parla? Cosa avremo mai sbagliato?  L’Italia nel 2011 ha dovuto accettare il bombardamento della Libia di Muammar Gheddafi e, sotto la minaccia che venissero colpiti i terminali dei gasdotti Eni, ha prestato le sue basi militari ai cacciabombardieri americani. Con questa azione abbiamo detto addio al nostro più importante alleato nel Mediterraneo, con il quale, l’allora Presidente Silvio Berlusconi, aveva firmato un trattato. Si tratta della più grossa sconfitta politica dell’Italia del dopo-guerra, un colpo basso inferto dai nostri migliori alleati, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, che hanno poi abbandonato la Libia al suo destino, se escludiamo i flirt con il generale Khalifa Haftar, con l’Egitto e i bombardamenti contro Daesh, che disgraziatamente hanno colpito anche qualche civile.

 

Molti analisti vedono in Saif al Islam, figlio preferito dell’ex Presidente Gheddafi, la soluzione più probabile alla questione libica, cosa ne pensa?

Saif non può fare niente. L’unico modo per risolvere il caso è la riconciliazione sociale, come prima fase per preparare il terreno ad un dialogo politico ed a una riconciliazione nazionale finale. Saif può farne parte, ma non può essere l’unico.

Al contrario, molti analisti occidentali credono che Saif sia l’unico in grado di gestire le tribù e che il Governo di Tripoli abbia capito la sua importanza nel processo di stabilizzazione del suo Paese…

Le tribù sono divise, per governare sono necessari strumenti e forze in grado di garantire ordine e sicurezza. In questo momento in Libia è necessario che tutti siedano ad una tavola rotonda. La Libia ha bisogno di una riconciliazione sociale e non una soluzione politica.

Non crede che Saif al Islam possa avere un ruolo importante in questo tavolo?

La tavola rotonda dovrebbe accogliere tutti, senza trascurare nessun partito. Il Paese è diviso e poche persone riescono a capire la mappa sociale libica. È molto complicato, ma è necessario che i libici si uniscano in un progetto non individuale. È necessario un piano di riconciliazione per il popolo, molte persone parlano di una nuova unificazione nazionale, ma quando gli viene chiesto ‘come’, difficilmente sono in grado di rispondere. Socialmente penso che i libici non abbiano problemi politici, il loro conflitto è prevalentemente per la ricchezza ed il potere.

Secondo lei, come si potrà riuscire a portare a termine questa impresa? 

Io credo che un ruolo centrale per la riunificazione nazionale lo avrà Alto consiglio libico per la Riconciliazione  perché si occupa di tutte le parti sociali come entità neutrale ed ha un piano concreto ed onesto, che opera attivamente sul territorio, oltre a comprendere la storia e il comportamento libico. Credo che solamente quando qualcuno lavora per amore della pace avrà successo, ma alcuni utilizzano la riunificazione come strumento politico e ciò non può funzionare.

Come è nato questo Consiglio e di cosa si occupa?

È un consiglio indipendente che è stato istituito dall’Autorità Sociale Libica e si focalizza principalmente sul lato umanitario, non sul lato politico e per questo gode della fiducia della maggioranza del popolo libico. Questa entità può giocare come mediatore tra tutte le parti in conflitto. Abbiamo bisogno di un mediatore onesto per stabilizzare l’atmosfera.

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