venerdì, Giugno 5

Libia: Saif al Islam Gheddafi e le verità nel suo memorandum Domani in esclusiva per l’Italia le accuse del figlio del rais contro Occidente alleato a Golfo e Organizzazioni internazionalizzazione

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Il 23 ottobre Saif al Islam Gheddafi, figlio dell’ex rais della Libia, Muhammar Gheddafi, ha fatto diffondere un memorandum dal titolo : ‘Memorandum on Libya: fabbrications against the State, leadership and army’. Si tratta di un rapporto di circa 11 pagine che documenta e analizza quella che Saif considera una cospirazione contro lo Stato, la leadership e l’Esercito libico, messa in atto in questi anni da organizzazioni internazionali, Paesi occidentali e Paesi del Golfo alleati.

In considerazione del mandato d’arresto emesso dall’ICC (International Court of Justice) nei suoi confronti, Saif Al-Islam non può muoversi liberamente e si trova costretto a divulgare le sue dichiarazioni tramite canali non ufficiali. Questo è uno dei motivi per i quali il suo memorandum non è ancora stato pubblicato dai media mainstream -sia mediorientali che occidentali-, alcuni dei quali, comunque, avrebbero qualche ‘difficoltà’ a pubblicare questa che è un j’accuse che non risparmia davvero nessuno. Un rapporto che sta circolando con successo in questi giorni in Libia, e non solo, tramite i social e canali informali. Sulla pagina Fecabook dell’Herland Report ha ottenuto ben 15,7 mila reazioni, 626 condivisioni e altrettanti commenti.
L’’Herland report‘ è, infatti, l’agenzia che ha ricevuto il memorandum di Saif Al-Islam direttamente dalle tribù a lui fedeli in Libia. Lo ha poi condiviso in Occidente con un’agenzia tedesca e una russa, e anche con i media arabi.

L’Indro’ è il primo quotidiano in Italia che ha deciso di diffondere il memorandum di Saif Al-Islam.

L’obiettivo del documento di Saif al-islam è quello di far luce sulle vicende libiche dal 2011 ad oggi. Il memorandum propone, infatti, una ricostruzione dettagliata attraverso fatti, analisi, documenti e spiegazioni esaurienti sulla Libia negli ultimi 6 anni, volte a far luce su questi lunghi anni di conflitto in Libia.

L’autore, in una prima parte, analizza il ruolo dei jihadisti nelle prime manifestazioni di protesta avvenute nel Febbraio del 2011 e nel periodo successivo, facendo riferimento a una figura molto importante, ovvero Abdul Hakiem Belhaj – ex leader del LIFG, fronte islamico combattente in Libia.

Saif Al-Islam accusa, poi, la NATO e i Paesi del Golfo per l’ingerenza ingiustificata nel Paese. Nel suo memorandum fa – e soprattutto documenta – un parallelo tra quanto accaduto in Libia nel 2011 e quanto accadde in Iraq nel 2003, sostenendo che, come hanno fatto USA, Gran Bretagna e Australia nel 2003 per giustificare l’invasione di una Nazione indipendente, così è stato fatto in Libia. Con il documento divulgato, Saif cerca di dimostrare, quindi, come siano state utilizzate delle prove fittizie per accusare la famiglia Gheddafi. Queste stesse prove ‘fabbricate’ avrebbero reso la Libia – come l’Iraq 14 anni fa- una vittima delle interessi e strategie politiche occidentali e mediorientali.

L’autore accusa, inoltre, la Corte internazionale di giustizia di negligenza, imparzialità e ambiguità riguardo l’intera crisi libica. Il memorandum, infine, avanza una fortissima denuncia contro le barbarie compiute dalle milizie locali nei confronti di civili e forze di sicurezza (le stesse milizie che, secondo alcuni, l’Italia oggi starebbe pagando 5 milioni di dollari perché fermino il flusso migratorio verso le coste meridionali).

Saif Al-Islam struttura il memorandum lavorando su di una fitta e dettagliata documentazione -documenti e video, alcuni dei quali davvero raccapriccianti.

Ovviamente il memorandum è passibile di essere accusato di parzialità, in quanto a scriverlo è un Gheddafi, e quindi un diretto interessato. Il documento, però, propone ricostruzioni, prove, documenti e video che sembrano coerenti nel loro complesso e che è doveroso venga portato a conoscenza del pubblico e consegnato agli studiosi e agli storici perché venga passato ai raggi x. Noi non abbiamo potuto verificare ogni singolo elemento del quale si compone, è un lavoro che deve essere svolto, appunto, da studiosi, ricercatori in loco e storici.

Saif Al-Islam Gheddafi si propone di porre all’attenzione della Comunità Internazionale, delle ONGs e di Human Rights Watch, denunciare e allo stesso tempo documentare tutti quei crimini che sono stati commessi contro l’umanità in Libia negli ultimi sei anni. E’ un atto di denuncia, ma allo stesso tempo è una richiesta da parte di Saif Al-Islam di aiuto e di appoggio nel suo intento di ricostruire la Libia.

Nonostante la non imparzialità e la necessità che venga attentamente verificato, è meritevole di attenzione se non altro perché questo conflitto che dura ormai da 6 anni non può avere speranza di soluzione se non partendo dal fare chiarezza sul passato, sugli accadimenti, sulle responsabilità, fosse pure per confutare e smentire quanto sostenuto dal figlio dell’ex rais.

Domani metteremo a disposizione dei nostri Lettori il memorandum.

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