lunedì, Ottobre 26

Lia Quartapelle? Le feluche: 'secchiona si, Ministro no' Quando a Chigi siede un leader forte ed accentratore la Farnesina perde peso. I diplomatici: "a tutto c'è un limite"

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Sarà Lia Quartapelle il nuovo ministro degli Esteri?

Sarà Lia Quartapelle il nuovo ministro degli Esteri?

 

Il nome di Lia Quartapelle a capo della diplomazia allarma le feluche. Negli ultimi mesi il Ministero degli Esteri ne ha viste di cotte e di crude. Non solo per l’alto concentrato di crisi internazionali che ha messo a dura prova la politica estera italiana. Si pensi alla situazione in Ucraina; al rapporto con la Russia e alla divergenza di opinioni tra gli Stati membri sulle sanzioni a Mosca; alle tempestive e scivolose decisioni da prendere sull’Isis e l’Iraq. Ma anche all’ardua vicenda dei due marò italiani che, sebbene il ‘cauto ottimismo’ ed i numerosi annunci del Governo, fatica ancora a trovare una reale soluzione. 
Mai il Ministero degli Esteri ha dovuto subire una così forte pressione degli eventi internazionali e, allo stesso tempo, ha dovuto frenare in merito alle decisioni da prendere sul fronte internazionale. La cabina di regia della politica etsera si è trasferita a Palazzo Chigi. E’ lì che si decidono mosse, strategie, ma anche tagli ad una delle amministrazioni più importanti e sacre del Governo.  

Mai, soprattutto, ci si sarebbe aspettati -come raccontano fonti diplomatiche- chedi fronte ad un’escalation così fitta di agitazioni all’estero, il Governo rispondesse in Italia con la più leggera delle soluzioni per la Farnesina, veri e propri pesi piuma. Insomma, stando ad alcune indiscrezioni, la casa si ribella all’idea di una nuova rottamatrice a capo della diplomazia italiana“. E di fronte all’annuncio di un’ennesima operazione immagine che prediliga l’equilibrio quote rosa-dato anagrafico  all’interno del più prestigioso dei palazzi di Governo la replica si fa secca e tagliente: “a tutto c’è un limite”.  

Quel limite che a giudizio di molte feluche era già stato superato con la nomina a Ministro, nel 2013, di Federica Mogherini. “Non per partito preso“, spiega una fonte. “Ma perché da Alcide De Gasperi (nel 1946) ad Emma Bonino (2013-2014) i capi della diplomazia si sono tutti distinti per carattere, esperienza ed una nutrita rete di contatti internazionali. Si pensi a Carlo Sforza, ad Aldo Moro, a Giuseppe Pella, Gaetano MartinoGiulio Andreotti, Gianni de Michelis e, più recentemente, Franco FrattiniMassimo D’Alema ed Emma Bonino. Nomi ed esperienze di peso, anche inteso come peso politico di questi Ministri nei rispettivi partiti di appartenenza.  

Il rapporto Primo Ministro-Ministro degli Esteri, salvo rarissime eccezioni, è sempre stato un rapporto di fiducia e collaborazione reciproca. “L’unica anomalia, spiega un ex Ambasciatore, “si è verificata quando di fronte ad un Presidente del Consiglio molto forte il ruolo del Ministro degli Esteri è stato automaticamente ridimensionato. E’ stato, ad esempio, il caso del governo Berlusconi II dove Renato Ruggiero, messo in un angolo sulle decisioni di politica estera,  ha messo fine al sodalizio con il Cavaliere dopo appena sei mesi di mandato. O il caso della stessa Mogherini: “un curriculum leggero, ma utile ad un Primo Ministro che non vuole ombra in Europa e nel mondo”, questa la spiegazione che ne davano alcuni diplomatici al momento della sua nomina.  

Insomma, quando a Chigi siede un leader forte la Farnesina perde peso. Ecco spiegato perché anche questa volta nel risiko per il cambio di guardia al Ministero degli Esteri hanno ripreso a circolare nomi sconosciuti, o quasi. Nomi che hanno spinto ad una battuta anche un Ambasciatore di lungo corso: “per fortuna che c’è Google”.  Nomi come quello di Lia Quartapelle, classe ’82 e di origini varesotte. Per lei i motori si erano scaldati già a febbraio di quest’anno, quando, dopo la cura dimagrante dei Ministeri, il Governo di Matteo Renzi ha pensato di espandersi con una corposa nomina di Viceministri e Sottosegretari. E’ lì che per la prima volta è stato proposto il nome della Quartapelle. Un nome che fu probabilmente fatto “per sottolineare l’operazione svecchiamento della Pubblica Amministrazione italiana e che il Premier desiderava fosse notata anche all’estero”. Questa la spiegazione che emerge dal Transatlantico.  

