venerdì, Novembre 15

L’emergenza acqua in Europa

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L’emergenza acqua non riguarda soltanto i Paesi in via di sviluppo, ma anche l’evoluta Europa. Nel complesso il Vecchio continente ha acqua in abbondanza: circa 4000 metri cubi pro capite. La sua distribuzione è nient’affatto uniforme: si va dai 2800 metri cubi della Spagna agli oltre 90mila della Norvegia, fino al primato mondiale dell’Islanda (624mila). Le difficoltà di accesso all’acqua potabile rappresentano solo casi isolati e perlopiù dovuti a guerre civili (ex Jugoslavia), inquinamento (Danubio, Reno, Sud della Francia), inefficienze di gestione (Sud Italia ed Est Europa), ma dai numeri arrivano comunque segnali allarmanti.

Secondo un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) del 2006, il 16 per cento della popolazione europea non ha acqua potabile e ben 140 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita e servizi sanitari. In Europa occidentale, secondo lo studio, gran parte della popolazione dispone ormai da decenni di una fornitura di acqua potabilizzata (qualche differenza si registra anche da noi, si pensi alla situazione diversa tra nord e sud Italia), mentre nelle zone orientali tale accesso è spesso negato, con forti disparità tra zone urbane e zone rurali. In alcune zone dell’Europa orientale meno del 30% delle abitazioni rurali dispone della fornitura di acqua potabile.

Una situazione nella quale oltre 13.500 bambini europei perdono la vita ogni anno per malattie correlate a carenze idriche, ma l’Oms avverte che probabilmente si tratta di una sottostima. Solo nel 2006 sono stati registrati 170mila casi di malattie correlate alla carenza d’acqua, fra cui oltre 120mila casi di epatite virale A, 40mila casi di diarrea sanguinolenta, oltre 70mila infezioni entero-emorragiche e 6mila casi di febbre tifoide.

Il rapporto dell’Oms ha lanciato un grido d’allarme sulla reale disponibilità idrica in Europa, alla luce degli impegni presi due anni prima per il Decennio dell’acqua 2005-2015. Per fronteggiare una situazione più seria di quanto ci si immaginasse, nel gennaio 2007 i rappresentanti dei Paesi europei si sono riuniti a Ginevra per lanciare un protocollo sull’acqua e la sanità, il primo che abbia puntato a ridurre il numero di decessi e di malattie legate all’acqua in Europa.

Certo, in Europa soffrono la sete molte meno persone rispetto ad altri continenti connotati da un deficit idrico molto più marcato, come l’Africa e l’Asia, ma il problema della disponibilità idrica nel Vecchio continente esiste eccome. Inoltre, lo sviluppo industriale e dei consumi si ripercuote sull’approvvigionamento essenzialmente sotto due aspetti: l’inquinamento delle risorse e la crescente domanda di energia, in gran parte proveniente dalle fonti idroelettriche.

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