martedì, Agosto 4

‘L’esercito delle bellezze’ alle Olimpiadi in Sud Corea Il gruppo di cheerleader nordcoreano rappresenta l’altra faccia del Nord Corea, quella di un popolo in forza e salute, un’immagine più gentile di una delle dittature più brutali

0

Nel 2006, il quotidiano ‘Chosun Ilbo’ della Corea del Sud ha riferito che un disertore della Corea del Nord era fuggito in Cina e aveva fatto luce sulle presunte violazioni dei diritti umani, tra cui quelle nei confronti di un gruppo di donne che aveva violato l’impegno di non parlare di ciò che avevano visto del mondo durante la loro permanenza  nella squadra di cheerleading, e per questa ragione, erano trattenute in un campo di prigionia. «Entrando a far parte delle cheerleader, le donne si sono impegnate a trattare la loro visita al Sud come un viaggio in territorio nemico», affermava lo stesso rapporto, «e si sono impegnate a non parlare di quello che hanno fatto o visto lì. Fu detto loro che sarebbero state punite qualora lo avessero fatto».

Le giovani donne dell’esercito delle bellezze devono nutrire grande stima nei confronti del loro Paese e sulle loro spalle pesano grandi sfide, come in questo caso ad esempio, nel quale le ragazze rappresentano un mezzo di mediazione e dialogo che potrebbe portare ad un miglioramento dei rapporti tra le due Coree. Anche la moglie di Kim Jong Un, Ri Sol Ju, fece parte della squadra di cheerleader in occasione dei campionati asiatici di atletica leggera durante i primi anni 2000. In seguito alle continue tensioni tra le due Coree, nel 2005 i viaggi in Sud Corea sono stati interrotti. Il gruppo di cheerleader ha partecipato nel 2007 alla Coppa del Mondo femminile in Cina, ed ha continuato ad esibirsi in Nord Corea, in particolare in occasione del festival annuale Arirang incentrato sulla ginnastica e sul ballo, ma l’esercito delle bellezze non ha più varcato il confine del Sud Corea. Poi, nel 2014, la Corea del Nord ha annunciato con grande entusiasmo che avrebbe inviato le sue cheerleader ai Giochi asiatici. Allora, come quest’anno, l’annuncio è stato visto come un importante passo avanti. «La visita creerebbe un’atmosfera di riconciliazione», affermavano le dichiarazioni fatte ai media statali. «Questa decisione questa volta scioglierà le relazioni congelate Nord-Sud con il calore della riconciliazione nazionale, mentre mostrerà l’intera volontà di unificazione della popolazione coreana dentro e fuori della penisola».

Non molto tempo prima che iniziassero i giochi, però, la Corea del Nord annunciò che non avrebbe mandato la sua delegazione di cheerleader, apparentemente dopo una discussione con i sudcoreani relativa alle spese e ai costi, e addirittura, minacciò di ritirarsi completamente dai giochi. In relazione a quanto accaduto in passato, l’annuncio della partecipazione del gruppo di cheerleader alle Olimpiadi del 2018 acquista ancora più importanza. Le ragazze non sono delle semplici cheerleader, ma fanno parte di un esercito parallelo a quello militare che agisce in campo sociale utilizzando le armi della bellezza, abilità fisiche e seduzione, volto a mostrare l’altra faccia della Nord Corea, quella di un popolo in forza e in salute, ben nutrito e ben addestrato. Un’immagine più gentile di una delle dittature più brutali, che si presenta agli occhi del mondo e in particolar modo agli occhi dei sud coreani, attraverso i volti delle 230 ragazze pon-pon che potranno partecipare alle prossime Olimpiadi invernali, e perché no, magari contribuire al tanto discusso ‘disgelo’ tra le due Coree.

Visualizzando 2 di 2
Visualizzando 2 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore