giovedì, Agosto 6

L'eredità di Nelson Mandela field_506ffb1d3dbe2

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E’ morto Nelson Mandela.

Che non era, intendiamoci, colui che pornunciò il celebre discorso “I have a dream”, come credeva Paris Hilton, perchè quello era Martin Luther King. Nelson Mandela viene invece ricordato per avere lottato contro l’apartheid, contro il diritto delle persone di colore di sedere sull’autobus, di vivere dove gli pare e non in speciali quartieri, di vivere assieme ed esattamente come tutte le altre persone.

Nelson Mandela non fu sempre un pacifista. Al grido di «Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l’incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l’apartheid!» era il comandante dell’ala armata Umkhonto we Sizwe dell’ANC (“Lancia della nazione”, o MK), della quale fu co-fondatore. Per questo negli anni sessanta fu condannato all’ergastolo assieme ad alcuni collaboratori.

Nei seguenti 26 anni Nelson Mandela divenne simbolo di lotta all’apartheid in tutto il mondo e non c’era campagna di opposizione che non gridasse “Mandela libero“.

Un’eredità pesante, quella di Nelson Mandela. Un po’ in tutti i sensi.

Una vita complicata quella di questo simbolo, nella quale è riuscito a mettere da parte ben due fondi di investimento da 1.2 milioni di euro, il Nelson Mandela Foundation e il Nelson Mandela Children’s Fund, più una ventina di trust intestati a figli e nipoti che gestiscono lussuose proprietà dislocate un po’ in tutto il mondo.

Così l’uomo che inneggiava all’educazione come unico motore in grado di rendere i figli diversi dai genitori, di modo che anche la figlia di un contadino potesse diventare medico, il figlio di un minatore capo miniera e il figlio di una famiglia povera il capo di una potente nazione, fu lui stesso esempio lampante di ascesa sociale.

Si stima che oggi il solo “brand” Mandela valga qualcosa come 10 milioni di euro sparpagliati in oltre cento aziende messe in piedi dai membri della famiglia, compresi due marchi di abbigliamento che prendono il nome dalle vicende dell’illustre familiare.

Un’eredità che fa gola.

In questi giorni si scopre che nemmeno Nelson Mandela era immune dai “parenti serpenti”, che a pochi giorni di distanza dalla scomparsa del caro estinto, si litigano il lato “materiale” di questa pesante eredità. Già, perchè Nelson Mandela avrà pure pacificato il Sudafrica, ma non è riuscito a mettere pace in famiglia, che oggi più che mai è protagonista di una telenovela alla “beautiful”.

Il nipote più anziano, Mandla Mandela, sostiene che gli altri parenti (lui no di certo) stanno facendo di tutto per impossessarsi dell’eredità del nonno, arrivando a voler estromettere da un paio di società l’avvocato per i diritti umani e miglior amico del caro estinto. Lui, Mandla, sostiene di aver difeso già qualche anno fa questo miglior amico, quando ancora in tempi non sospetti la famiglia già cercava di complottare alle sue spalle, cos’ da attirare anche su di se le ire degli altri familiari.

Ma le accuse di Mandla non si fermano qui: il fratello Mbuso avrebbe una storia con sua moglie che avrebbe pure portato a una gravidanza.

Un po’ alla “centovetrine” e un po’ in stile mafioso questa lotta per l’eredità di Nelson Mandela, nella quale secondo ‘il Corriere della Sera’ ci sono tre clan che si fronteggiano.

Tanti soldi in ballo, ma anche tanta tristezza.

Una famiglia che ha dovuto rinunciare all’eredità spirituale lasciata da Nelson Mandela, oggi patrimonio indiscusso dell’umanità, ma che non ci sta a mollare la presa su quella materiale.

La grandezza di Mandela si misura anche in rapporto a quanto, perfino oltre la sua morte, le sue affermazioni continuino ad essere assolutamente vere: «l’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra».

Le mele possono cadere lontano dall’albero: dipende solo dall’educazione. Non sono i soldi a muovere il mondo e nemmeno il sesso, come crede qualcuno: è l’educazione.

I nipoti di Mandela sono caduti decisamente lontano dall’albero e non sono mossi dai soldi, sono mossi dall’educazione o dalla sua mancanza.

 

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