giovedì, Dicembre 12

L’Europa guarda verso Pechino

0

Arriva oggi in Europa, per la nona volta, il Primo Ministro cinese, Li Keqiang, e rimarrà nel continente fino al 2 giugno prossimo. Prima sarà in Germania (per la terza volta), dove incontrerà la Cancelliere Angela Merkel, poi andrà a Bruxelles per il diciannovesimo Eu-China Summit del 1 e 2 giugno, assieme al Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker e al Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Li arriva in Germania dopo le ultime dichiarazioni di Merkel critiche nei confronti del Presidente Usa, Donald Trump. «Rimaniamo stretti partner», aveva dichiarato in merito al rapporto con gli Usa, domenica scorsa, «ma sappiamo anche che gli europei devono davvero prendere il destino nelle loro mani».

La Cina s’attende che i balbettamenti nelle relazioni tra Europa e Stati uniti le offrano nuove opportunità per consolidarsi sul ricco mercato Ue e di accrescere la sua influenza sull’estremo occidente dell’Eurasia. Cina e Unione Europea puntano a rafforzare le relazioni bilaterali sui temi del commercio e degli investimenti e del clima. In gioco, c’è la possibilità di consolidare un’alleanza con l’Ue che nutre forti dubbi sul nuovo Presidente degli Stati Uniti. E forse, più ancora è l’Europa che punta a consolidarsi a Pechino, una chance, la Cina, per uscire dal cul de sac Mosca- Washington, un’alternativa importante per un’Unione europea chiusa tra una Russia che Bruxelles continua tenere a distanza e gli Stati Uniti dell’’America First’ ben poco interessati, come si è visto da ultimo anche al G7 di Taormina, a coltivare i rapporti economici e politici con l’Europa.

Merkel forse parlava ai suoi elettori, ma i toni lasciano intravedere una mancanza di fiducia negli Stati Uniti di oggi e, forse, la ricerca di alleanze più solide con altri partner, a cominciare da quelli asiatici, da parte della Germania ma anche, probabilmente, di Bruxelles. Il viaggio di Li in Europa, a poche settimane dal G20 di Amburgo del luglio prossimo, avviene contemporaneamente a quello del Primo Ministro indiano, Narendra Modi, e avrà come obiettivo quello di proporre la Cina come partner affidabile sul piano dell’apertura dell’economia e della globalizzazione di commercio e investimenti, come ricordato dal vice Ministro degli Esteri di Pechino, Wang Chao, sabato scorso. «Lavorando insieme, Cina ed Europa diventeranno una forza stabilizzatrice nella situazione attuale e inietteranno energia positiva nella ripresa globale», aveva dichiarato il vice ministro cinese alla vigilia della partenza.

«La partnership è essenziale in un mondo instabile», scriveva ieri l’agenzia ‘Xinhua’ in un editoriale di commento al viaggio europeo del Primo Ministro cinese. «Fiducia e cooperazione sono le uniche vie d’uscita». La visita «dovrebbe approfondire e arricchire le relazioni della Cina con l’Unione europea in un momento di crescente incertezza globale», proseguiva l’agenzia.

Tra Cina e Ue, l’agenzia di stampa ufficiale cinese sottolinea, però, anche la presenza di atteggiamenti protezionistici, che si riflettono nelle indagini anti-dumping e anti-sussidi ai prodotti cinesi, atti che «complicano le relazioni» bilaterali: la Cina chiede all’Unione Europea di «respingere il protezionismo» per ridare vigore alla ripresa globale.

Sia sul tema del protezionismo, sia su quello dell’ambiente è apparso chiaro che l’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump offre a Pechino un’occasione d’oro per inserirsi in un rapporto consolidato, e all’Europa l’occasione più ancora che d’oro di diamante di raccogliere la volo la tentazione proposta dalla Cina. La Cina è sempre stata favorevole al processo di costruzione europeo, anche perché spera che un’Ue più coesa e politica possa emendarsi dall’influenza di Washington. In un commento sul ‘China Daily’, Fraser Cameron, analista dello EU-Asia Center di Bruxelles, rileva un «allineamento più stretto tra l’Ue e la Cina su molte questioni: quando gli alti esponenti delle due parti hanno recentemente fatto il punto sull’agenda Ue-Cina 2030, hanno potuto rendersi conto di un rimarchevole livello di progressi». Bruxelles e Pechino «sono emersi come i due più importanti difensori del sistema multilaterale, specialmente nel libero mercato e in relazione all’accordo sul clima di Parigi».