L’interesse della Quartapelle per gli affari esteri nasce a diciassette anni, quando si trasferisce in Galles per studiare presso lo United World College of Atlantic: queste le informazioni presenti sul suo sito internet e scaricabili anche in lingua inglese. A ventitré anni consegue un Master in Economia alla SOAS di Londra e nel 2012 un Dottorato in Economia dello sviluppo presso l’Università di Pavia. Nel 2007 si trasferisce in Mozambico dove lavora con il Governo come economista, e poi all’ISPI a Milano.  

Dopo essere stata la più votata alle primarie del PD a Milano, nel 2013 è eletta alla Camera e diventa membro e Segretario della Commissione Esteri di Montecitorio.   Ad aprile, dopo l’affossamento della candidatura al Quirinale di Romano Prodi, prende parte alla campagna di mobilitazione “#OccupyPD“, lanciata dall’europarlamentare Elly Schlein, poi sfociata nell’occupazione di numerose sedi del partito per dare voce al malumore di parte della base giovanile circa la scelta dei vertici nazionali di far nascere il Governo Letta con una maggioranza basata sulle cosiddette ‘larghe intese’.  

Motivata dai precedenti fortunati di colleghe di partito come Maria Elena Boschi o Marianna Madia, entrambe molto giovani e scelte da Matteo Renzi alla guida di due Ministeri importanti, la Quartapelle crede alla possibilità di entrare nel team del Governo più giovane della storia repubblicana. Scrive editoriali di politica estera sul quotidiano ‘Europa‘, si occupa del caso adozioni minorili in Congo e lavora, insieme al Viceministro Lapo Pistelli, alla nuova riforma della Cooperazione internazionale. 
Tuttavia, dopo qualche settimana dall’insediamento di Renzi a Palazzo Chigi la squadra di Governo viene completata: il nome della Quartapelle non è in lista
Nessuna resa. Si ricomincia a correre per una seconda opportunità. Sono i giorni in cui ambienti del centrosinistra parlano di un passaggio della Quartapelle dalla corrente dei cosiddetti ‘Giovani Turchi‘ (l’area d’ispirazione socialdemocratica del partito, composta dai fedelissimi dell’allora Segretario Bersani, come Andrea Orlando e Matteo Orfini) alla corrente maestra rappresentata dal Segretario del partito.  

A settembre 2014 si decide la segreteria nazionale del PD: il nome della deputata di Varese viene per il posto di responsabile Affari internazionali, incarico che era stato di Federica Mogherini, prima che diventasse Ministro degli Esteri. Dopo una lunga riunione a spuntarla, anche questa volta, è un coetaneo di partito: il giovane Enzo Amendola, capogruppo in Commissione esteri alla Camera.  

Non resta che una terza chance: la Farnesina. “Ragazza certamente secchiona, ma con curriculum un po’ scarno per essere considerata un’aspirante Ministro, bocciano gli inquilini del Ministero al Foro Italico. Qualcuno precisa: “il fatto che abbiano tirato fuori questo nome impressiona fino ad un certo punto se si considera che anche quando Federica Mogherini fu nominata al vertice della Farnesina i suoi assi nella manica erano un programma Erasmus a Aix-en-Provence e la presidenza della delegazione Parlamentare presso l’Assemblea Parlamentare della NATO“.  

Insomma, le feluche non ci stanno e insorgono: “si cerca il classico colpo d’occhio nella squadra di Governo,  oppure si sta cercando un Ministro degli Esteri?” 

Toto-nomi, rottamati e rottamatori a parte, sono in molti nell’ambiente parlamentare a dubitare della nomina della Quartapelle. Gli addetti ai lavori confidano che tra i nomi in corsa per il successore di Federica Mogherini chi ha ancora probabilità di successo è il  vice Ministro Lapo Pistelli, la vice Presidente della Camera dei Deputati Marina Sereni e, infine, la diplomatica in carriera Elisabetta Belloni. In particolar modo se a spuntarla dovesse essere Pistelli  -questa l’ipotesi più accreditata-  alla Quartapelle potrebbe andare lo scranno negato qualche mese fa: quello di Sottosegretario alla Cooperazione. Probabilmente senza dispiacere, visto che è lei stessa sul suo sito internet a sottolineare: «Mi occupo principalmente di diplomazia, economia, Expo e proiezione internazionale di Milano, Africa e aiuti allo sviluppo». 

 

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