venerdì, Settembre 18

Legge elettorale: apparente e silurata (come PD e sardine) La legge elettorale è ‘incardinata’, cioè è silurata, come del resto le ‘alleanze politiche’, che poi sono solo accordi di potere, che gli ‘accorti’ stellini non vogliono fare per poter giocare su più tavoli. PD gabbato, Sardine scomparse

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Siamo alle solite, previste, preventivate e, al solito, stupide.
La geniale invenzione di Nicola Zingaretti, o di Goffredo Bettini, o di Dario Franceschini, si materializza nella assurdità di una situazione ambigua e suicida.
Il PD sottile negoziatore, abile governante, regala agli stellini il loro pezzo di carne, non il primo, ormai l’ennesimo, e pur di restare al Governo, pur di permettere all’orrido Franceschini di continuare a costruire la DC nel PD, pur di soddisfare le sottili e geniali manovre di Bettini, pur di mantenere stabile la mozzarellosa pancia di Zinga, decide di … non decidere. Promette di votare SI al referendum per il taglio dei parlamentari (una sciocchezza sul cui merito ho scritto più che abbastanza) per soddisfare le manie anti-casta di Giggino, del comico e dell’uomo del marketing, e stabilire ufficialmente che il Parlamento non serve a nulla e che è solo una raccolta di gente con alti stipendi immeritati. Ma la sottigliezza è grande: in cambio si chiede il MES e si finge (sottolineo: si finge) di pretendere una politica seria per il recovery fund (che continuano a chiamare ‘faund’, cioè trovato, come se fosse scritto ‘found’!).
E infatti,
Giuseppe Conte – pochette va alla festa dell’inesistente Unità, e li sbeffeggia: non se ne parla, ci si penserà. E sul fondo di rinascita, si vedrà. E sulla legge elettorale (peraltro inutile, come ho detto più volte) non se ne parla,èincardinata’, come dice Paola Taverna, con l’adozione del testo base in Commissione, cioè è silurata, come del resto lealleanze politiche’, che poi sono solo accordi di potere, che gliaccortistellini non vogliono fare per poter giocare su più tavoli. Perché, questo è il punto, la politica per loro, ma anche per quasi tutti gli altri, è tattica, accordi, parole, promesse, cambi di cavallo … riflessione e strategia, cioè cultura, mai. Del resto come potrebbero!
Un machiavello notevole. Bravi.

Ma non solo, non basta. Perché Zinga e compagni (i nominati sopra innanzitutto) hanno un altro problema, stoppare Stefano Bonaccini, il ‘vincitore’ per merito delle sardine delle elezioni in Emilia e che, non contento di essere stato miracolato, ora, su suggerimento di Matteo Renzi, attenta alla segreteria di Zinga, che si chiude a riccio, senza nemmeno capire che alla fine chi lo fregherà è il suo amico … Franceschini, che non lascerebbe il Governo nemmeno se spinto via con un caterpillar!
Si dice che le sardine siano arrabbiate. Altra frase fatta. Che sono le sardine, chi sono le sardine, quale è lalineadelle sardine? Finché andavano in piazza era tutta un’altra storia. Ne ho scritto più volte: erano la reazione ragionata (sì, ragionata, una rarità) alle ambiguità e alla pochezza della politica ufficiale. E quindi potevano, le sardine, e dovevano essereneutre’ politicamente in senso partitico. Il loro vero e unico slogan, il migliore, è, eravogliamo una politica gentile, senza insulti, ragionata, nell’interesse dei cittadini’, per cui essere di destra o di sinistra, nulla cambiava. Il tema era la riforma della politica.
Ciò si poteva fare e si faceva in piazza. E, sia chiaro, una cosa del genere si può fare solo ed esclusivamente in piazza. Ma ora, senza piazze, la comunicazione scade (ci risiamo, ne parlavo ieri) nell’apparenza.

Pettinatura più composta, lunghi e fascinosi capelli rossi sulla spalla, ridimensionamento dei primattori e … i contenuti? Questo è il punto. Una volta, per fare finta di avere letto qualche libro o almeno di averne sentito parlare, si sarebbe detto ‘il re è nudo’. Eh sì, proprio così: il re è nudo, nel senso che ora bisogna misurarsi con questi politicanti direttamente. L’anno scorso Bonaccini era uno da mandare a presiedere la Regione Emilia per bloccare Matteo Salvini non perché avesse o abbia dei meriti politici, non a caso la sua propaganda era ‘abbiamo la migliore sanità italiana e la migliore amministrazione’. Poi è venuto il Covid-19, e sulla sanità meglio tacere. Ora di Bonaccini che resta? Solo uno con la camicia, per lo più nera, sbottonata fino all’ombelico, che cerca di fregare Zinga-mozzarella in nome di Renzi.
E allora alle sardine, prive della piazza, mancano gli argomenti, e anche a loro non resta che l’apparenza, ma non sono pronti ancora e organizzati abbastanza per realizzarla, e quindi sono scomparsi. E sul proscenio restano i soliti, duri a morire: quelli che sono in TV da mane a sera a dire sempre le stesse cose e che vengono interpellati perché non si può non invitare Pietro Senaldi o Alessandro Sallusti, per fare due nomi a caso, se no ti accusano di essere di parte (e perché, loro no?), e quelli che impartiscono sussiegose lezioni di bon ton, al solo scopo di pubblicizzare i propri, per lo più inutili, libretti. Una operazione di marketing, in cui si potrebbe anche raddoppiare la ‘k’.
Ovviamente devono urlare qualcosa, dare qualche slogan, insomma infiorire la minestra perché se no è troppo evidente che si tratta solo di marketing … vantaggioso, devo dire, perché si vendono libri a migliaia: si vendono, non si leggono, stavo per dire ‘per fortuna’.
Oppure, si appare a fare i gradassi, gli spiritosi, gli impudenti, e si mette in mostra il proprio disprezzo per le mascherine, la propria smania sbaciucchiatoria, la propria arroganza e violenza (lo scrivevo l’altro giorno, quel bacio imposto sul palcoscenico all’attrice che si ritrae è, né più ne meno, che una violenza sessuale … sì, proprio così, non vedo la differenza da quella ‘ufficiale’) o le proprie leziosità, che la stampa piaciona e servile interpreta come una fine provocazione. Come nel caso di quella famosa non so cosa, che sul palcoscenico di Venezia bacia sulla bocca un’altra famosa non so cosa, per significare forse la possibilità e i pregi dell’omosessualità o la superiorità rispetto alle pruderie della società ufficiale, ma che in tempi di Covid-19 è un urlo contro la razionalità e la vita. Ma naturalmente non si può parlare male della 59enne in corpo da ventenne, priva strutturalmente di cellulite, ma anche, detto fra di noi, di buon gusto e di senso civico. Oddio, l’ho detto, e ora il direttore del giornale mi toglierà la rubrica!

Guardate è la seconda volta che ne parlo bene (comincio a preoccuparmi) guardate la ‘influencer’ Chiara Ferragni e il suo Fedez, che, tatuaggi a parte, accennano ad un discorso serio e sommesso sul disagio mentale. Forse lo fanno per vendere qualcosa, ma sta in fatto che, almeno, non si sbaciucchiano per dimostrare che il virus non esiste.
Direte: metti insieme cose diverse. Ora magari ci metti anche Willy.
No, Willy no. Willy è la prova concreta del punto a cui arriva la nostra società, quando perde, come ha perso, i criteri per cui si sceglie e si agisce. Willy è la ‘susta’ di queste righe. Nel caso degli assassini di Willy (che stanno applicando la strategia inventata da Leone nel processo Bebawi, vedremo se i giudici sapranno venirne a capo) l’apparenza sono i muscoli e la forza, ma la finalità è la stessa degli altri: prevalere, prevaricare, imporre il proprio IO, contro, sì contro, i più deboli: mai, fateci caso, mai contro i più forti!
Però, pensate che bello: dal 18 Settembre, il portale per l’internazionalizzazione sarà gestito direttamente da Giggino, dotato di ‘VASCO Mini’, ovviamente. Perché? Mah non saprei, certo non perché vi si distribuiscano tanti soldi.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.