Secondo le stime di Pechino, l’Ue è il primo partner commerciale della Cina, mentre la Cina è il secondo partner commerciale dell’Ue, con un volume di scambi che lo scorso anno ha raggiunto quota 3600 miliardi di yuan, circa 471 miliardi di euro, con un aumento del 3% rispetto al 2015. Per il ‘Quotidiano del Popolo’, il più importante giornale cinese, l’incontro Li-Merkel avrà il compito di coordinare al meglio i rispettivi piani di sviluppo: il Made in China 2025, lanciato dal Governo cinese nel 2015, e il concetto di Industry 4.0 coniato dalla Germania nel 2011.

La strategia ‘Belt and Road’, cioè il piano infrastrutturale euroasiatico lungo le nuove Vie della Seta  –One Belt On Road (OBOR)-  promosso dal Presidente cinese Xi Jinping, potrebbe portare nel Vecchio Continente, soprattutto nei Paesi della ‘Nuova Europa’, ingenti investimenti dalla Repubblica popolare. Non a caso, secondo quanto riportava ieri il ‘South China Morning Post’, uno dei fondi più importanti del Governo cinese destinato ai Paesi dell’Europa dell’Est -la Sino-CEEF Holding– ha annunciato di avere in programma 100 progetti in questi Paesi per un totale di 10 miliardi di dollari. La Sino-CEEF Holding è stata lanciata a novembre dello scorso anno da Li a Riga, in Lettonia. Molti dei Paesi europei hanno aderito immediatamente alla costituzione della Banca per gli investimenti nelle infrastrutture asiatiche (AIIB), il fondo costituito da Pechino che è stato snobbato da Stati uniti e Giappone.

Oggi in un editoriale il ‘Global Times’ analizza con molto senso pratico le possibilità di relazioni privilegiate tra UE e Cina, passando dalla Germania, teoricamente capofila di questo presunto ‘sussulto’ di affrancamento europeo dagli USA di Trump. Il «naturale sviluppo» della rottura tra Stati Uniti e Germania (quindi Unione Europea), secondo il ‘Global Times‘, è la «cooperazione con Pechino». La Cina è però scettica, e vede la Germania come «abituata a dipendere dagli Stati Uniti», inoltre la Germania ospita ancora «il secondo gruppo più alto di truppe americane oltremare», e, «Washington continua a dominare i problemi di sicurezza dell’Europa». Libero commercio, globalizzazione e cambiamenti climatici sono aree in cui Bruxelles e Pechino potrebbero trovare terreno comune per una cooperazione di qualche tipo ma, avverte l’editoriale, «le aspettative per lo sviluppo di relazioni sino-europee non dovrebbero esagerare. E’ improbabile che Cina e Europa diventino strumenti per contrapporsi agli Stati Uniti». Tra le due sponde dell’Atlantico, è quella americana la più interessante per Pechino: «con la Brexit l’influenza dell’Unione Europea è in declino».

Le dispute tra Ue e Cina, anche a partire proprio dal terreno economico, non mancano -prima tra tutte il  riconoscimento dello status di economia di mercato a Pechino da parte dell’Ue-,  ma nessuna delle due parti in questo preciso momento è intenzionata a enfatizzarle.

L’UE continua a favorire la globalizzazione responsabile, sottolinea un report del think tank Center for European Policy Studies (CEPS). La UE ha recentemente firmato una serie di accordi di libero scambio (FTA) e accordi plurilaterali con i suoi partner (in particolare, ma non solo, in Asia orientale). Di conseguenza, l’UE sta rafforzando il suo status di leader mondiale nel dibattito sull’apertura economica. Al contrario, gli Stati Uniti hanno interrotto importanti negoziati con i suoi partner commerciali e hanno rinunciato agli accordi commerciali, come TPP e TTIP (almeno per il momento). Proprio la divergenza delle politiche sulla globalizzazione tra gli Stati Uniti e l’UE in generale e in particolare nei confronti della Cina sono le basi della costruzione dell’implementazione del rapporto UE-Cina.

Prima dell’arrivo a Berlino del premier cinese, ieri Angela Merkel ha incontrato il Primo Ministro indiano, Narendra Modi, impegnato in un lungo viaggio all’estero, che oltre alla Germania lo porterà in Spagna, Russia e Francia. Non farà tappa a Bruxelles e questo negli ambienti UE è stato notato e ben poco gradito. L’incontro con Angela Merkel, dal tono informale, ha portato a una “molto buona interazione” tra i due, secondo quanto scrive su Twitter lo stesso primo ministro indiano. Ai microfoni del quotidiano tedesco Handelsblatt, Modi ha sottolineato l’importanza che l’Unione Europea abbia un ruolo di guida nella lotta al terrorismo e sul piano bilaterale, il primo ministro indiano ha poi invitato le piccole e medie imprese tedesche a cooperare con le controparti di New Delhi all’interno del piano di sviluppo del manifatturiero Make in India e a investire nel Paese asiatico.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore