lunedì, Gennaio 27

L’eredità di Aristotele field_506ffbaa4a8d4

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Direttamente dal il XXIII Congresso Mondiale di filosofia  intitolato ‘La Filosofia di Aristotele‘ e organizzato dall’Associazione Internazionale di Filosofia greca, dalla Società filosofica greca, dalla società filosofica di Cipro e da altri enti, ecco il prezioso contributo di Evangelos D. Protopapadakis, assistente universitario di Etica applicata, direttore del Laboratorio di ricerca di filosofia applicata presso l’Università di Atene e responsabile dell’unità greca della cattedra UNESCO in Bioetica (Haifa).

 

Aristotele, il filosofo che appartiene a quel circolo assai ristretto di figure tra le più influenti nella storia dell’umanità assieme a Platone, Gesù Cristo, Buddha e pochi altri, nacque in Grecia 2.400 anni fa. C’era dunque da aspettarsi che la Conferenza generale dell’UNESCO avrebbe proclamato il 2016 ‘l’anno aristotelico‘. E se per Aristotele di certo non potrà mai essere un onore, pare pressoché senza senso celebrare una persona tra le più glorificate al mondo, che ha già ricevuto, per secoli, gli onori di miriadi di studiosi, filosofi, scienziati e non solo. Con questo omaggio, l’UNESCO ha deciso di rendere onore alla brillante tradizione filosofica del mondo occidentale, che non sarebbe stata tale senza Aristotele e Platone, così come allo spirito umano in generale e al suo esito eccezionale, la civiltà umana. L’anno aristotelico si celebra in tutto il mondo, perché non esiste aspetto della vita umana che sia estraneo al genio di Aristotele; il centro della celebrazione, tuttavia, non poteva che essere Atene, luogo famoso per aver dato la vita e per aver coltivato una delle più grandi culture di sempre.

Aristotele nacque a Stagira, nell’antica provincia greca di Macedonia, e fino alla sua morte a Calcide aveva trascorso gli anni della sua vita in cinque delle maggiori città greche dell’epoca. Tuttavia, nessuna lo trattenne più di quanto fece Atene, dove visse circa trentadue anni (quasi mezza vita) suddivisi in due lunghi periodi. Nessuna, poi, merita più di Atene la gloria che ha contraddistinto Aristotele: è qui che il grande pensatore ha studiato e ha insegnato la filosofia. Aristotele deve alla città di Atene il suo illustre emblema; la città di Atene, a sua volta, deve ad Aristotele il suo posto nel mondo, quello di capitale spirituale.

Quest’estate, dal 9 al 15 luglio, in un certo qual modo Aristotele torna ancora una volta ad Atene, non proprio quella che ha lasciato. Stavolta, non sarà il giovincello confuso in cerca di consigli, né il filosofo affermato in cerca di riconoscimenti. Stavolta, la città di Atene vedrà riunirsi i suoi eredi da tutto il mondo per portargli il dovuto rispetto: filosofi, scienziati, artisti, politici e non solo. Tutte queste persone, tutti noi, dobbiamo molto ad Aristotele, indipendentemente da se siamo consapevoli del nostro debito nei suoi confronti oppure no. Per cinque giorni, dunque, abbiamo l’opportunità di ripagare una parte di questo debito nei confronti della più grande mente della storia della civiltà nell’unico modo che pare appropriato: discutendone le idee e i punti di vista, e più in generale esplorando ed esaminando l’eredità di Aristotele. La sede del Congresso mondiale “La filosofia di Aristotele” è la Scuola di Filosofia dell’Università nazionale capodistriana di Atene, mentre le sessioni plenarie si tengono presso l’Accademia di Platone, il Liceo di Aristotele e in altri luoghi di grande significato storico sparsi per la città. I partecipanti hanno l’occasione di discutere insieme con illustri studiosi l’eredità che Aristotele ci lascia in campi specifici quali la politica, l’etica, l’estetica, la retorica, le scienze naturali, la biologia e molti altri.

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