giovedì, Luglio 9

Libia addio? Impegni generici senza garanzie dal parte del ‘Governo per modo di dire’ di Serraj e quattrini, veri, da parte dell’Italia. Riconoscere a Haftar una legittimità che non ha, significa dare per scontata la divisione della Libia in due: una sotto l’influenza franco-russo-egiziana e l’altra sotto quella turca

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Comincio a stancarmi di ripetere sempre le medesime cose, ma non si può fare altrimenti.
E dunque ci risiamo.
In Libia ci si massacra con le nostre armi e i nostri soldi, abbiamo il coronavirus, le nostre società aeree falliscono in serie, sorvoliamo sui treni che deragliano, a Taranto si produce qualche pezzetto di acciaio inquinante in vista dello smantellamento della fabbrica, la Whirlpool chiude, la disoccupazione non diminuisce, i ‘Nocchieri del Missipipì’ (i ‘Navigator”’ secondo Giggino, quelli che dovrebbero trovare lavoro ai beneficiati dal reddito di cittadinanza con e senza Ferrari) non hanno trovato un posto che sia uno ad alcuno, la produzione crolla, il debito pubblico aumenta, nessuno paga le tasse, la scuola è allo sfascio, l’Università non ne parliamo, per trovare il virus e curarlo ci si deva servire di persone pagate forse e quattro soldi, perfino il festival di Sanremo finisce a schifio con strani tizi che litigano a sputi in faccia, eccetera.

E il nostro ceto politico -pardon la nostra ‘classe politica’, anzi, la nostra classe dirigente’, come amano chiamarsi- che fa? Litiga, tende agguati, usa trucchi regolamentari, minaccia-di-fare-saltare-il-governo-salvo-a-non-farlo-saltare-ma-poi-ci-pensiamo-meglio, discute in Senato se Salvini sia o meno da processare per avere impedito, no, scusate, l’avvocato Bongiorno dice ‘ritardato’, lo sbarco di 130 disgraziati pericolosi per le frontiere italiane e per l’onore dell’Italia, si accapiglia per una cretinata come la presunta abolizione della prescrizione dopo avere fatto la figura dei fessi con la legge ‘spazzacorrotti’, che si voleva (avvocato del popolo incluso) che fosse retroattiva e la Corte Costituzionale ha dovuto pazientemente spiegare che non si può, gli stellini vanno in piazza contro sé stessi, le sardine -comprensive di branchie plaudenti- pure, ma contro gli stellini, però hanno parlato con Boccia, per constatare che ci sono divari tra il nord e il sud … ma tu guarda, meno male che ci sono loro e Boccia, le amazzoni del sottile Renzi (novello Gheddafi) si apprestano a menare colpi bassi (in senso lato, spero) e a sorpresa, ma annunciati, in Consiglio dei Ministri, HuffingtonPost prendendoli colpevolmente sul serio titola ‘A un voto dall’incidente’: errore di stampa, voleva dire ‘A un voto dall’indecente’, e potrei continuare, ma naturalmente per non fare mancare la ciliegina sulla torta, hai visto mai!, la signora Elli Schlein ci comunica di avere amato uomini e donne e di vivere ora con una donna e di essere anche felice: meno male, possiamo andare a dormire tranquilli.

Intanto le amazzoni disertano il Consiglio dei Ministri, come segnale ulteriore di guerra. Cioè? Boh, al momento del voto in aula di una qualche cosa sulla prescrizione, pochette ancora non decide che diamine fare, è un uomo riflessivo lui, voteranno contro, si asterranno, se ne andranno in vacanza?

Suvvia, Matteo R. è il primo a non volere andare ad elezioni, anche se la minaccia di Orlando che dice che se il governo va sotto si va ad elezioni, è aria bollita anch’essa: nemmeno il PD le vuole. E il gioco continua: un gioco finto, fatto solo per il pubblico pagante (noi cittadini), perché, alla fine serve solo a farsi vedere.
Beninteso costoro pendono dalle labbra della Ghisleri e simili e quini forse misurano col bilancino lo 0,001 percento di aumento o perdita di consenso per questo bailamme, ma io, nel mio piccolo, stamane acquistando un bel pezzo di fior di latte da un rivenditore-produttore, chiacchierando come faccio spesso, mi sono sentito dire sommessamente quasi per non farsi sentire: “ma lo vede che schifo sta gente al Governo?” … sì proprio così, ha detto ‘schifo’ e come dargli torto? Certo, pochette, forte della pochette appunto, sibila che Renzi e le amazzoni fanno opposizione ‘maleducata’, pensa tu!
E di tutti quei problemi di cui sopra chi si occupa, e come?

Ma è ovvio Zingaretti che se non è ci fa. Scrive il giorno prima di San Valentino «Siamo entrati negli anni 20 di questo secolo», tipica lucidità e preveggenza da grande statista, e poi «L’Italia deve tornare a crescere», ma dai, davvero? e poi «Dotiamo il Paese di una nuova politica industriale degna di questo nome», e come dire di no, ma anche indegna, suvvia, e infine «Facciamo tutti uno scatto in avanti … Un’Italia migliore è possibile». ‘Sti ca…’ , viene da dire! Questo è il programma del PD o la tesi congressuale di Zinga; a proposito si farà sto cavolo di congresso? Per fortuna, ma lo dico con grande cautela, ormai non mi fido più di nulla e nessuno, la sardina capo ha un po’ corretto le cose che aveva detto prima. Spero che sia così, cioè spero di avere sbagliato nel criticarli tanto. Spero.

Intanto Giggino, per fare vedere che esiste, anzi, che esistono i diplomatici del Ministero degli Esteri, annuncia in esclusiva una nuova bozza di memorandum con la Libia -roba da matti documenti ufficiali sulla politica estera italiana in esclusiva ad un giornale, la privatizzazione dell’ufficialità! Immaginate Trump, dico Trump, che comunica al ‘Tutumcari evening’ in esclusiva che ha dichiarato guerra alla Corea … poi arriva Lee Van Cleef e glielo fa così.

Già che ci siamo, vediamo di che si tratta, quando uno ha a che fare con Metternich, mica lo può ignorare, specie perché pare che i due Paesi siano consapevoli «della sensibilità dell’attuale fase in Libia» (? Scusatemi, io queste cose difficili non le capisco) e quindi «Riaffermando la forte comune determinazione a collaborare -nel rispetto dei trattati e delle norme internazionali consuetudinarie di diritto umanitario e sui diritti umani, inclusi i principi e gli scopi della Convenzione di Ginevra dei 1951 sullo statuto dei rifugiati- sia per individuare soluzioni urgenti alla questione dei migranti irregolari che attraversano la Libia per recarsi in Europa via mare, in vista del rimpatrio o del rientro volontario nei Paesi di origine, sia affinché i Paesi di origine accettino i propri cittadini anche attraverso la conclusione di specifici accordi»; frase, probabilmente di pugno di Di Maio, a dir poco confusa e ambigua, nonché sbagliata: non si capisce perché citare le norme consuetudinarie (forse si ipotizza che queste ultime potrebbero non essere applicate?) e cosa siano i princìpi e gli scopi (gli scopi?) della Convenzione del 1951, tanto più che poco più avanti si parla di diritto internazionale applicabile (perché, c’è quello inapplicabile?).

Nel merito, a parte una non meglio definita «visione olistica di cooperazione euro-africana» (art.2.C) in sostanza l’Italia si impegna a fornire altri mezzi economici, e, se ben capisco, militari alla Libia, sia per il controllo delle sue frontiere che per evitare le partenze, continuando, cioè, i maltrattamenti.

Ma, sempre se ben capisco, manca la cosa fondamentale: le garanzie. L’Italia, infatti, finanzia ecc., la Libia si impegna molto genericamente ad esempio a: «migliorare, anche mediante fondi resi disponibili da parte italiana nell’ottica del progressivo superamento del sistema dei centri di accoglienza, le condizioni dei migranti trattenuti nei centri di accoglienza ufficiali attraverso interventi di emergenza coordinati in ambito ONU … procedere al rilascio di donne, bambini e altri individui vulnerabili dai centri … favorire l’istituzione di un sistema di strutture posto sotto il controllo del Ministero della Giustizia libico e basato sullo Stato di diritto … elaborare, con il supporto della Parte italiana e attraverso l’assistenza tecnica e il sostegno delle Nazioni Unite e della comunità internazionale, una normativa nazionale settoriale che garantisca il rispetto dei diritti di migranti e rifugiati».
Che vi siano centri di accoglienzaUfficiali’, implica che ve ne siano di altro tipo? Sarebbe utile che l’Italia pretendesse, sì, pretendesse chiarezza, direi, e anche subito, prima di stipulare alcunché e magari, nelle more, passasse il testo per una revisione a Elena Ferrante, se la trova.

Comunque, il Governo libico di Fayez al-Sarraj è un Governo ormai per modo di dire, e quindi, posto che non se ne voglia sostenere la difesa da Haftar, o si hanno garanzie certe che quegli impegni generici siano mantenuti, o il tutto resta sulla carta, a meno di andare lì a farli valere. Insomma, l’accordo può anche essere considerato positivo, ma privo di garanzie è tamquam non esset. In termini tecnici (per evitare fraintendimenti), nel diritto internazionale le promesse non esistono (del resto non esistono nemmeno nel diritto interno), nel senso che non sono obblighi, a meno che non siano sorretti da garanzie tali che se A non fa x, B reagisce. Di ciò non mi sembra vi sia traccia.

Inoltre, se ben comprendo, il nostro Ministro è subito andato da Khalifa Haftar, il nemico di Sarraj, a fare che? Certo non a rassicurare Sarraj!

Ma, e concludo qui, il punto tecnico è anche un altro.
D’accordo sulla opportunità di fermare il conflitto per evitare danni maggiori eccetera, ma dal punto di vista del diritto internazionale Haftar è un ribelle dal quale si deve pretendere che obbedisca al Governo legittimo, sempre che si accetti l’idea che quello di Sarraj sia legittimo. Continuare nella mediazione tra i due, significa solo riconoscere ad Haftar una legittimità che non ha, ma, politicamente significa dare per scontata la divisione della Libia in due: una sotto l’influenza franco-russo-egiziana e l’altra sotto quella turca. All’Italia non restano che i costi: di sostegno a Sarraj, di afflusso di profughi e basta.
In altre parole, chiacchiere a parte: addio alla Libia? Forse Giggino o il cosiddetto Governo italiano dovrebbero informarne noi umili cittadini, o no?
Al di là della stima o meno verso questo Governo, sarebbe opportuno che scegliesse una linea chiara e comprensibile, che ci consenta in ipotesi di avere un ruolo giuridicamente difendibile.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.