sabato, Settembre 26

Lettere di Guerra dallo Yemen

0
1 2


Lo Yemen ha dovuto far fronte non ad un solo nemico, ma a una intera coalizione che da tutto il mondo punta dritta verso di lui. Dietro quella maschera che si chiama ‘intervento militare‘ e che è stato presentato come un aiuto democratico, si cela in realtà lo spettro implacabile contro cui il Paese si è trovato a combattere, l’imperialismo. L’Arabia Saudita ha sventrato i cieli dello Yemen con le sue bombe, i suoi aerei da guerra, disseminando generosa morte.

Lo Yemen, nonostante la violenza saudita, non è un Paese che si lascia facilmente conquistare, lo Yemen non è composto dalla gente che si piega e si spezza davanti ai despoti.
Non dimentichiamo che la resistenza scorre forte tra le vene di quelle catene montuose, lo Yemen ha vissuto di orgoglio e libertà per secoli e secoli… lo stesso orgoglio che oggi spinge il Paese alla resistenza. L’Arabia Saudita si schiera da criminale di Guerra tra i criminali di Guerra.
E’ andata lontano nella sua scalata contro lo Yemen, infatti, nel Gennaio 2016, un gruppo ONU ha sentito la necessità di lanciare un allarme, sperando di distanziarsi da Riyadh e da quello spirito cruento.

É la seconda volta dall’inizio della guerra che l’ONU prova a ridurre le ambizioni imperiali di Riyadh contro il suo vicino yemenita.
Nel mese di Ottobre 2015, un gruppo di esperti ha dichiarato che la coalizione guidata dall’Arabia Saudita aveva commesso ‘gravi crimini’ sui diritti umani civili, tra cui l’aver attaccato indiscriminatamente, colpito i mercati, un campo yemenita per sfollati e magazzini per aiuti umanitari. Intenzionalmente, era stata accusata di aver bloccato la raccolta e distribuzione degli aiuti assistenziali.
Quegli stessi esperti hanno inoltre dichiarato di essere preoccupati perché la coalizione considerava le zone vicine alle zone civili, quindi potenziali bersagli.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha infatti poi documentato 100 attacchi in diversi ospedali.

Il I° Protocollo della Convenzione di Ginevra proibisce di prendere civili come obiettivo, e recita: “le parti di un conflitto devono sempre dividere la popolazione civile dai combattenti e i beni civili dagli oggetti militari, e condurre operazioni militari esclusivamente contro questi ultimi”
Ma tutto questo non è abbastanza: nel Gennaio 2016, sempre quegli stessi esperti si sono visti costretti a testimoniare le atrocità della Guerra: le mutilazioni, le uccisioni, le vite infrante.
Il mondo intero in quel preciso istante si è presentato come uno spettatore inerme.

Tra le atrocità e le avversità insostenibili che gli yemeniti hanno dovuto sopportare, c’è anche la parodia legale che l’Arabia Saudita ha aggiunto alla lista infinita irrispettose violenze. La Monarchia ha continuato a sostenere che le azioni in Yemen sono completamente giustificate e rispettose della legge.
Se da un lato non si fatica a capire che la Guerra genera caos, e che certamente gli innocenti perdono sempre, dall’altro ci sarebbe ancora molto da dire sull’annichilimento ingegneristico delle infrastrutture civili sul territorio nazionale.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore