giovedì, Ottobre 22

Lesa Maestà per cinque

0

Monarchia-Thailandia

Bangkok – In Thailandia la libertà di stampa e di diffusione delle idee è regolamentata in modo alquanto stringente su alcuni pochi capisaldi. Uno assolutamente ineludibile è quello relativo alla critica nei confronti della Monarchia. Non è ammessa in alcun modo e viene direttamente equiparata a reato di lesa maestà, il che comporta l’apertura di un procedimento, un processo ed è prevista la carcerazione. In base alla legge thailandese si stabilisce che «chiunque diffami, insulti o minacci il Re, la Regina, l’Erede o il Reggente, deve essere punito con la reclusione da tre a quindici anni». In realtà, la norma è alquanto vaga e questo spiega perché nella stragrande maggioranza dei casi viene applicata usandola per ridurre al silenzio coloro che si battono per i Diritti Umani o per i diritti fondamentali delle persone e dei lavoratori. A mò di esempio, si tenga conto del fatto che i casi di lesa maestà dal colpo di stato del 2006 ad oggi sono aumentati del 1.000 per cento, tant’è vero che –allo stato attuale- vi sono più di 300 persone sotto procedimento, agli arresti, ai domiciliari dietro pagamento di cauzione o comunque in attesa di giudizio in Aula.

L’ordine di comparizione è scattato nella notte di mercoledì scorso e riguarda, in questo caso, cinque persone: Chattrawadi Amornpat, 34 anni; Ekkapop Luara, 22, l’ex Ministro dell’Ufficio di Presidenza del Primo Ministro,  Jakrapob Penkair, Giles Ungpakorn, e Chupong Thithuan.

Chattrawadi Amornpat è una parrucchiera che lavora a Londra. L’accusa nei suoi confronti è relativa al fatto che abbia postato un video in un social network dove criticava la Monarchia. I suoi genitori hanno presentato querela contro di lei presso la Divione Soppressione del Crimine.

Ekkapop Luara è più noto come Tinh Achiwa e l’accusa nei suoi confronti è di aver criticato la famiglia reale durante una manifestazione del Movimento delle Magliette Rosee allo Stadio Rajamangkala nel mese di Novembre del 2013.

Jakrapob Penkair ha svolto un discorso pubblico ritenuto lesivo della Famiglia reale il 29 Agosto del 2007.

Giles Ungpakorn ha scritto un libro intitolato “Un colpo di Stato per i Ricchi” che critica la presa del potere nel 2006 e la Famiglia reale. E’ stato oggetto di accusa ufficiale nel mese di Gennaio 2009 ma era già volato a Londra.

Chupong Thithuan era ospite di un programma radiofonico in una stazione radio appartenente alla comunità affine alle Magliette Rosse. Si ritiene abbia criticato la Famiglia reale proprio durante quel programma. E’ volato negli Stati Uniti ed ha proseguito la sua campagna politica contro la Famiglia Reale unitamente ai gruppi di pressione politica affiliati al Movimento delle Magliette Rosse operative negli Stati Uniti.

La vaga normativa che regolamenta questo settore delicato della vita nazionale, in Thailandia, è oggetto di ripetuti interventi da parte delle organizzazioni che si interessano di violazione dei Diritti Umani ma anche le Nazioni Unite hanno sottolineato che la vacuità e la non completa definizione a proposito di ciò che può essere detto oppure non detto a proposito della Famiglia Reale comporta in nuce la potenziale violazione dei Diritti Umani. L’Unione Europea monitora da tempo la materia e in alcuni casi ha anche inviato propri osservatori per verificare lo stato delle cose, in special modo in occasione di processi che riguardano da vicino attivisti per la libertà delle idee oppure in difesa dei Diritti Umani.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore