martedì, Marzo 26

Lega – M5S: populismo o pauperismo? Il dubbio è che in realtà non siano attenti a sollevare lo stato di difficoltà del popolo, ma lasciarlo nella povertà

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Dovremmo credere questo: i populisti, che hanno Bannon come sentinella, Bannon – tanto per intenderci – lo stratega della campagna populista di Donald Trump poi allontanato ma solo per gettare fumo negli occhi per permettergli l’insediamento a Bruxelles, i populisti, dicevamo, sarebbero quelli che riscattano la povertà dilagante, compresa la povertà di chi uno stipendio mensile lo mette insieme. Ma non ci crediamo. Proprio a partire da Bannon, l’uomo del capitalismo. Selvaggio. Quello che ha aumentato il divario ricchi e poveri.

E come credere alla versione nostrana del populismo, quello di Lega e 5S, se non c’è un rigo nei loro documenti su come riequilibrare uno dei motivi principali delle disuguaglianze, ossia l’iper profitto degli imprenditori?

Il dubbio è che il populismo sia in realtà un pauperismo, ma non attento a sollevare lo stato di difficoltà del popolo, ma per lasciarlo nella povertà. Perché francamente è complicato credere che l’elettorato della Lega, piccolo borghese e aggrappato alle proprie attività di bottega, abbia interesse a rinunciare all’iper profitto per redistribuirlo a quelli a cui i piccolo borghesi lo rapinano. È difficile credere che i poveri del Sud e del Nord affidatisi ai 5S possano davvero cambiare l’enorme squilibrio in corso. Ma i poveri un servizio lo stanno facendo: stanno portando soldi e potere ai rappresentanti dei 5S, gente che era già povera prima di essere assunta nel Parlamento.

E non crediamo ai populisti a partire dal cavallo di battaglia dei 5S, il reddito di cittadinanza: se partirà mai, sarà così snaturato da risultare come una vera e propria mancia. Come gli 80€ di Renzi.

Ai poveri andava dato un lavoro, non una mancia, pure a tempo. Ai poveri, soprattutto a quelli del Sud, andava data la costruzione di un mercato del lavoro, non la continuazione dell’economia illegale divisa tra mafia, lavoro nero e burocrazia. E a quelli non poveri doveva essere garantito il mantenimento del posto di lavoro, non la sua perdita a causa del decreto dignità e della fine della opere pubbliche, colpa di una talebana e distorta concezione dei lavori pubblici il cui Ministero è in mano a un genio in prestito dalle stipule assicurative. E a chi agognava la pensione non si doveva darne una decurtata sino al 35%, perché quel pensionato tra qualche anno sarà un altro povero.

Ai populisti nostrani non crediamo, perché mentre attaccano l’Europa e le Banche, tacciono che proprio l’Europa e le Banche, soprattutto la Banca Centrale europea, hanno contrastato una caduta ancora più profonda della crisi, dalla quale non siamo mai veramente usciti. Provate a immaginare cosa sarebbe stato dell’Europa e dell’Italia senza i provvedimenti attuati per contrastare la crisi, affidandosi alle politiche economiche dei populisti, ossia uscita dall’Euro e ripristino della sovranità. Quanto avrebbe pagato l’Italia solo di energia e materie prime per continuare a far lavorare le imprese, non avendo energia e materie prime, ma dovendo comprare entrambe con la lira? Si riesce a immaginare l’aumento di povertà?

Infine non crediamo ai populisti per una semplice ragione: il lavoro è reciproco all’investimento sull’istruzione. Ma Lega e 5S non credono nell’istruzione. Infatti non investono lì. I populisti nostrani credono al colpo di genio del singolo (ma noi in Italia non sentiamo di geni che hanno introdotto qualcosa di strabiliante nel mondo del lavoro), credono al ‘rimboccarsi le maniche’ in un Paese che procede tra caste, élite, raccomandazioni. Clima che i populisti nostrani non stanno affatto cambiando. Una volta insediatisi nello scranno parlamentare, i populisti sono diventati come la casta precedente, tra favori fatti agli amici e provvedimenti per garantirsi gli amici, per esempio quei finanziamenti dati a Radio Padania, ascoltata dal 2% della popolazione italiana. Soldi (150.000€) che i populisti italiani hanno dato ai giornalisti di Radio Padania: ma 5S e Lega non sparano ogni giorno sui giornalisti? Certo che lo fanno, ma ora diamo una notizia in esclusiva: a Padio Padania i notiziari li leggono i dee-jey e qualche addetto alle pulizie. Mica sono giornalisti….

Salvini e Di Maio avete capito che il finanziamento di 150.000€ sono un furto alle finanze dell’Italia? Perché il 98% degli italiani avrebbe pensato di destinare 150.000€ ad attività diverse da una radio, padana oltretutto. E poi: la Lega non è diventata italiana? E perché allora conserva una radio PADANA, che tutti gli altri italiani devono pagare?

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