domenica, Giugno 7

Libia, casualità o un segnale di Haftar all’Italia? Ieri un attacco dell’Esercito di Haftar ha colpito anche vicino alle residenze degli ambasciatori dell'Italia e della Turchia. Non è un attacco all’Italia secondo Federpetroli Italia, ma un segnale di scontento sì, secondo Arturo Varvelli

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Ieri sera i combattenti dell’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar hanno lanciato razzi nella capitale Tripoli, sulla strada della costa, vicino alle residenze degli ambasciatori dell’Italia e della Turchia.

Nell’attacco sono morti almeno due civili e altri quattro sono rimasti feriti. Nelle ore successive le agenzie hanno precisato che a Tripoli la nottata era stata tempestata da

attacchi indiscriminati da parte delle milizie del maresciallo della Cirenaica, Haftar, in questo contesto ci sarebbe stato l’attacco alla residenza dei due ambasciatori. Il fatto dovrebbe significare, come per altro è parso subito a chi conosce bene la realtà sul terreno, come il Presidente di Federpetroli Italia, Michele Marsiglia, un attacco non volutamente diretto contro la diplomazia italiana., né contro quella turca (la Turchia è grande alleato dell’avversario del generale Haftar, il Governo di Accordo Nazionale guidato da Fayez al-Sarrāj).

Nei raid, che segnalano una nuova escalation nell’offensiva avviata da Haftar nell’aprile dell’anno scorso, sono morte quattro persone e altre sono rimaste ferite. La stessa Farnesina, nel condannare l’attacco, ha parlato subito, nella nota di questa notte, diattacchi indiscriminati’ e non di un attacco mirato contro l’Ambasciatore italiano.

“L’Italia“, gli ha fatto eco la Farnesina, “condannacon la massima fermezza l’ennesimo attacco delle forze haftariane contro civili che alle 23 circa ha colpito l’area intorno alla residenza dell’ambasciatore italiano causando almeno due morti”. “Questi attacchi indiscriminati sono totalmente inaccettabili e denotano disprezzo per le norme del diritto internazionale e per la vita umana”.

Secondo uno dei massimi esperti italiani di Libia, Arturo Varvelli, direttore dell’ufficio di Roma dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr), gli attacchi, invece, potrebbero essere un segnale lanciato all’Italia, “Non penso siano casuali” ha dichiarato Varvelli ‘Adnkronos’, collegando questo attacco con quello di mercoledì a Misurata all’accademia militare vicino al compound che ospita l’ospedale italiano. “Noi europei in generale, soprattutto l’Italia, meno la Francia, rimaniamo forse tra i pochi sostenitori ancora di un processo delle Nazioni Unite. Da questo punto di vista indubbiamente questa posizione infastidisce molto Haftar ora che è sotto pressione e sta giocando tutte le carte dal punto di vista militare perché avverte che la situazione gli sta sfuggendo di mano“. Varvelli afferma, per altro, come altri esperti internazionali, che Haftar paresempre più disperato e anche i bombardamenti dell’ultimo periodo sembrano dimostrarlo, mentre sul terreno in realtà sta perdendo molte posizioni”, sostiene Varvelli, secondo il quale l’evoluzione della crisi “costringerà l’Europa a prendere delle decisioni un po’ più chiare e ferme” nei confronti del generale. Varvelli per altro sottolinea che proprio con questo attacco l’Italia dimostrerebbe un cambio di ‘passo’, condannando duramente le azioni di Haftar.

Di fatto Haftar è sotto attacco, in particolare da dopo che scorsa settimana si è di fatto autoproclamato Presidente ad interim, e alcune fonti avevano sostenuto che presto sarebbe stata presentata la sua piattaforma politica per dare concretezza all’annuncio.
Altresì, giovedì gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di aggravare il conflitto in Libia, poche ore dopo un rapporto Onu che ha confermato la presenza di mercenari russi al fianco di Haftar. Si consideri per altro che gli USA di fatto si sono chiamati fuori dal conflitto libico, e per un certo periodo è parso evidente che Haftar e la sua linea non dispiacevano affatto a Donald Trump, anzi.

E’ la prima volta che l’Onu conferma la presenza di paramilitari russi, denunciata in inchieste giornalistiche del ‘Washington Post’ e del ‘New York Times’, ma che Mosca ha sempre smentito.
Secondo l’Onu, in Libia ci sono tra gli 800 e i 1200 mercenari del gruppo russo Wagner, la società riconducibile al ‘cuoco di Putin’ Evghenij Prigozhin, l’uomo d’affari che ha fatto la sua fortuna con gli appalti per le mense della Difesa e delle scuole russe.

«FederPetroli Italia è vicina all’ambasciatore Buccino Grimaldi ed il sottoscritto in particolare», ha affermato in una nota Michele Marsiglia. «Buccino Grimaldi conosce la Libia visto che è stato già in missione diplomatica nel paese prima dell’Ambasciatore Perrone (oggi in Iran).

Il momento è delicato e la mia prima preoccupazione e stata di sincerarmi dell’effettiva incolumità delle persone», prosegue Marsiglia.

In Libia è in corso «una guerra che non si ferma né davanti al Ramadan né alle missioni diplomatiche», ha detto Marsiglia, come nei giorni scorsi aveva spiegato chiaramente in un intervento sulle nostre colonne. «Non riteniamo sia stata un’offensiva contro l’Italia o la Turchia, visto la vicinanza delle loro ambasciate. E’ un puro caso di vicinanza in prossimità dell’attacco».

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