domenica, Novembre 17

Leonardo: le acque, la Terra, la Luna Ritorna a Firenze, in mostra agli Uffizi il 30 ottobre il Codice Leicester, di cui si fornisce qui un’anticipazione

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«Io ho una casa sopra la riva del fiume, e l’acqua li toglie il terren disotto, ed è per ruinare;  onde io voglio fare in modo, che’l fiume mi riempia la già facta concavità, e mi affortifichi la predetta casa» Così Leonardo da Vinci descriveva la situazione che avrebbe tentato d’affrontare progettando uno sbarramento attraverso il fiume. Questa è una delle tante annotazioni illustrate dai relativi schizzi e disegni  contenute nei 72 manoscritti che compongono il Codice Leicester. Ebbene, quel famoso Codice sarà al centro di quello  che si preannuncia come un vero e proprio evento di eccezionale interesse, che  si inaugura il prossimo 30 ottobre nell’aula Magliabechiana della Galleria degli Uffizi  e resterà aperta fino al 20 gennaio 2019. Una Mostra che anticiperà le celebrazioni  previste in Italia, in Francia e nel mondo nel  prossimo anno, a 500 anni dalla scomparsa del Genio ( avvenuta il 2 maggio 1519 ad Amboise in Francia) e di cui si hanno scarse notizie.

In attesa di conoscerne il calendario completo, prepariamoci ad ammirare questa Mostra dal titolo: ‘L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci‘.Nata dalla collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e il Museo Galileo con il contributo di Fondazione CR Firenze e  del Comitato Nazionale per la celebrazioni leonardiane, la Mostra, curata  dal prof. Paolo Galluzzi, è arricchita dalla presenza di altri importanti manoscritti come il ‘Codice sul volo degli uccell’i,  provenienti da altre importanti biblioteche. Ma il fulcro dell’esposizione  è il Codice, che torna a Firenze   dopo 36 anni, essendo stato esposto in Palazzo Vecchio, per iniziativa dell’Amministrazione comunale guidata dall’allora  Sindaco Elio Gabbuggiani  nel 1982,  quando il prezioso manoscritto era di proprietà del magnate  americano Armand Hammer, che lo aveva  comprato ad un’asta presso la Christie’ s di Londra. La Mostra ebbe allora uno straordinario successo: 400 mila i visitatori. Questo ritorno si carica tuttavia di un fascino nuovo, per il particolare allestimento e il significativo contorno, che aiuteranno senz’altro anche le nuove generazioni a conoscere meglio le intuizioni svolte in tutti i campi da questa icona  della storia dell’umanità. Per comprenderne l’importanza è bene accennare brevemente alla sua storia ancora incerta nella fase iniziale: si sa che alla sua morte tutti i manoscritti e disegni passarono all’allievo Francesco Melzi, ma non è certo che comprendessero questi fogli che Leonardo aveva scritto sul fronte e sul retro con l’intenzione di raccoglierli. L’unica nota che compare sulla coperta è di mano dello scultore cinquecentesco Guglielmo della Porta che forse è stato il primo proprietario. Oltre un secolo dopo, in una cassa di libri appartenuta allo stesso scultore, il pittore  Giuseppe Ghezzi trovò il manoscritto che acquistò ‘con la gran forza dell’oro’. «E dalla medesima forza fu persuaso a privarsene per venderlo, nel 1717, a Thomas Coke, il futuro primo Conte di Leicester, che stava compiendo un viaggio di studio in Italia». E’ quanto scriveva il compianto Carlo Pedretti,   allora titolare della cattedra di studi vinciani presso  l’Università della California a Los Angeles, uno dei massimi studiosi al mondo di Leonardo.  Il Conte Coke, lasciò per alcuni mesi il manoscritto a Firenze affinché potesse essere copiato. Ne furon fatte tre copie: una è nella Biblioteca di Leicester, un’altra in quella di Weimar, la terza è andata perduta.

Poter avere ora  sotto gli occhi l’originale è dunque un’occasione più che rara. Cerchiamo, per quanto possibile in un articolo,  di penetrare nei pensieri di Leonardo riscontrabili  nei manoscritti seguendo le indicazioni del prof.Galluzzi.  Come si è visto, è partendo dall’esperienza concreta che Leonardo svolge le sue riflessioni,  le sue geniali intuizioni e soluzioni, spesso anticipatrici di ciò che accadrà secoli dopo. Il tema centrale dell’esposizione è l’acquasottolinea Galluzzi –  elemento che affascina Leonardo. L’artista svolge indagini straordinariamente penetranti per comprenderne la natura, sfruttarne l’energia e controllarne i potenziali effetti rovinosi.

«El fondo de’ fiumi è variato dalla materia, che’l corso dell’acqua vi lascia; e la varietà del corso dell’acqua è variato dalla inequalità del fondo del  fiume…..» Leonardo parla del Nilo, del Mar Caspio, dell’Egeo, del Mediterraneo   dell’Oceano e dei vari fiumi, Po’ Danubio, Arno, si interroga sulla presenza delle conchiglie nelle montagne toccando argomenti di geografia fisica: «l diluvio fu perpioggia o per ringorgamento di mare»?  La risposta che dà è che il Mediterraneo  deve essere stato in epoche remote, un mare molto più vasto e «sopra le pianure della Italia, dove oggi volan li uccelli a torme, solea discorrere i pesci a grande squadre» .

Il Codice  contiene “riflessioni innovative anche su altri temi: soprattutto sulla costituzione materiale della Luna e sulla natura della sua luminosità, e sulla storia del pianeta Terra, nelle sue continue e radicali trasformazioni”. Il Codice Leicester – ricorda Galluzzi – è un’opera fitta di annotazioni geniali e di disegni che Leonardo vergò in gran parte tra il 1504 e il 1508: una stagione davvero magica della storia di Firenze, con la presenza contemporanea in città di grandissimi personaggi delle lettere, delle arti e delle scienze, che Benvenuto Cellini la battezzò, genialmente, ‘La Scuola del Mondo’. Per Leonardo, furono anni di intensa attività artistica e scientifica. In quel periodo effettuava infatti studi di anatomia nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, cercava di mettere l’uomo in condizione di volare, era impegnato nell’impresa, poi non condotta a termine, della pittura murale raffigurante la Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio, e studiava soluzioni avveniristiche per rendere l’Arno navigabile da Firenze al mare.

I 72 fogli del Codice saranno esposti nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi. Grazie a un innovativo sussidio multimediale, il Codescope, il visitatore potrà sfogliare i singoli fogli su schermi digitali, accedere alla trascrizione dei testi e a molteplici informazioni sui temi trattati. Avrà inoltre a disposizione un vasto corredo di filmati digitali realizzati dal Museo Galileo, i quali, oltre che in mostra, saranno consultabili sui siti web degli Uffizi e del Museo Galileo. Oltre al Codice Leicester, l’esposizione offre alcuni spettacolari disegni originali di Leonardo e fogli da codici di straordinaria importanza, realizzati in quegli stessi anni: il ‘Del moto et misura dell’acqua’ dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, il celeberrimo Codice sul volo degli uccelli, eccezionalmente concesso in prestito dalla Biblioteca Reale di Torino, compilato negli stessi mesi nei quali Leonardo realizzava il Codice Leicester; quattro spettacolari fogli del ‘Codice Atlantico’, prestati dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, che illustrano gli studi vinciani sulla Luna, dove è illustrata l’invenzione della gru con cui Leonardo intendeva velocizzare le operazioni di scavo del canale navigabile per collegare Firenze al mare. Infine, due preziosi bifogli del Codice Arundel della British Library, con rilievi del corso dell’Arno nel tratto fiorentino, dove sono indicate puntualmente posizione e misure dei ponti allora esistenti e sottolineate le analogie tra moti dell’acqua e moti dei venti, sulle quali Leonardo insiste nel Codice Leicester.

A questa eccezionale esposizione di fogli originali di Leonardo, si aggiunge la presenza in mostra di numerosi manoscritti di grande bellezza e importanza e di rarissimi incunaboli utilizzati da Leonardo: tra questi lo splendido codice della Biblioteca Medicea Laurenziana contenente il ‘Trattato di architettura’ di Francesco di Giorgio Martini. Complessivamente saranno  esposti in mostra oltre 80 fogli e il ‘Codice sul volo degli uccelli’ di mano di Leonardo, oltre a 10 preziosi volumi tra manoscritti e incunaboli.

“L’esposizione del Codice Leicester di Leonardo, insieme ad altri preziosissimi disegni e scritti del genio di Vinci” – afferma Eike Schmidt, Direttore degli Uffizi – “dimostra il nostro impegno nel rendere accessibili tematiche molto complesse della ricerca scientifica, e nel contestualizzare episodi fondamentali di storia della scienza in una prospettiva del tutto contemporanea”.

Il Codice Leicester“- dichiara il Direttore del Museo Galileo Paolo Galluzzi -“frutto dell’ormai acquisita maturità come artista raffinatissimo, penetrante osservatore della natura, ingegnere capace di concepire progetti di straordinario ardimento e interprete originale dei fenomeni più significativi del macrocosmo e del microcosmo, offre una visione intrigante della vastità inaudita degli orizzonti esplorati dalla mente di Leonardo. Una mente protesa a raccogliere le sfide più complesse e a mettere in discussione le conclusioni stabilite dagli autori più accreditati della tradizione. Compilato nella fase più creativa della propria esistenza, nel cuore di una Firenze allora vera e propria ‘Scuola del mondo’, il prezioso manoscritto documenta l’ossessione conoscitiva di Leonardo per l’elemento acqua, per i suoi movimenti vorticosi, per la forza plasmatrice e la potenza distruttrice che la caratterizzano. Con continui rimandi a Firenze, al suo impianto urbano e al suo fiume, risorsa e minaccia per le comunità che ne popolano le rive. La mostra invita a compiere un viaggio in un tempo di visioni ardimentose, di progetti avveniristici, di manifestazioni del pensiero di inarrivabile genialità” . “Sosteniamo con entusiasmo – osserva il Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari – “questa grande mostra che, di fatto, apre con ampio anticipo le celebrazioni dedicate a Leonardo.

In attesa dell’inaugurazione, meglio riflettere sulla natura della vita sulla terra contenuta nel Codice Leicester: ” Nessuna cosa nasce in loco dove non sia vita sensitiva, vegetativa e razionale. Nasce le penne sopra gli uccelli e si mutano ogni anno: nasce li peli sopra li animali, e ogni anno si mutano, salvo alcuna parte; come li peli dlele barbe de’ lioni  e gatte e simili; nasce l’erba sopra li prati, e le foglie sopra li alberi, e ogni anno in gran parte si rinnovano; adunque, potren dire, la terra avere anima vegetativa e che la carne sia la sua terra…”

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