sabato, Luglio 11

Libia, migranti, Consiglio d’Europa: l’Italia non firmi il Memorandum La richiesta è giunta oggi dal Commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatović

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Il 2 febbraio, tre anni dopo la firma, il Memorandum d’intesa sulla migrazione tra Italia e Libia sarà rinnovato per altri tre anni senza modifiche.
Nel novembre 2019 il Governo italiano ha deciso di rinnovare l’accordo. Inizialmente, le autorità italiane si erano impegnate a negoziare dei cambiamenti al testonell’ottica di una maggiore attenzione ai diritti umani dei migranti e dei rifugiati trattenuti in Libia, ma al momento del rinnovo il negoziato è ancora in corso e pertanto il memorandum verrà prorogato nella sua formulazione originaria.

Dopo gli appelli delle ONG (Amnesty International e Medici senza frontiere in testa), dei radicali, dei verdi, e di pochi altri, denunciando chiaramente l’Italia comecomplice delle torture, come appare acclarato, è arrivata la richiesta del Commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović.
La Commissario chiede all’Italia di rinviare qualsiasi ulteriore sostegno alla Guardia costiera libica fino a quando quest’ultima non possa garantire il rispetto dei diritti umani.
L’Unione Europea tace, almeno ufficialmente, e non potrebbe essere diversamente.

Pubblichiamo di seguito integralmente l’appello di Mijatović.

“Il memorandum d’intesa tra Italia e Libia sarà rinnovato automaticamente il prossimo 2 febbraio. Mi dispiace che le autorità italiane non abbiano rinunciato a tale accordo o, come minimo, ne abbiano modificato i termini.

Come ho già sottolineato in diverse occasioni, in particolare nella mia raccomandazione di giugno 2019 e nelle mie osservazioni in un caso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo nel novembre 2019, alcuni tipi di assistenza forniti alla Guardia costiera libica hanno comportato un aumento i rimpatri dei migranti, compresi i richiedenti asilo, in Libia, dove hanno subito gravi violazioni dei diritti umani.

Un conflitto armato sta ora peggiorando la situazione della sicurezza in Libia e una grande quantità di prove continua a indicare gravi violazioni dei diritti umani affrontate da migranti e richiedenti asilo.

Chiedo pertanto al governo italiano di sospendere con urgenza le attività di cooperazione in atto con la Guardia costiera libica che incidono, direttamente o indirettamente, sul rimpatrio delle persone intercettate in mare in Libia fino a quando non saranno messe in atto chiare garanzie di rispetto dei diritti umani. Dovrebbero inoltre rinviare qualsiasi ulteriore sostegno alla Guardia costiera libica fino a quando quest’ultima non possa garantire il rispetto dei diritti umani. Nel frattempo, l’Italia e altri Stati membri dovrebbero sostenere gli sforzi delle organizzazioni internazionali per garantire il rilascio di rifugiati, richiedenti asilo e migranti dai luoghi di detenzione in Libia e facilitare la creazione di corridoi umanitari sicuri. Per prevenire ulteriori morti in mare, devono anche assicurarsi che nel Mediterraneo siano dispiegate abbastanza navi specificamente dedicate alla ricerca e al salvataggio.

Migliaia di esseri umani hanno rischiato la vita per cercare protezione. È vergognoso che chiudiamo un occhio su di loro. Questa tragedia è andata avanti da troppo tempo e i paesi europei hanno contribuito ad essa. È urgente che l’Italia, l’Unione europea e tutti i suoi Stati membri prendano provvedimenti per porvi fine. “

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